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Monterosso ricorda Eugenio Montale a 40 anni dalla scomparsa

Il poeta per 20 anni passò tutte le sue vacanze nel borgo delle Cinque Terre, trasformandolo nel "pozzo" delle sue sensazioni poetiche.

Monterosso ricorda il quarantennale della scomparsa di Eugenio Montale. Sabato 11 settembre alle ore 18 da Piazza Garibaldi partirà una visita guidata ai percorsi montaliani a cura del Parco Letterario Eugenio Montale.

Alle ore 21 al Molo dei Pescatori si terrà una serata ricordo dedicata a “Montale, le poesie, le vacanze e gli amori” con la partecipazione dell’attrice Lella Costa. Conduce la serata Marco Ferrari, direttore della rassegna “Monterosso un mare di libri”. Porterà il saluto Emanuele Moggia, sindaco di Monterosso. In programma anche una performance dialettale dei Grandi&Fanti. Per entrambi gli appuntamenti è obbligatorio il green pass.

Il poeta morì la sera di sabato 12 settembre 1981 e i funerali si svolsero il lunedì successivo, nel Duomo di Milano, presenti il capo dello Stato Pertini e il presidente del consiglio Spadolini. Due corazzieri con i mantelli reggevano una corona. Verso la fine del rito si alzò la voce di un piccolo cantore. Monsignor Luciano Migliavacca aveva musicato una delle poesie di “Ossi di seppia”, che s'incontra nella parte intitolata “Mediterraneo”: Noi non sappiamo quale sortiremo/ domani, oscuro o lieto;/forse il nostro cammino/ a non tocché radure ci addurrà/ dove mormori eterna l'acqua di giovinezza;/ o sarà forse un discendere/ fino al vallo estremo,/nel buio, perso il ricordo del mattino”.

Anche in quel caso, ha scritto Giulio Nascimbeni “si era ripetuta la stessa sensazione dei giorni gloriosi del Nobel quando, attraverso la lettura della motivazione del premio, era parso che il mare delle Cinque Terre fosse arrivato fino a Stoccolma, dove un altro mare, più cupo e gelido, scorre davanti ai palazzi e ai viali della città”.

Dai dieci ai trent'anni, fatta eccezione per il periodo del servizio militare, Montale passò a Monterosso tutte le vacanze, trasformandolo nel pozzo delle sue sensazioni poetiche. L’ambientazione di “Ossi di seppia” ha il suo centro i fossati dalle pareti scoscese (che il poeta chiamava "botri") e i selvaggi agglomerati di sterpaglia, tra quei "cimelli" di canne, quegli orti assetati e le limonaie, petraie, greti, pendii battuti dal libeccio o dallo scirocco, dal maestrale o dalla tramontana. Molta importanza della formazione poetica di Montale ha anche il mare delle Cinque Terre in rapporto con la terra collinare. Nel linguaggio poetico di Montale è entrata anche flora delle Cinque Terre, araucarie, pitosfori, eucalipti, tamarischi, agavi, carrubi, sambuchi e pure la fauna di un tempo: galletti di marzo, ghiandaie, balestrucci, picchio verde, folaghe, merli acquaioli. Ma soprattutto si deve ai suoi versi l’inconfondibile repertorio di colori che hanno reso famoso nel mondo questo pezzo di costa, da Punta Mesco a Portovenere.

Da qui il doveroso omaggio per ricordare Eugenio Montale organizzato dal Comune di Monterosso, Parco Nazionale delle Cinque Terre, Consorzio Turistico Cinque Terre, Pro Loco Monterosso con il contributo di Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana, Sanlorenzo, Confartigianato e Cna La Spezia.

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