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Inaugurata una panchina gialla al parco di Romito Magra per sensibilizzare sull'endometriosi In evidenza

di Marina Lombardi – Un gesto simbolico volto a sensibilizzare ed informare.

Un gesto simbolico ma anche un veicolo di informazione, quello di questa mattina presso il parco di Romito Magra in Piazza Tobagi in cui è stata inaugurata una panchina dedicata alla patologia medica dell’endometriosi. Si tratta della seconda panchina ad Arcola e la terza alla Spezia, e domani ne verrà inaugurata un’altra a Lerici.

L’iniziativa promossa dall’associazione la voce di una è la voce di tutte in collaborazione con il comune di Arcola, è volta alla divulgazione dell’informazione sull’endometriosi, una malattia che colpisce quasi 3 milioni di donne in Italia. L’associazione, si occupa di supportare le persone che vivono e condividono la patologia, e nasce con lo scopo di creare una rete di unione, solidarietà, collaborazione tra le persone affette da questa patologia sul territorio italiano.

Questa mattina, la Sindaca di Arcola Monica Paganini insieme alle tutor dell’associazione, Lorita Longo e Tania Vitali (che ha appena pubblicato il suo libro “la guerra che si può vincere” dedicato all’endometriosi), hanno inaugurato la 158° panchina gialla in Italia, nel parco di Romito, di fronte anche ad alcune ragazze della classe terza media di Romito Magra.

Sulla panchina è esposta una targa esplicativa, con al centro un QR code che rimanda ad un video di spiegazione dei sintomi ed eventualmente le cause per porre rimedio all’endometriosi.

Ma cos'è l'endometriosi?

Il Ministero della Salute definisce l’endometriosi come “la presenza di endometrio, mucosa che normalmente riveste esclusivamente la cavità uterina, all’esterno dell’utero e può interessare la donna già alla prima mestruazione (menarca) e accompagnarla fino alla menopausa”. Si tratta di una malattia che ha ancora molti aspetti sconosciuti a causa della sua complessità e delle difficoltà diagnostiche.

L’endometriosi è una malattia invalidante che colpisce in Italia, il 10-15% delle donne in età riproduttiva e il 30-35% delle donne infertili o che hanno difficoltà a concepire. Il picco si verifica tra i 25 e i 35 anni, ma la patologia può comparire anche in fasce d’età più basse, riferisce il Ministero della Sanità.

Il problema legato a questa malattia, della quale per anni non si è parlato poiché gran parte dei medici non ne era a conoscenza, proprio a causa della sua essenza particolarmente complicata, è che il più delle volte viene diagnosticata dopo un percorso lungo e molto dispendioso, e si verifica così, spesso, un ritardo diagnostico che nei casi più gravi può portare anche alla sterilità.

I sintomi di questa malattia riguardano in particolare l’eccessivo dolore mestruale, che può essere persistente e diventare cronico, con aggravamento durante il periodo mestruale, e dolore durante i rapporti sessuali.

L’endometriosi è una patologia che può presentarsi in 4 stadi differenti: Endometriosi Minima, Lieve, Moderata e Grave. Anche i trattamenti terapeutici adottati per la terapia di cura della malattia presentano delle difficoltà, proprio perché non esiste una vera e propria cura universale ma vengono adottati percorsi terapeutici differenziati a causa dei diversi stadi e dei sintomi che presenta.

L’endometriosi, rientra nei LEA previsti dal DPCM del 12/01/2017, che prevede l’esenzione in ambito sanitario 063, il SSN fornisce a tutte le persone affette da endometriosi di grado III e IV (moderata e grave), prestazioni specialistiche e strumentali gratuite, solo a seguito della conferma di esame istologico. Il che, purtroppo, non rende esenti da problemi che vanno affrontati anche a livello economico, proprio perché nella maggior parte dei casi, è necessario rivolgersi ad un centro specializzato e non solo al/alla ginecologo/a di fiducia.

Negli ultimi anni, anche grazie all’utilizzo dei social e alla divulgazione delle informazioni sulla malattia, ma anche grazie alle manifestazioni femministe, che negli ultimi anni hanno veicolato informazioni a riguardo e portato all’attenzione delle persone questo tipo di malattia, sono state moltissime le ragazze che, dopo anni di dolore mestruale intenso sono riuscite finalmente a farsela diagnosticare.

L’associazione la voce di tutte è la voce di una, oltre a fornire informazioni e a veicolare supporto e solidarietà, ha messo a disposizione il Telefono Giallo: 800 189 411, attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 17.00 alle ore 19.00, a cui rispondono volontarie per supporto emotivo ed informativo alle persone affette o che credono di essere affette da questa patologia.

L’associazione sarà presente anche l’11 Marzo al Santa Caterina di Sarzana per un convegno sull’endometriosi al quale parteciperanno anche medici esperti in materia.

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