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Un percorso virtuale attraverso le scalinate storiche chiude le conferenze di "La Spezia e i suoi palazzi" In evidenza

Relatore l'architetto Roberto Venturini.

Giunge al termine "La Spezia e i suoi palazzi" che giovedì 18 aprile vedrà il quarto ed ultimo incontro della rassegna sulla città, molto partecipata con una media di spettatori dai 180 ai 200 per serata, organizzata dalle Edizioni Giacché, presso la sala multimediale di Sunspace in via Sapri 68 (ex Cinema Diana).

Giovedì 18 aprile alle 17,30 la conferenza con proiezione d'immagini è con l'architetto Roberto Venturini, a cui dobbiamo la riscoperta delle scalinate storiche spezzine, che parlerà degli studi contenuti nei volumi: «Le scalinate storiche della Spezia. L’espansione urbana collinare tra Otto e Novecento» e «Per le antiche mulattiere della Spezia».

Si farà virtualmente un tour affascinante dalle antiche mulattiere alle scalinate storiche urbane, che costituiscono un patrimonio unico della nostra città; dalle salite alberate circondate da eleganti edifici, ai percorsi collinari nel verde a due passi da casa tra palazzi, pievi, santuari, ville storiche, grotte e fortificazioni.

Un viaggio che accompagna «nello scenario fantastico e incredibile della città e del golfo, che si perde sull’orizzonte del mare e delle catene montuose, si costeggiano muri di pietra, vigneti, uliveti immersi nel verde delle colline», attraverso le antiche mulattiere con i loro percorsi immersi nel verde, un tempo “strade di servizio” per contadini, viandanti e operai.
Lastricate «a gradoni in acciottolato di pietra arenaria o calcarea», costruite con manodopera e tecniche oggi non più in uso, sono figlie di una sapienza antica che voleva le cose fatte per durare nel tempo come le scalinate storiche urbane, da sempre amate dai vecchi spezzini; salite ai colli come la Cernaia, la Spallanzani o la San Giorgio, uniche nello stile architettonico che le contraddistingue, che accompagnano dolcemente il viaggiatore offrendo, da più punti, viste panoramiche di singolare bellezza.

Siano esse lastricate di pietra arenaria sbozzata dagli scalpellini di Biassa o pavimentate a mattoncini, sia che “disegnino” perfette geometrie sul colle tra cielo e mare, o proteggano il viaggiatore con le chiome dei bellissimi alberi centenari disposti a doppio filare, le scalinate spezzine rappresentano - come scrive Roberto Venturini - «un patrimonio di percorsi collinari che poche città possono vantare; frutto di uno sviluppo, che oggi definiremmo compatibile, della città ottocentesca nell’area collinare che circonda il golfo.»
Qui la città mostra ancora il suo volto, mantiene una sua integrità, una visione d’insieme che ancora richiama quella originaria dei primi anni del Novecento - epoca in cui questa zona fu urbanizzata - tra i palazzi firmati da Vincenzo e Gino Bacigalupi, dai fratelli Piaggio, Manlio Costa, Franco Oliva e Raffaele Bibbiani; in un percorso attraverso l’evoluzione degli stili architettonici, che va dal Palazzo “Casa mia” alla Casa Peragallo, dal Palazzo della Fondega a Villa Fortelli, ecc. 

L'ingresso è libero (info: 0187 23212).

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