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Suite, terrazza vista mare e una spa: “La locanda San Pietro aprirà nel 2021” (video e foto) In evidenza

Un anno di slittamento rispetto alle previsioni iniziali. Stamattina l’inaugurazione del cantiere: verrà realizzato un hotel a 5 stelle con 28 camere.

Un hotel intimo, con 28 camere (di cui 5 suite), a portata di famiglie, che riesca a far rivivere l’atmosfera che si respirava nella storica locanda San Pietro; a cinque stelle, sì, ma senza sfociare in un lusso per pochi eletti e integrandosi nell’ambiente del borgo senza snaturarlo.

È una strada stretta ma ben chiara quella che ha in mente Michele Denegri, l’imprenditore torinese che nell’estate 2017 ha acquistato all’asta per 6 milioni di euro l’edificio dell’ex locanda San Pietro, a Porto Venere (allegato all’articolo il videotour all’interno dell’edificio).

Dopo un anno e mezzo il cantiere è ufficialmente partito: la gru si muove, gli operai sono al lavoro, la struttura è stata messa in sicurezza. Dall’estate di due anni fa è iniziato un dialogo complesso con la Soprintendenza, con i Vigili del Fuoco e con l’Asl che oggi ha finalmente permesso di dare il via alle opere di completo rifacimento dei due palazzi che compongono l’ex locanda.

“Vanno rifatti a livello strutturale”, ha spiegato stamattina Denegri, accompagnato dal presidente della Regione Giovanni Toti, dall’assessore Giacomo Giampedrone e dal sindaco di Porto Venere Matteo Cozzani per l’inaugurazione del cantiere.

“È passato un anno e mezzo dall’acquisto, un periodo in cui abbiamo messo insieme le idee e abbiamo condotto studi sui materiali e sulla conformazione dei palazzi”, ha aggiunto l’imprenditore torinese, figlio di Gustavo, magnate con esperienza nel settore delle auto, delle biotecnologie e del private equity.

Alle spalle il proprietario dell’ex locanda ha un’operazione di rinnovamento che nello spirito è simile a quella di Porto Venere: la ristrutturazione dello storico ristorante “Del Cambio” di Torino, con quasi trecento anni di storia.

I lavori nell'ex locanda durante l’estate si fermeranno, ma l’obiettivo è quello di aprire i battenti del nuovo hotel nella primavera del 2021. Un anno di slittamento rispetto alla data che era circolata inizialmente.

Se all’interno del palazzo affacciato su Calata Doria la conformazione dell’immobile non permette di realizzare camere molto ampie, nel palazzo a monte invece i progettisti avranno le mani più libere: meno camere, ma più spaziose e comunicanti fra loro, in modo da poter ospitare anche famiglie.

“Stiamo ancora cercando di capire come valorizzare il fronte dell’edificio che si affaccia sul carruggio: abbiamo sei-sette vetrine che danno sulla piazza e sul carruggio. Stiamo valutando, non abbiamo ancora preso una decisione definitiva. Ma vogliamo evitare che la locanda si chiuda in se stessa come un qualunque hotel di lusso. Siamo consapevoli che la fase di cantiere arrecherà alla cittadinanza e alle attività commerciali limitrofe possibili disagi e concentreremo le attività più impattanti lontano dai periodi di maggior flusso turistico, mentre durante l’estate il cantiere rimarrà chiuso o limitato a lavori marginali. Siamo convinti che la pazienza con cui i cittadini sosterranno il cantiere sarà pienamente ripagata da un rilancio significativo di tutta Porto Venere a livello internazionale”, spiega Denegri entrando nei dettagli.

Il progetto è stato affidato ai professionisti Patrick Jouin e Sanjit Manku, titolari dell’agenzia parigina “Jouin Manku”, un laboratorio creativo ibrido tra design e architettura, che spazia dalla produzione industriale alla tradizione artigianale.

Nell’edificio a mare verrà realizzato un ristorante snodato su due livelli, di cui uno terrazzato aperto, un lounge bar al primo piano e una terrazza-giardino vista mare. Tutti i servizi saranno disponibili per il pubblico dell’albergo ma anche per i clienti esterni.

L’edificio a monte, che sarà interamente rinnovato, oltre a 14 camere ospiterà anche servizi per i clienti della struttura: una terrazza attrezzata e una spa.

Della realizzazione delle cucine, invece, si occuperà l’ingegnere Jean Bertaud, professionista noto a livello internazionale per aver realizzato le cucine di rinomati chef come Ducasse e Bocuse.

“Non era scontato far partire questo cantiere – ha commentato Toti – Bisogna ringraziare Michele, che sta facendo uno straordinario investimento economico, e il sindaco Cozzani, che ha portato avanti con tenacia questo percorso. Avremo un albergo che sarà uno dei punti di riferimento del mondo, un benchmark per come si deve fare turismo in luoghi come questi. Entro marzo spero venga approvato il masterplan sull’isola Palmaria: anche lì useremo una filosofia identica a questa: recuperare gli ambienti, gli spazi e le tradizioni. Senza però lasciare che i sentieri franino o che gli edifici vengano avvolti dai rovi, come vorrebbe un mal interpretato spirito di conservazione dei luoghi”.

“Bisogna far rivivere la magia della locanda – conclude Denegri – Un’operazione simile mi è riuscita con il ristorante 'Del Cambio' a Torino, è stato un lavoro intenso. Chi entrerà qui dovrà respirare la storia, dovrà pensare che questo edificio è qui da più di cento anni”.

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