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Sarzana, la lista Toti inaugura il point In evidenza

di Luca Manfredini- "Il giusto leitmotiv di questa lunga campagna elettorale è: gli incapaci devono andare via": così l’Assessore regionale Giacomo Giampedrone in via Bertoloni.

Una partecipata inaugurazione ha oggi creato qualche problema di viabilità in prossimità del point Totiano di via Bertoloni, un folto pubblico ha partecipato ed applaudito gli interventi, dell’Assessore regionale ed ex Sindaco di Ameglia, del candidato Sindaco unitario del centrodestra Cristina Ponzanelli, del Deputato Manuela Gagliardi, del Consigliere regionale Andrea Costa, del Sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, dei candidati della lista ed ultimo, ma non ultimo, dell’avvocato Carlo Rampi. Interventi, applausi, musica, taglio di rito del nastro e aperitivo finale al Bar Costituzionale hanno caricato i candidati e simpatizzanti della coalizione, pronti ad aspirare ed assaporare un ballottaggio ritenuto ormai sicuro e vincente: “Siamo il cambiamento necessario – dichiara Giampedrone - Cristina è il cambiamento che Sarzana aspettava da anni, la vera alternativa alla devastazione portata avanti da queste Amministrazioni sempre eguali e sempre supine agli interessi del partito e delle sue diramazioni. Noi facciamo le cose per la gente e non per Cavarra, per la Paita o Michelucci, noi pensiamo agli interessi della città e non di Marinella Spa cui il partito non ha mai osato opporsi. Il 24 giugno saliremo a Palazzo Roderio e costruiremo la Sarzana del futuro”! Un doppio annuncio dell’Assessore anticipa e chiude gli interventi: la Regione Liguria finanzierà l’ultimo lotto dei lavori di messa in sicurezza della frana di Falcinello “Dimostrando ancora, se necessario, che la Regione è presente al di là del colore politico dei Comuni” e un sopralluogo previsto per giovedì 17 del gruppo regionale, Toti compreso, nel luogo simbolo del territorio: “Quella Marinella tanto offesa e simbolo dell’incapacità di questa politica che noi siamo qui per cambiare, quella Marinella cui basterebbe una sua sola cartolina per impedire che 'questi' si ripresentassero ancora alle elezioni”. “Hanno paura ormai, hanno capito che il vento è cambiato – aggiunge Ponzanelli – venendo qui abbiamo trovato una nostra 'vela' con la mia immagine strappata. Nessun stupore, solo testimonianza di invidia e panico. Al ballottaggio i cittadini capiranno che, per la prima volta, il loro voto diventa decisivo per una possibilità di cambiamento, e voteranno convinti per questo e non per “Restare Sarzana”, non per restare Cavarra – e ancora attacca - sbagliano i codici per prendere i finanziamenti alle scuole, sbagliano i progetti per le spiagge, non sono capaci di chiedere, di interagire con gli Enti, con le istituzioni, con la Regione. Non hanno più credibilità, non sarebbero buoni ad ottenere aiuti neanche da Re Mida in persona”.

A strappare gli ultimi e fragorosi applausi ci pensa un agguerrito Consigliere, non ancora pago di 23 anni di lunga opposizione, Carlo Rampi, candidato in Fratelli d’Italia: “23 anni di opposizione in questi 75 anni di regime comunista, 75 anni di regime che hanno avuto un solo elemento positivo; il loro definitivo annientamento. In una città che ha subito un’egemonia culturale devastante la destra non solo c’è, ma riesce ad esprimere professionisti e persone capaci di interpretare la realtà, quella vera, quella cosa da anni dimenticata dalle Amministrazioni di sinistra. Se è vero che questa amministrazione ha toccato veramente il fondo – aggiunge redarguendo bonariamente la Gagliardi che aveva citato con rimpianto la Sarzana di una volta – bisogna ricordare che le precedenti amministrazioni sono quelle che ci hanno portato a 41 milioni di debiti ed a una rigidità strutturale di bilancio devastante. L’eredità che lasciano è sconcertante. E questi non sono le vittime della Regione o dei loro predecessori, come gli piace ripetere: quando parliamo del piano Botta, parliamo del piano che recava le firme dell’Assessore al Bilancio: Alessio Cavarra! L’oggi Sindaco Cavarra era quello che organizzava l’operazione Botta – conclude poi così - noi non siamo più visti come il pericolo prima della rivoluzione, perché non veniamo per fare vendette ma solo per salvare Sarzana, questa meravigliosa città che tutti prima volevano ed ora tutti evitano, morta e senza nessun progetto. Vogliamo che la gente apra gli scrigni di Sarzana, i suoi tesori religiosi per renderli finalmente fruibili. Dopo tanto comunismo deve essere l’obbiettivo della destra; valorizzare le sue origini Cristiane e mostrare le sue ricchezze fino ad ora tenute nascoste. Ve lo assicuro, questi sono ancora dei mangiapreti, cambiamoli e cambiamo la nostra città”.

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