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Fine del mercato tutelato e clausola sociale: lavoratori CdS in sciopero In evidenza

di Luca Vaccaro - Nello spezzino preoccupazione per il futuro lavorativo di circa 130 persone.

Sono ben 130 gli spezzini impiegati nell’azienda CdS che questa mattina si sono riuniti sotto la Prefettura per chiedere chiarezza sul proprio destino.
Preoccupazioni destate dal passaggio da mercato tutelato a mercato libero che entrerà in vigore da aprile, al quale va annessa anche la variazione del contratto sociale decisa dal governo. Essa elimina la tutela nei confronti di tali lavoratori, eccetto alcune categorie protette, i quali rischiano di veder cancellato ogni sforzo fatto durante la carriera o, addirittura, la disoccupazione.

“Siamo preoccupati - dichiara Laura Scotti, Segretaria FLC CGIL - I lavoratori di questa azienda non solo rischiano di non vedersi rinnovato il contratto, ma anche di vedersi assorbiti da una nuova azienda senza conservare le proprie condizioni contrattuali”.

“Parliamo tra l’altro di persone che hanno acquisito grande professionalità e grado di qualifica alto - sottolinea Tiziana Venelli, Segreteria SLC CGIL - Dopo la decisione del governo di tagliare le clausole sociali, 1500 persone [di cui 130 nello spezzino ndr] ripartirebbero tutte dal livello più basso perdendo scatti di anzianità qualora venissero assunte da una nuova azienda, altrimenti il rischio è quello di rimanere disoccupati”.

Una preoccupazione che coinvolge anche Speranza Poleschi, Segretaria Generale FIST CISL: “Parliamo di 130 persone, quindi famiglie, che da aprile potrebbero rimanere a casa, questo è un grosso problema sociale del territorio. Proveremo dal canto nostro a stimolare anche Enel per chiedere quantomeno una proroga, o, tramite loro, a sollecitare il governo per riaprire un tavolo sulla clausola sociale”.

Conclude Alessandro D’Ippolito, Coordinatore Nazionale Uilcom UIL, il quale spera che lo sciopero odierno porti i suoi frutti: “la clausola sociale purtroppo ci dà un'ennesima mazzata, se a livello ministeriale non verrà ricreata una forma di tutela per queste persone avremmo grosse difficoltà, in particolar modo qui alla Spezia. Speriamo lo sciopero sensibilizzi il governo a riaprire un tavolo il primo possibile”.

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