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Grande successo per "Dirimpetto": detenuti e studenti in scena al Dialma In evidenza

di Doris Fresco- “Dirimpetto. Sinfonia d’un tratto di strada” ha registrato il tutto esaurito coinvolgendo il pubblico in un progetto dal forte impatto sociale

Cinque repliche in tre giorni e più di 800 spettatori, tanti applausi, ma soprattutto il grande entusiasmo portato in scena dai ragazzi e dai detenuti: così è stato il gran finale di No Recess e di Per Aspera ad Astra. Si è conclusa infatti domenica, all'insegna del successo, la due giorni in Dialma dello spettacolo teatrale “Dirimpetto. Sinfonia d’un tratto di strada”. In scena gli attori detenuti della Casa Circondariale della Spezia e un gruppo di studenti delle scuole superiori che hanno partecipato al laboratorio “No Recess! Niente Intervallo”, con la direzione artistica di Scarti - Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione.

L’opera, esito finale dei due progetti, ha saputo unire le due realtà mettendo in scena qualcosa di unico. Se non è certo che da progetti del genere nasceranno attori professionisti, siamo sicuri che nasceranno persone migliori, anche tra il pubblico. "Oggi usciamo cambiati- ha detto infatti Andrea Cerri, presidente degli Scarti ETS, a conclusione dell'ultima replica, domenica sera- Sicuramente è lo scopo dell'arte e del teatro: generare un cambiamento negli artisti, negli operatori e nel pubblico". 

 
Per la prima volta "Per Aspera ad Astra- Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza", progetto promosso su tutto il territorio nazionale da Acri e sostenuto da 11 Fondazioni di origine bancaria tra cui Fondazione Carispezia, ha visto l’incontro tra un gruppo di detenuti e un gruppo di studenti delle scuole superiori del territorio spezzino, partecipanti al laboratorio guidato dagli Scarti stessi: oltre 60 persone, con diverse età e percorsi di vita, si sono mescolati alla pari nell’azione scenica per dare vita allo spettacolo dedicato a via Fontevivo, la strada spezzina dove si affacciano Villa Andreino e l'Istituto Cardarelli, due edifici a pochissima distanza l’uno dall’altro, dove vivono due distinti gruppi di persone, i detenuti e gli studenti. I due edifici si guardano da anni e le persone che li vivono e che li abitano non sanno chi c’è dall’altra parte o, forse, possono solo immaginare chi sono i loro dirimpettai. L’idea dello spettacolo “Dirimpetto” nasce quindi dalla volontà di fare incontrare e interagire questi due gruppi di persone in un campo libero, il campo da calcio in scena, il teatro come dialogo comune.

"Lo spettacolo nel suo complesso ha suscitato un forte entusiasmo, anche a detta dei numerosi critici e operatori del settore che sono intervenuti durante i due giorni- ha raccontato Enrico Casale, regista di Dirimpetto 
Oltre che per la complessità della messa in scena della recitazione e di tutti gli elementi teatrali, quello che ha colpito è stata proprio per la valenza sociale del fare incontrare un gruppo di detenuti con un gruppo di studenti. L'impatto emotivo ed umano è stato fortissimo".

Ma un elemento in particolare, secondo Casale, è emerso fra tutti: "La cosa che almeno a me come regista, e quindi osservatore del tutto, ha particolarmente colpito è stato proprio il forte rispetto che i due gruppi hanno avuto l'uno verso l'altro. Per primi i detenuti, che hanno visto questi ragazzi un po' come dei figli, proprio perché molti dei detenuti hanno figli più o meno di quell'età. E poi il rispetto, oltre che umano, anche professionale perché c'è stata molta collaborazione tra studenti e detenuti anche sulla scena. Ho visto un venirsi incontro sempre, anche rispetto a certi errori che possono capitare durante uno spettacolo".

Durante l'anno i due gruppi hanno lavorato in parallelo e in pochi giorni lo spettacolo è stato montato nel suo insieme: "Vederli tutti insieme, rispettandosi a vicenda lavorando duramente è stata sicuramente la cosa più impressionante e soddisfacente che potesse succedere".

Non manca però una nota dolente: "A livello del tutto personale- commenta Casale- vorrei esprimere un certo rammarico per l'assenza tra il pubblico di alcune istituzioni, come quella scolastica e dell'Amministrazione. Credo che proprio per l'impegno e la serietà che hanno dimostrato i ragazzi sarebbe stato per loro un ulteriore riconoscimento. Vorrei invece ringraziare a nome di tutti le istituzioni coinvolte che invece hanno operato dando il massimo sostegno affinché questo progetto venisse realizzato, in particolare la direzione del Carcere e la Polizia Penitenziaria e  Fondazione Carispezia, che promuove il progetto sul territorio spezzino.". 

