In vista della festa patronale di San Giuseppe, che coinvolge davvero tutta la città, anche il Museo diocesano di via del Prione non ha voluto far mancare il suo apporto.
Martedì prossimo 18 marzo, alle 17, alla presenza del vescovo, sarà inaugurata una mostra di oggetti preziosi, di carattere liturgico. Il lavoro di allestimento, spesso, ha messo a contatto con un pezzo di storia personale o parrocchiale, il calice di un vescovo, la prima Messa di un sacerdote, la colletta di una parrocchia per la pisside degli ammalati: momenti di vita che rivivono nel momento in cui con meraviglia li riscopriamo. Una curiosità: la grande produzione 'Torretta' degli anni 1820 –1830 riporta i visitatori alla spoliazione napoleonica delle chiese e dei conventi ed al desiderio, caduto il potente, di restaurare quanto perduto e di conservare la comunione parrocchiale e divina. Così la tradizione della fede ricevuta rivive diventando un dono ai posteri. Sempre in vista della festa patronale, il critico d'arte Valerio Cremolini ha tenuto nei giorni scorsi a Casa Massà, invitato dal convegno culturale "Maria Cristina", una conferenza su "San Giuseppe nell'arte". L'incontro ha preceduto di alcuni giorni la festa di San Giuseppe, sin dal 1654 patrono della Spezia, ma anche della Chiesa universale e dei lavoratori. La conferenza è stata documentata dalle immagini di magnifiche opere d'arte, nelle quali la presenza di Giuseppe è tutt'altro che secondaria. Il relatore ha citato inoltre l'interessante libro di Zaira Zuffetti, "L'uomo dei sette silenzi", avvalorato da dipinti di celebri pittori, interpretati dalla studiosa con lodevole chiarezza, che scandiscono vari momenti, sempre taciturni, della vita del santo.