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A Gramellini il Premio Montale “Fuori di casa" 2017 per la Sezione Giornalismo In evidenza

La consegna giovedì 27 aprile a Milano.

Giovedì 27 aprile alle 17,30 appuntamento in Sormani a Milano, presso la Sala del Grechetto, per prendere un caffè con Massimo Gramellini (Caffè Il Moro - Milano), perché il caffè, come si legge nella omonima rubrica quotidiana, da lui tenuta in prima pagina del Corriere della Sera, è “un rito quotidiano, una pausa, un piacere di incontro”.
E sarà veramente un piacere incontrare Gramellini per scambiare insieme a lui “una tazzina di parole”, in occasione del XXI Premio Montale Fuori di Casa, Sezione Giornalismo, che gli sarà assegnato perché con i i suoi articoli non è mai venuto meno a quella che ormai appare chiaramente la sua stella polare: aiutare il nostro Paese a “recuperare la normalità, restituire senso a concetti come legalità e onestà giustizia e responsabilità, tornare a giudicare le cose con il buon senso, cercare di cambiarle senza aspettare la rivoluzione o l’uomo della provvidenza…” Così come egli stesso ha scritto nel 2012 nella prefazione del libro “Elogio dell'uomo perbene” di Umberto Brindani .

Nell’occasione porterà un saluto Stefano Parise, Direttore Area Biblioteche del Comune di Milano, e Adriana Beverini, Presidente del Premio Montale Fuori di Casa.

Dialogheranno con il Premiato la dott.ssa Mariangela Guandalini e Sebastiano Grasso, giornalista e Presidente del PEN Club Italia; saranno presenti alla cerimonia anche Barbara Sussi, Vice Presidente del Premio, e Alice Lorgna, Responsabile dell’Organizzazione.

Al Premiato, come già nel 2016 a Beppe Severgnini, verrà donata una NINA della Serie numerata “Galiffa” (dal nome del cane di E. Montale), che la designer Angela Resina ha dedicato al Premio, per sottolineare scherzosamente l’importanza del “fiuto” che un buon giornalista deve avere nel cercare e trovare notizie.
L’evento è realizzato in collaborazione con la Biblioteca Sormani del Comune di Milano, con il sostegno di Enel ed il supporto del PEN Club Italia.

Ai presenti sarà donato, sino ad esaurimento copie, il libro di Gramellini “Fai bei sogni” (Longanesi).
A conclusione della premiazione sarà offerto un aperitivo con vini provenienti dalle Cantine Lunae Bosoni.


Massimo Gramellini

Torinese di sangue romagnolo (2 ottobre 1960), frequenta il liceo classico presso l'Istituto San Giuseppe di Torino, dove si diploma nel 1979 con 55/60 (punteggio abbassato di 5 punti per i tragici giudizi in fisica e matematica).
Dopo gli studi in giurisprudenza, nel 1985 inizia a collaborare con la redazione torinese del Corriere dello Sport - Stadio. Un anno dopo viene assunto a Milano come praticante presso la redazione sportiva del Giorno.
Nel dicembre 1988 passa alla redazione romana de La Stampa, ma va spesso a Napoli per seguire Maradona. Ai Mondiali del 1990 si occupa della nazionale italiana. L’anno successivo, lascia lo sport per passare all’attualità e alla politica, raccontando la stagione di Mani Pulite e l’avvento della Seconda Repubblica. Nell'estate del 1993 è inviato di guerra nella Sarajevo sotto assedio.
Nel 1998 torna a Milano per dirigere Specchio, il settimanale de La Stampa, per il quale cura la rubrica di posta “Cuori allo specchio”.
Il 12 ottobre 1999 il direttore della Stampa Marcello Sorgi gli affida il Buongiorno, un corsivo di 25 righe in taglio basso sulla prima pagina del giornale. Nell'ottobre 2005 Giulio Anselmi lo richiama a Torino per affidargli la vicedirezione della Stampa.
Negli anni successivi comincia a collaborare con la trasmissione televisiva di Fabio Fazio Che tempo che fa, su Rai 3: ogni sabato sera commenta in studio col conduttore le sette notizie della settimana. Dall’ottobre 2016 gli viene affidata la conduzione dello spin-off di Che tempo che fa, Le parole della settimana, in onda ogni sabato sera alle 20:30 su RaiTre.
Nel 2017 passa al Corriere della Sera, dove dal 14 febbraio scrive il corsivo di prima pagina “Il Caffè”.
Alla sua attività di giornalista affianca quella di scrittore. Dopo alcuni saggi di costume, nel 2010 esordisce nella narrativa con il romanzo esoterico “L’ultima riga delle favole” (Longanesi). Nel 2012 pubblica “Fai bei sogni”, best seller ispirato a una sua vicenda autobiografica, tradotto in decine di lingue, che in Italia ha venduto oltre un milione di copie. Nel 2014 è la volta del romanzo epistolare “Avrò cura di te”, scritto con Chiara Gamberale.
Con Carlo Fruttero ha pubblicato nel 2011 per Mondadori “La Patria, bene o male”, una storia d’Italia in 150 date.
Fra i suoi vizi, il cioccolato e il Toro

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