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“Le vere sagre sono poche, le altre chiamatele feste” In evidenza

di Elena Voltolini - UNPLI e FIPE Confcommercio rinnovano il protocollo siglato 9 anni fa a tutela della tradizione, della salute, della libera concorrenza.

Con l'estate si moltiplicano gli appuntamenti enogastronomici all'aperto, tra piatti più o meno tipici ed accompagnamento musicale. Ad accomunarli è il termine “sagre” usato per promuovere questi eventi, ma siamo sicuri che sia sempre corretto? La risposta è decisamente NO, sia secondo Confcommercio che secondo l'UNPLI, l’unione nazionale Pro Loco d’Italia, che hanno rinnovato questa mattina il protocollo d’intesa siglato nel 2010 che mette dei rigidi paletti per poter definire il proprio evento una “sagra”. Questo al fine di tutelare in primo luogo la salute di cittadini, poi anche il lavoro degli operatori del settore, ovvero dei ristoratori.

“Voglio chiarire che la nostra non è la difesa di una rendita di posizione – ha ribadito in conferenza stampa Marco Buticchi, presidente Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Confcommercio – ma la volontà di tutelare innanzitutto la salute delle persone. Il pressapochismo abusivo va arginato”.

Ma quali caratteristiche deve avere una sagra per poter essere propriamente definita tale?
“Noi abbiamo redatto un decalogo – ha proseguito Buticchi - che evidenzia le caratteristiche imprescindibili, tra queste voglio ricordare che le sagre devono essere legate al territorio, ai suoi prodotti ed alle sue tradizioni; devono avere ricadute positive sul territorio stesso; inoltre le sagre devono essere limitate nel tempo, non possono durare mesi”

Le vere sagre, quindi, valorizzano il territorio e sono una riccchezza da tutelare e difendere, anche da chi si appropria ingiustamente di questo termine per definire eventi che sagre non sono, ma che dovrebbero essere chiamati feste.

“Noi – ha sottolineato il Presidente UNPLI Giorgio Antognoli – come Pro Loco abbiamo il riconoscimento quali associazioni che valorizzano il territorio. Proprio per lavorare in sinergia per questo scopo, abbiamo sottoscritto diversi protocolli con enti nazionali, quali ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), UPI (Unione Province Italiane), il Ministero dell'Ambiente e Confcommercio. Accordi poi ci sono a livelo locale, come ad esempio quello con FIPE Confcommercio della Spezia, che si rinnova ormai da 9 anni. Credo che questi anni siano stati proficui, che ci sia un ottimo rapporto tra le Pro Loco e gli operatori del settore. Quelli che ancora purtroppo restano sono i problemi inerenti le “false” sagre”.

Antognoni ha ribadito: “Per favore non chiamate sagre eventi che sono nati dal nulla negli ultimi anni, che non hanno nessun legame con il terririo e che al territorio non apportano alcun beneficio. Noi non vogliamo il monopolio nell'organizzazine di eventi enogastronomici, ma una cosa sono le sagre e un'altra appuntamenti del genere, questi, per favore, chiamateli feste. Nulla contro questi eventi, sempre però nel rispetto delle norme igieniche e bisognerebbe anche andare a controllare se chi li organizza ha titolo per farlo, cioè se da statuto delle propria associazione può farlo”.

“Il problema – ha riassunto il Direttore di Confcommercio Roberto Martini – non sono le vere sagre, ma chi millanta per sagra ciò che sagra non è e non raramente lo fa per scopi propri e non per arricchire il territorio, andando anche, così, in concorrenza con gli operatori del settore. Operatori che, invece, al contrario, hanno un ottimo rapporto con le vere sagre e negli anni stanno imparando anche a coglierne i vantaggi, ad esempio proponendo anche loro menù a tema nei giorni in cui si svolge la sagra nel borgo in cui si trovano".

Conclude Martini: "Le vere sagre sono una risorsa, servirebbe quindi una regolamentazione a livello almeno regionale”.

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