Informazioni e crediti 

IDEAZIONE E REGIA Enrico Casale
LABORATORI A CURA di Simone Benelli, Damiano Grondona, Alice Parodi e Enrico Casale
CON LA COLLABORAZIONE di Davide Sinigaglia, Caterina Rosaia e Renato Bandoli
ORGANIZZAZIONE GENERALE Alice Parodi
IN CAMPO Alonso Pannacciulli Francesco, Anastasi Lucrezia, Angeloni Lara , Antoniotti Michele, Aracu Thabata , Araimo Karol, Barberis Alessio, Benelli Simone, Benmansour Walid, Bertonasco Alessandro, Bouchard Sofia, Bonanno Letizia, Bardellini Agata, Burgaj Eliona, Callegher Gaia, Canepa Elsa, Capasso Alessia, Carnevale Luca, Coppola Matteo, Di Francesco Christian, Doda Preng, Donati Tommaso, Dorà Chiara, El Boumhamdi Ayoub, El Ghaniuoui Adil, Felici Francesco, Ferro Viola, Fontana Elena, Gilioli Ernesto, Gomez Liliano Lisandro, Guido Giacomo, Grondona Damiano, Heitem Rammah, Kinga Kosinska, Lanaro Massimiliano Kali, Maggi Silvia, Mallali Moustafa, Mancini Sofia, Marchini Maja, Marchini Leo, Moscatelli Alessandro, Murgia Bianca, Muttini Rocco, Nardella Sarah, Nencioli Sofia, Orlandi Pietro, Osman Lugo Peréz, Palmieri Margherita, Pini Andrea, Prezioso Alessandro, Rossi Alex, Rotundo Christian Alberto, Seratini Margherita, Sinigaglia Davide, Spella Margherita, Tincani Carlo, Tognetti Martina, Vicic Alessio, Vietina Gabriele, Visconti Rebecca, Zeppatella Silvana
Intervento musicale a cura della classe 4^M del Liceo Musicale “V.Cardarelli” coordinata dal Prof. Sergio Chierici

LABORATORI DI SCENOGRAFIA Alessandro Ratti
REALIZZAZIONE Ambrosi Luca, Ardeleanu Alexandru, Aquilano Gaia Maria, Bandini Sante, Balduzzi Umberto, Benghith Ahmed, Bianucci Jacopo, Borzillo Giuseppe, Calzetta Giorgia, Cargiolli Niccolò, Chirenti Stefano, De Matteis Francesca, Di Maria Federica, Di Maria Lorenzo, Forti Laura, Herasme Matos Leandro, Mex Devid, Negro Alice, Neri Margherita Shanti, Nieri Camilla, Parrettini Alice, Ricchetti Mariasole, Riggio Carmelo Renato, Ruggia Simone, Rossi Alice, Santini Alice, Scislowski Kamil, Tonelli Rachele
SQUADRA TECNICA Alessio Di Donato, Francesco Menconi, Roberto Arata
COSTUMI Martina Eschini
COLLABORAZIONE COSTUMI Tiziana Ferdani
LUCI Daniele Passeri
FONICA Fabio Clemente
VIDEO/FOTO Rocco Malfanti
GRAFICA Emanuele Martera
CAPO MASCHERA Margherita Roccabruna
A CURA di SCARTI – Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione
CON IL SOSTEGNO E LA COLLABORAZIONE di
PER ASPERA AD ASTRA “come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”

progetto promosso e sostenuto da
ACRI- Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa con Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Fondazione Con il Sud, Fondazione CariSpezia, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia, Fondazione di Sardegna, Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo.

CASA CIRCONDARIALE “VILLA ANDREINO”, LA SPEZIA
LICEO ARTISTICO E MUSICALE “V. CARDARELLI”, LA SPEZIA
UISP- LA SPEZIA E VAL DI MAGRA

SI RINGRAZIANO
La Direttrice del carcere Dott.ssa Maria Cristina Bigi, la Comandante Leonarda Nadia D’Anna e il personale della Polizia penitenziaria, la Dott.ssa Licia Vanni e i responsabili dell’Area Trattamentale
La Dirigente scolastica Prof.ssa Sara Cecchini e le prof.sse Renata Truglio e Barbara Steri

 

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