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Inaugurata la 19esima edizione del Festival della Mente In evidenza

di Anna Mori - Grande successo per la kermesse dedicata quest’anno al tema del ‘movimento’ e che registra tutti gli eventi sold-out. Previsto uno spazio dedicato anche a bambini e ragazzi.

Inaugurata ieri pomeriggio, 2 settembre, la XIX edizione del Festival della Mente che si terrà a Sarzana fino a domenica 4. L’evento è promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana ed è diretto da Benedetta Marietti. Il festival gode anche del patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Liguria.
L’evento può essere considerato il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee: anche quest’anno scienziati, filosofi, letterati, storici, artisti italiani e internazionali sono presenti a Sarzana per tre giorni all’insegna della cultura.

“La cosa più pericolosa da fare è rimanere immobili”, questa è la frase di William S. Burroughs, padre del movimento della ‘Beat Generation’, che ha ispirato la scelta del concetto di movimento come filo conduttore della XIX edizione del Festival della Mente.

Ha introdotto l’evento inaugurale il Sindaco di Sarzana Cristina Ponzanelli: “Il tema del Festival del 2019 è stato il futuro, mentre quello di quest’anno è il movimento. Ho pensato a come questi due concetti sono strettamente legati, ma anche a quanto sono tanto presenti e importanti nella vita di ognuno di noi. Di fronte alle difficoltà del presente, alle grandi crisi, ai pesi che ci derivano dal passato, ognuno si trova di fronte ad una scelta, quella di fermarsi e restare immobili oppure pensare che vi è comunque un modo per migliorare, per cambiare il futuro, quindi una scelta di speranza. Ognuno ha potuto sperimentare che la seconda scelta sia più difficile della prima, perché ci vuole il coraggio di andare avanti. Mettere in moto l’intelligenza, pensare il nuovo, guardare il futuro e vincere anche quella voce che è una tentazione pericolosa che nelle nostre teste sussurra ‘Non darti più di tanto da fare tanto questo ostacolo è talmente difficile che non potrai superarlo’. Quella voce è il pericolo di rimanere fermi, il pericolo più grande per ognuno di noi. Significa restare ostaggio del presente e dei suoi problemi o ancora peggio tornare al passato”.

“Per le città è la stessa cosa – ha aggiunto il Sindaco Ponzanelli - Penso ad esempio al Ponte Morandi, a una Regione e a una città che potevano fermarsi e invece hanno scelto il movimento e di andare avanti e in due anni il ponte è stato ricostruito. Se penso ad un esempio della nostra città, penso ad una scuola, casa di centinaia di studenti, insicura. Potevamo fermarci e invece abbiamo deciso di andare avanti, l’abbiamo demolita e la stiamo ricostruendo. La nostra città in questi anni ha saputo muoversi e mai è rimasta immobile. Il Festival della Mente ne è lo specchio perfetto. Penso al Festival e alla pandemia. La cosa più semplice era rimandarlo, e invece abbiamo deciso di andare avanti, c’è voluto tanto coraggio. Di questo ringrazio la Fondazione, l’Avvocato Corradino, Benedetta Marietti e tutta la macchina organizzativa che ci porta ad inaugurare anche oggi il Festival, un’edizione straordinaria. Mi scuso con le tantissime persone che non hanno potuto essere presenti perché non hanno trovato il biglietto, ma che ci seguiranno in streaming. Questo sarà un Festival di successo per tutti, anche per me”.

