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Palmaria, i Verdi: "13.000 firme abbandonate in una stanza, sarà battaglia" In evidenza

L'intervento dei Verdi il giorno dopo l'incontro con il presidente della Regione Giovanni Toti sul masterplan.

"Alcune riflessioni a voce alta in merito all'incontro sul masterplan. Per nulla ci stupisce l'atteggiamento arrogante di chi non ascolta pensando di avere capacità pari a quelle del Creatore.

Invadere con la forza e l'arroganza ciò che per anni è stato di fatto sottratto alla disponibilità di ciascuno sarebbe già motivo di pensare che l'isola della Palmaria non è un modellino, una città dei lego dove a piacimento si aggiungono le casette e i trenini.

L'isola della Palmaria è un patrimonio sottratto agli spezzini da anni di occupazione di servitù militare, un pezzo importante di bellezza naturale di golfo e di mare che deve essere nella disponibilità di tutti.

A poco valgono gli atteggiamenti politicamente scorretti e fuorvianti di chi classifica criminale chi vorrebbe difendere la bellezza spontanea dell'isola, battersi per preservare il territorio e affermare ciò che le persone vorrebbero è motivo sicuramente di lode, e invece è poco gratificante se non davvero ignobile lasciare come si apprende da notizie pubblicate su noti social network un plico contenente 13.000 firme raccolte, espressione pacifica democratica e legittima di un dissenso, in una stanza andandosene .

Noi Verdi non vogliamo monopolizzare né apparire in movimenti spontanei che chiaramente e giustamente rivendicano la propria autonomia si devono sentire liberi di esprimere una propria strategia e seguire una propria linea e percorso, ma promettiamo a questi signorotti che sognano una Capri mescolata ad un clima di una Milano da bere una dura e serrata battaglia politica, senza se e senza ma, affinchè la Palmaria già patrimonio dell'Unesco sia un patrimonio per ogni abitante della nostra città e provincia .

Le elezioni regionali non sono distanti, tra un anno circa tireremo le somme tra chi "non vuole stravolgere l'isola ma vuole solo cambiarla" (a suo piacimento però) e chi cercherà di rappresentare le istanze di un territorio che tra servitù militari, centrali, inquinamento, ecc. ha pagato un tributo altissimo e che ora vuole battersi per ridare alla città ciò che gli spetta, ovvero un futuro senza appropriazioni di siti che devono essere di disponibilità della collettività mescolata a una sostenibilità continua nel fare le cose, il che vuol dire non convocare investitori per discutere nelle segrete stanze ma cercare di coinvolgere il più possibile nelle piazze e nelle assemblee tutte e tutti nelle scelte cruciali del prossimo futuro nella massima trasparenza e senza un briciolo di arroganza".

Coordinamento Verdi La Spezia e Sarzana

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