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Mettiamo il turismo sottosopra, il camper della Filcams Cgil a Levanto

Un'iniziativa che coinvolge le località turistiche di tutto il paese per salvaguardare ed informare i lavoratori stagionali del turismo sui loro diritti.

Ha fatto tappa questa mattina a Levanto il camper della campagna nazionale della Filcams Cgil "Mettiamo il turismo sottosopra", un'iniziativa che coinvolge le località turistiche di tutto il paese per salvaguardare ed informare i lavoratori stagionali del turismo sui loro diritti.

Secondo i dati pubblicati da Regione Liguria, tra gennaio e maggio 2023 complessivamente in Liguria sono arrivati 1.716.191 turisti, +247.387 rispetto al corrispondente periodo dell'anno precedente che equivalgono al +16,8%; le presenze sono state 4.531.626 in aumento di 664.374 pernottamenti pari al +17,2%

Genova ha l'incidenza maggiore, sia per arrivi (38,1%) sia per presenze (32,1%), sul totale regionale (in valori assoluti si tratta di 653.155 arrivi e 1.454.552 presenze); segue Savona con il 23,5% degli arrivi ed il 28,1% delle presenze, La Spezia con il 19,9% di arrivi ed il 18,3% di presenze ed Imperia con il 18,6% di arrivi e 21,5% di presenze.

"Dati che raccontano di un trend in forte crescita, ma non può esserci turismo di qualità e quindi sviluppo per il Paese se non ci si occupa in primis della dignità e delle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori del settore – dice Giorgia Vallone, Segretaria generale della Filcams Cgil della Spezia- Continuiamo infatti a registrare tassi altissimi di precarietà, contratti intermittenti, irregolarità, lavoro sommerso, part time involontario, appalti, assenza di sostegni economici a favore dei lavoratori a part time verticale ciclico e ammortizzatori sociali che non tutelano pienamente gli stagionali".

Precisa la sindacalista "Per oltre sette milioni di lavoratrici e lavoratori del terziario i contratti nazionali sono scaduti, non si può perdere altro tempo: bisogna rinnovarli subito. C'è un ritardo nei rinnovi contrattuali pari in media a oltre tre anni, con la conseguente inadeguatezza dei trattamenti economici e normativi rispetto a una realtà profondamente mutata, in seguito alla crisi pandemica e bellica e alle dinamiche inflazionistiche fuori controllo. Se diamo dignità al lavoro e giuste retribuzioni, se contrastiamo la precarietà, invece di rafforzarla con misure come il decreto lavoro, che prevede l'estensione dei voucher, la liberalizzazione dei contratti a termine e la maggiore monetizzazione del lavoro notturno e straordinario nei giorni festivi, riusciremo a far diventare più attrattivo il settore per le lavoratrici e lavoratori, e saremmo in grado anche di cogliere le sfide per il futuro".

Conclude la Vallone: "La mancata applicazione dei contratti non può essere sostituita dall'offerta di un incentivo una tantum, che appare più un sostegno ai datori di lavoro e allontana, con una falsa soluzione, dal cuore del problema, che è l'applicazione del contratto e la lotta alla contrattazione pirata, che ha portato nel settore condizioni di lavoro inaccettabili e salari inadeguati. Per il turismo sono necessarie politiche di settore concrete, che garantiscano condizioni di lavoro regolari e salari dignitosi, adeguamenti che oggi vengono rallentati anche dai tempi troppo lunghi nei quali si arriva al rinnovo dei contratti. Ecco un punto sul quale un intervento del ministero sarebbe auspicabile".

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