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Slargo a fondatore dell’Opus Dei, Asti: “Il sindaco non ha chiesto alcuna intitolazione” In evidenza

Il caso Escrivá monopolizza il consiglio comunale: respinta la mozione delle opposizioni. Pd sempre più spaccato.

Ha tenuto banco anche nel consiglio comunale di ieri sera la controversa vicenda dell’intitolazione di uno slargo a Josemaria Escrivá, fondatore dell’Opus Dei.

Se da una parte l’amministrazione aveva ribadito la correttezza della procedura amministrativa, dall’altra la Curia, con una nota breve ma netta, aveva smentito un suo coinvolgimento nella recente decisione di intitolare a Escrivá lo slargo vicino a piazza Sant’Agostino.

Ieri sera la querelle è approdata in consiglio grazie a una mozione dell'opposizione, che è stata puntualmente respinta dopo un’accesa discussione con la maggioranza di centrodestra.

A spaccarsi, ancora una volta, è stato il gruppo del Partito Democratico, in cui ormai la distanza tra la consigliera Dina Nobili e i colleghi Marco Raffaelli e Luca Erba è sempre più palpabile. Tanto che i due sono usciti dall’aula al momento della votazione, lasciando Nobili da sola dopo che l’esponente dem aveva presentato una mozione su piazza Cavour con i consiglieri Liguori e Baldino, con cui oggi condivide la maggior parte delle iniziative politiche.

Ha aperto le danze della lunga serata, presentando la mozione, il consigliere Baldino Caratozzolo: “Il parere positivo della Curia viene citato formalmente nei verbali della commissione toponomastica, un fatto però che è stato smentito dalla stessa Curia. Delle due l’una: o mente la Curia, oppure è falso quanto scritto nei verbali”.

Ad aggiungere pepe al dibattito ci ha pensato l’assessore Paolo Asti, rispondendo nel merito del caso Escrivá: “La verità è che il sindaco non ha chiesto alcuna intitolazione. Ha chiesto invece a che punto fosse l’atto di intitolazione chiesto nel 2012. Quella richiesta era stata bocciata secondo noi in maniera immotivata: dai verbali risulta che non si potesse andare avanti con l’intitolazione perché il santo non aveva a che fare con la città. Se questo dovesse essere il criterio, allora non dovremmo avere piazzale Kennedy ad esempio. Per questo di mia spontanea volontà ho riportato la cosa in commissione toponomastica”.

La mozione dell’opposizione impegnava l’amministrazione “ad intitolare in futuro le strade e le piazze della nostra città unicamente a personaggi o eventi legati alla storia della città o a personalità nazionali o internazionali slegati da motivi correlati al culto o alla propria fede religiosa o alla personale appartenenza a culti o ordini religiosi”.

Una proposta respinta al mittente da Fabio Cenerini di Forza Italia: “L'Europa ha radici cristiane e dovete farvene una ragione. Se votassimo questa mozione, a causa del vostro fanatismo non potremmo più intitolare, ad esempio, una strada a padre Dionisio, che tanto ha fatto per la nostra città”.

A stretto giro la replica di Jessica De Muro per il M5S: “Non è vero che approvando questa mozione non si potrà intitolare una via o una piazza a un religioso, non si può fare soltanto se quella è la sola motivazione. A Padre Dionisio potrebbe benissimo essere intitolata una strada o una slargo”.

“Escrivá è veramente una figura divisiva, anche all'interno della Chiesa, lo dicono studiosi e ferventi cattolici – ha fatto notare Roberto Centi di LeAli a Spezia – Ci sono personaggi storici legati alla Spezia che meriterebbero uno slargo molto più di Escrivà, cito fra gli altri Boccaccio, D’Annunzio, Ennio, Hemingway e Petrarca. Quello che non mi sarei mai aspettato in questa vicenda è che la Curia smentisse quanto è stato detto, questo è andato al di là delle mie aspettative”.

Critiche che hanno trovato il muro del centrodestra: “Per troppo anni vi siete abituati a dividere personaggi storici in classifiche di serie a e serie b – ha risposto Maria Grazia Frijia di Fratelli d’Italia – Siete voi a fare strumentalizzazione da un mese a questa parte, stiamo spendendo soldi e tempo inutilmente per questa vicenda. Ora volete anche contestare la santificazione di Escrivá da parte di papa Giovanni Paolo II? Evitate di far perdere tempo agli spezzini con le vostre stupidaggini”.

Anche Federica Pecunia di Italia Viva si è unita al coro di critiche nei confronti dell’amministrazione: “La gravità di questa vicenda verte su tre punti: il primo è che si è intitolato uno slargo a un rappresentante della Chiesa divisivo anche per il mondo cattolico, che ha manifestato atteggiamenti anti femministi e ha appoggiato Francisco Franco. Inoltre la scelta di intitolare la piazza davanti al Comune alla data dell’8 marzo sembra quasi un contentino dopo la bufera su Escrivá. Ma il fatto più grave è la menzogna: un sindaco che mente in un mondo normale si deve dimettere, qui invece si perdona tutto”.

“Questa mozione rappresenta il pensiero di gran parte della città, mai come in questo caso ho avuto riscontro da parte di molte persone che sollecitano un forte intervento per portare avanti la nostra impegnativa – ha aggiunto il consigliere Massimo Lombardi – Credo che non si possa portare avanti una linea confessionale quando si ricopre un ruolo istituzionale. La Chiesa si divide in due mondi, quella che porta avanti la conservazione e che ha sempre baciato i piedi dei potenti e quella progressista, di cui mi onoro di far parte. Io non avrei mai proposto un’intitolazione a Escrivá”.

Dello stesso avviso anche il capogruppo del Pd Marco Raffaelli: “Bisognerebbe astenersi da intitolazioni a personaggi con storie accidentate. Se la funzione del sindaco è quella di rappresentare tutta la città, è proprio in atti come questi che bisogna saper riflettere questa funzione istituzionale. Invece questa intitolazione ha prodotto esattamente l'effetto contrario. Un atto di modesto valore ha assunto un grande significato politico”.

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