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La Spezia, il Consiglio Comunale ha deciso sulla richiesta di dimissioni di Donatella Bianchi In evidenza

di Ginevra Masciullo- Secondo i firmatari della mozione sarebbe stato auspicabile un passo indietro da parte di Bianchi, in corsa alle Regionali del Lazio. 

Fa discutere per quasi due ore la mozione 2/2023 presentata dai consiglieri di maggioranza, “Richiesta Dimissioni Presidente Parco Nazionale delle Cinque Terre”. La mozione, che ha ottenuto 16 voti favorevoli, 10 contrari e 2 astenuti, ha visto scaldarsi gli animi davanti ad un dibattito che va avanti da quando è stata rivelata la candidatura della giornalista Donatella Bianchi per la corsa alle Regionali del Lazio. La prima firma è stata quella del consigliere capogruppo di Maggioranza Giacomo Peserico, che ha messo in evidenza le ricadute economiche e sociali che la notorietà del Parco delle Cinque Terre ha avuto sul territorio spezzino e la necessità di avere al suo vertice una figura che possa garantire la sua presenza, possibilità che una campagna elettorale in Lazio metterebbe a dura prova.

A dichiarare auspicabile un passo indietro di Donatella Bianchi è anche la consigliera Barbara Ratti, che ha espresso forte perplessità per l’energia che la presidente dell’Ente Parco aveva promesso avrebbe messo nel suo ruolo, ma che davanti ad una campagna elettorale o un ruolo in un’altra regione andrebbe persa.

La guida di un Parco richiede dedizione e impegno, elementi che secondo chi ha votato a favore sarebbero impossibili da mantenere davanti ad una posizione lontana dalla zona.

La seduta del consiglio comunale spezzina non viene ritenuta la sede più opportuna per affrontare le dimissioni dell’attuale presidente dell’Ente Parco, la consigliera Martina Giannetti, capogruppo PD, dichiara: “Siamo rimasti stupiti per la tempistica con cui questa mozione è stata presentata e l’attacco alla presidente, la campagna elettorale si sta avviando e Donatella Bianchi non è ancora stata eletta né ricopre un ruolo, ci siamo chiesti i motivi di questa pretestuosità in una sede che non è realmente competente, al contrario della Comunità del Parco di cui il Sindaco Pierluigi Peracchini fa parte, non abbiamo vista la solita rigidità per i doppi incarichi nei confronti dell’assessore Manuela Gagliardi nello scorso mandato e nei confronti dell’attuale vicesindaco Maria Grazia Frija.”

Tra gli astenuti della votazione il consigliere Fabio Cenerini, che ha chiarito il suo punto di vista: “Capisco la polemica politica, ma non trovo questa mozione appassionante, si parla di meno di un mese da oggi al 12 febbraio, un periodo di tempo che non rappresenta una tragedia e che comunque si risolverà con una decisioni ad elezioni concluse.” Cenerini non risparmia sonore critiche al presidente del Consiglio comunale Salvatore Piscopo, tra i firmatari della mozione: “Vedere un presidente del Consiglio comunale che firma una mozione di questo tipo è un’aberrazione -afferma Cenerini- è l’abc sapere che chi ha un ruolo super partes non chiede le dimissioni di qualcuno.”

Ad intervenire sottolineando la pretestuosità della richiesta sono anche il consigliere Massimo Lombardi che ha messo l’accento sulla necessità di riprendere in mano il rapporto tra Parco e città, il consigliere Pd Andrea Montefiori che ha usato i termini “vendetta politica” sulla richiesta della Maggioranza nei confronti di Donatella Bianchi. Il consigliere LeAli Roberto Centi ha parlato del bisogno di affrontare le difficoltà legate alla gestione dei flussi, del dissesto idrogeologico e della cura dei terreni e dei presidi agricoli, sulla faccenda Bianchi afferma: “Non c’è una nomina in tutta Italia che rispetti l’imparzialità e la competenza, c’è forse imparzialità nelle partecipate? Proprio adesso l’imparzialità diventa un criterio fondamentale, non raccontiamocele!”. Per Marco Raffaelli, consigliere comunale PD, la scelta della presidente del Parco arriverà a percorso elettorale concluso e, ribadisce Raffaelli, “Per lavoro Donatella Bianchi ha continuato a girare l’Italia non essendo sempre presente sul territorio, ma prima di questo momento nessuno ha mai sollevato la questione.” Dalla Minoranza arriva anche l’intervento della consigliera Piera Sommovigo:

“Questa è una ragione di opportunità, in quanto a livello giuridico non vi è un’incompatibilità, l’opportunità non è un obbligo, inoltre stiamo parlando di poche settimane che non causeranno grandi squilibri per il Parco, in questa seduta abbiamo visto anche lo scivolone del presidente del consiglio comunale Piscopo che avrebbe dovuto mantenere la posizione di imparzialità”. Ha infine esternato le sue preoccupazioni la consigliera Giorgia Lombardi, in quanto una figura diversa da Donatella Bianchi potrebbe non avere la stessa volontà di tutela dell’attuale presidente dell’Ente Parco.

 

Per la Maggioranza è intervenuto tra gli altri anche il consigliere Oscar Teja che ha riportato alcuni passaggi di un’intervista alla candidata alla presidenza della Regione Lazio e ha ulteriormente ripetuto quanto il percorso intrapreso si scontri con il ruolo imparziale che dovrebbe avere la guida dell’Ente Parco.

Secondo i firmatari della mozione sarebbe stato auspicabile un passo indietro da parte di Bianchi, che avrebbe dovuto mostrare un maggiore buon senso nella gestione della situazione.

Il mio vuole essere un intervento a tutela del ruolo fondamentale del Parco – afferma la consigliera Stella Pollina- non stiamo parlando di un membro, ma del vertice dell’Ente, il Consiglio comunale ha un ruolo di indirizzo politico e ritengo sia una sede adatta ad una discussione di questo tipo.” La consigliera Pollina ha poi acceso i fari su un’intervista alla presidente del Parco all’interno della quale Donatella Bianchi si diceva convinta che Roma e il Lazio fossero un luogo dove avrebbe potuto valutare di vivere in alternativa alla Spezia.

 

La consigliera Giulia Giorgi ha ribadito l’interesse che il consiglio comunale deve avere nei confronti del Parco delle Cinque Terre e lancia una provocazione: “L’Ente Parco vale così poco da non meritare un presidente che se ne occupi a 360 gradi?”

Con questa mozione viene discussa l’opportunità della scelta della dottoressa Bianchi, spiegano i consiglieri di Maggioranza. “Il ruolo ha come indennità 50mila euro annui, questo fa capire l’impegno richiesto -dichiara il consigliere Umberto Maria Costantini- il Parco si rapporta con sensibilità diverse e dovrebbe mantenersi fuori da ogni possibile strumentalizzazione.”

 

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