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Treni Cinque Terre, Centi e De Benedetti: "No a logiche di profitto"

 

Il Consigliere regionale della lista Sansa e l'esponente di Sinistra Italiana chiedono di rivedere l'intero progetto.

"Respingiamo al mittente le dichiarazioni di Toti in merito alla capacità dell'offerta Trenitalia di produrre una razionalizzazione efficiente dei servizi legata eminentemente alla gestione degli utili. Non è pensabile, data la criticità permanente dei servizi offerti da Trenitalia, che la gestione dei flussi sia risolvibile con un semplice aumento delle tariffe, che è una logica aziendale interessata unicamente al profitto.
In questo senso è il caso che la giunta regionale ci mostri a bilancio se la scontistica prevista da Trenitalia per l'intera regione è compensata- come ipotizzabile- soltanto dai ricavi prodotti sul territorio delle Cinque Terre.

Se così fosse e non venisse rivista la nuova pianificazione, è assolutamente pretestuoso cercare l'accordo con le amministrazioni e con il Parco in merito ad un rincaro che non riduce le entrate aziendali di Trenitalia, ma compromette di fatto gli investimenti sul territorio, che sono funzionali al mantenimento della sua struttura idrogeologica e al rilancio dell'agricoltura, cioè all'attività che maggiormente concorre alla stabilizzazione dei crinali.

In questo senso è davvero inaccettabile che la Regione proceda con una delibera di giunta prima ancora di aver siglato l'accordo con le amministrazioni che operano direttamente sul territorio.

Peraltro, la selezione dei flussi non solo viene ricondotta unicamente a criteri legati al reddito, escludendo a priori le famiglie che non possono permettersi i trasferimenti, ma è in realtà incoerente nel suo intero impianto progettuale, non essendo prevista alcuna ammortizzazione per il turismo stanziale ed essendo stato appena predisposto l'hub di Migliarina, funzionale ad accogliere i trasferimenti "mordi e fuggi" garantiti dai bus turistici.

E' evidente che l'intero progetto deve essere rivisto, limitando l'aumento complessivo dei prezzi, considerando la mobilità dei lavoratori non residenti, restringendo in modo rilevante i periodi di area rossa - che rendono le tariffe esorbitanti - e privilegiando il turismo stanziale.

Non è pensabile che i criteri che regolano gli indirizzi strategici di un intero territorio siano demandati unicamente a mere logiche di profitto, considerato che Trenitalia non è stata assolutamemnte in grado nel frattempo di tutelare la qualità dei servizi erogati."


Roberto Centi (Consigliere Regionale Lista Sansa)
Nicola De Benedetto (Coordinamento Regionale Sinistra Italiana)

 

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    Secondo il Partito Democratico, l’Agenzia per il Trasporto Pubblico così come immaginata da Bucci e Scajola è inutile. “Ancora una volta chiediamo al Presidente Bucci di fermarsi, ascoltare le organizzazioni sindacali, le amministrazioni locali e aprire finalmente un confronto serio nelle commissioni competenti. Serve un testo condiviso e una riforma capace di rilanciare il TPL ligure, che ha urgente bisogno di certezze, chiarezza normativa e risorse adeguate”.

    Il PD sottolinea come le scorciatoie legislative abbiano già dimostrato di portare a risultati disastrosi. “Questa maggioranza continua a ignorare che nel 2013 il centrosinistra aveva approvato una buona normativa, poi cancellata da Toti, e oggi si limita a copiarne pezzi alla rinfusa. Il risultato è una proposta incoerente, incomprensibile e di fatto inapplicabile”.

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