Ha preso poi la parola l’Avvocato Andrea Corradino, Presidente della Fondazione Carispezia: “Vorrei innanzitutto ricordare il Prof. Seriani, che l’anno scorso era seduto qui con noi, e ci aveva intrattenuto con la Lectio Magistralis sul linguaggio di Dante. Siamo alla diciannovesima edizione, di solito diciannove anni è l’età in cui gli studenti affrontano l’esame di maturità. Posso dire con soddisfazione e orgoglio che questo esame il Festival della Mente lo ha superato a pieni voti. Le migliaia di biglietti venduti, il sold out per tutti gli appuntamenti sono la testimonianza della validità della formula e che il Festival è diventato un patrimonio culturale nazionale. Il Festival ha la capacità di parlare a tutti, è un momento in cui si parla di creatività e cultura, anche a tanti giovani. Non solo perché si tratta di argomenti per loro interessanti, ma anche perché nei giovani c’è una ricerca ancora maggiore in questo periodo di conoscenza e di comprensione. Il momento è molto difficile per tutti, è il momento in cui nell’Occidente si sono verificati fenomeni che si pensavano fossero lontanissimi e riservati ad altre parti nel mondo. Una guerra alle porte dopo vent’anni dalla fine delle guerre balcaniche e un’epidemia, fenomeno che solitamente appartiene ad altre zone del pianeta e che non pensavamo di dover vivere. Questo ha creato nei giovani una maggiore necessità di capire e di avere un quadro del futuro. Il Festival contribuisce a tutto questo. Gli argomenti abbracciano non solo il sapere e la conoscenza, ma anche la storia del presente e del passato contribuendo a capire meglio il futuro. Si parla di ambiente, sanità, di giovani, temi attuali che viviamo tutti i giorni, se ne parla con competenza ed entusiasmo contagioso”.

“Il Festival torna nella sua interezza dopo due anni di difficoltà – ha concluso Andrea Corradino - Ringrazio chi porta avanti il Festival tutto l’anno, il Festival è anche i podcast, i libri e si è creata una produzione culturale che dura tutto l’anno e per questo devo ringraziare Benedetta Marietti che ogni anno ha la capacità di individuare temi che possono essere declinati in tanti modi diversi e molto attuali. Ringrazio tutto lo staff di Fondazione Eventi e di Fondazione e i 200 ragazzi volontari delle quarte e quinte superiori che quando è nato il Festival non erano ancora nati e che sono essenziali. Ringrazio anche tutti coloro che si sono impegnati in questi mesi perché il Festival sia un successo”.

All’evento inaugurale era presente anche il Governatore Toti che ha commentato: “E’ un Festival che è tornato alla sua normalità. Credo che il Festival della Mente abbia colto la sua funzione principale in questi anni. Quando il Covid ha messo in dubbio il nostro stile di vita, le nostre abitudini e i nostri movimenti, ci siamo interrogati sulla capacità che la scienza aveva di contrastare quel momento difficile per tutti. Oggi avere qui l’Alto Commissario per i Rifugiati penso che sia un altro momento importante per interrogarci sui grandi temi presenti nel mondo. Quando si parla di ‘mente’ si parla di cultura, del bagaglio che ci portiamo dietro, della nostra civiltà e di come si confronta con le altre civiltà. Il fatto che in una piazza di una città ligure ci si interroghi sui grandi destini dell’umanità di cui noi siamo un piccolo pezzo, mi riempie di orgoglio, perché vuol dire che in questa città e in questa regione non abbiamo perso quella voglia di crescere e quella curiosità di imparare e di conoscere per poter analizzare più approfonditamente quello che a volte ascoltiamo distrattamente sulle tragedie che ci circondano quotidianamente, dedicando una parte del nostro tempo a capire il futuro e magari interpretare con una luce diversa quei momenti di svago che altrimenti non avrebbero il valore che hanno avuto in questi mesi di liberazione”.

“Una riflessione sul tema del Festival – ha concluso Benedetta Marietti Direttore del Festival - Il mondo è sempre più in movimento, e ci aspettano sfide sociali, ambientali, economiche molto complesse. Il mio augurio è che il Festival, attraverso le parole delle relatrici e dei relatori, ci aiuti ad avere maggiore consapevolezza di queste sfide e ci aiuti per affrontarle a mettere in moto solidarietà, umanità e coraggio. Vorrei dedicare questa diciannovesima edizione del Festival al Prof. Seriani e anche a David, Daniel e Sofia, tre bambini ucraini che ho conosciuto e che hanno vissuto per alcuni mesi a Sarzana e alle loro mamme Ludmilla e Natalia e a tutte le persone che da tutti i paesi del mondo sono costrette a fuggire dalle loro case”.

 

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