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Messaggio del vescovo per l'Avvento In evidenza

Con l'Avvento ha inizio un nuovo anno liturgico segnato dal tempo di Dio, ovvero nella memoria e celebrazione dei grandi eventi della salvezza dell'uomo. Caratterizzato fondamentalmente dall'attesa, questo periodo ci prepara alla celebrazione del Natale e nel contempo ricorda come la nostra vita debba essere quotidianamente aperta ad accogliere il Signore Gesù, presente e operante in mezzo a noi.

Già da tempo ho più volte indicato e illustrato gli indirizzi pastorali sui quali camminare insieme, dal titolo «Essere semplicemente discepoli nei tempi e nei modi dell'umano, nella logica del Regno di Dio e nel cuore della Chiesa». In settimana sarà disponibile, sul sito della diocesi, il testo della prima parte di queste linee in merito alle "cinque parole": volto, incontro, dolcezza, autenticità, racconto. Su di esse tutti siamo invitati a riflettere, in quanto dovranno segnare uno stile particolare di vita e di testimonianza evangelica. Seguirà poi durante l'anno, in corrispondenza degli altri tempi liturgici, la pubblicazione delle altre due parti. Veniamo dunque a meditare sull'avvento alla luce di queste cinque parole e domandiamoci: quale volto, quale incontro, quale dolcezza, autenticità e racconto ci propone Dio in questo tempo di attesa e di preparazione? Decisamente il volto che ci viene incontro nell'Avvento è quello del Signore Gesù. Volto ricevuto dalla testimonianza viva della Chiesa, accolto dalla freschezza e nella semplicità del Vangelo, riconosciuto nello spezzare il pane eucaristico e nel fratello bisognoso di carità. Un volto che si rivela a chi lo non teme di guardarlo, a chi non si nasconde dietro le proprie sicurezze, a chi sa fare silenzio e ha il coraggio di dedicare un po' di tempo all'ascolto della Parola di Dio. Un volto che ama, che è venuto a cercare chi era perduto, ad annunziare la Verità e la Misericordia del Padre che è nei Cieli. Da questo volto nasce l'esigenza di un incontro. Due personaggi evangelici ce lo propongono, presentandosi a noi come icone particolarmente significative: Giovanni il battista e la Vergine Maria. Con la loro vita invitano ognuno di noi a cogliere personalmente lo sguardo nuovo del Cristo, la Sua voce che ci chiama a seguirlo, a credere in Lui, ad abbandonarci nel Suo amore. Ognuno di noi deve intraprendere il cammino e lasciarsi illuminare da una luce nuova, la luce della verità evangelica. Quella che Gesù stesso rivela nella Sua persona con opere e parole. Ma l'incontro con il Cristo che incrocia quotidianamente le nostre vite rivela a noi anche un volto di dolcezza. Il volto di Colui che non è venuto per i giusti ma per i peccatori, non è apparso nella storia dell'uomo per condannare ma per salvare, non intende spegnere il lumignolo fumigante ma rianimare una fiamma smorta. Certo la verità dev'essere annunciata in tutta la sua pienezza e la conversione personale dev'essere esigita come condizione indispensabile per entrare in una vita nuova. La parola del Signore è chiara e esigente. Tutto ciò però può e deve essere annunciato con la fermezza e la dolcezza di chi sa amare e vuole il bene vero del fratello, ovvero la sua salvezza. Certo l'Avvento colora subito la nostra vita con la luce della autenticità. Infatti chi attende, prepara l'attesa. Chi aspetta un ospite, riordina la casa. Colui che vuole accogliere il Signore non deve farsi trovare distratto, disattento. E allora il tempo dell'avvento segna la necessità di una rilettura autentica della nostra vita. Una apertura nuova del nostro cuore. Un aprirsi disarmato, senza difese di fronte al Signore che viene. Esige quel "sedersi ai piedi del Maestro mettendosi in ascolto di Lui che parla", atteggiamento che caratterizza così bene la figura di Maria di Betania, della quale Gesù stesso dirà che "ha saputo scegliere la parte migliore". Ma tutto non può essere tenuto per noi. Un incontro così importante non può essere taciuto. E allora, come la donna del Vangelo che ritrovata la moneta corre dalle amiche per far festa con loro, anche noi dobbiamo ritrovare la gioia dell'annuncio della Salvezza. Se abbiamo trovato luce, non possiamo non essere portatori di luce, se abbiamo incontrato Colui che dona vita nuova non possiamo non annunciare anche noi la gioia di quell'incontro. E allora da attesa, l'avvento si trasformerà in proposta, testimonianza, desiderio di portare a tutti l'Evangelo di salvezza. Prima di concludere sento il dovere di rivolgere un particolare pensiero alle vittime dei recenti fatti alluvionali che hanno sconvolto alcune regioni dell'Italia e nel mondo. L'Avvento sia vissuto con particolare sensibilità nell'aiuto a questi e tanti altri fratelli che sono nel bisogno. La Caritas diocesana ha predisposto apposite raccolte e delineato proposte che invito tutti a prendere in particolare attenzione. Il Signore sostenga il cammino di ognuno, ci accompagni e ci benedica la Vergine Maria, Madre di Dio.

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