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Premio Montale Fuori di Casa 2024 a Ervin László per la Sezione "In Limine" In evidenza

"Oggi l’umanità è di fronte alla scelta fra sprofondare nel caos o evolvere verso una nuova moralità, verso una comunità globale, etica e sostenibile".

Lunedì 25 marzo 2024 a Bologna, presso la sala “Guido Fanti” della Regione Emilia Romagna (via Aldo Moro 50) alle ore 15.30 si svolgerà la cerimonia di premiazione del professor Erwin László al quale verrà assegnato il “Premio Montale Fuori di Casa” per la Sezione In Limine.
Dopo i saluti della Presidente dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, Emma Petitti, interverranno Leonardo Draghetti, Direttore dell'Assemblea Legislativa della Regione Emilia Romagna, e Adriana Beverini, Presidente del Premio.
Dialogano con il Premiato, Carlo Ventura Professore Ordinario di Biologia Molecolare presso la Scuola di Medicina dell'Università di Bologna, a cui il Premio è stato assegnato nel 2022, e Daniela Lucangeli, Professoressa Ordinaria di Psicologia dell’educazione e dello sviluppo all'Università di Padova ed esperta di psicologia dell'apprendimento.
Coordina il pomeriggio Alice Lorgna, Communication & PR manager del “Premio Montale Fuori di Casa”.

Come spiega Leonardo Draghetti: “Da anni la Direzione generale dell’Assemblea legislativa ha introdotto un Piano del Benessere organizzativo integrato con azioni concrete che mettono al centro la persona, anche attraverso il connubio tra cultura, arte e scienza. Per noi è un onore poter collaborare con l’Associazione Percorsi, per il Premio Montale, sezione In Limine. Tale collaborazione muove su un percorso condiviso, su una comunità di intenti, di consapevolezza attraverso la promozione concreta di tematiche inerenti la tutela dell’ambiente e il benessere della persona, come scritto nel preambolo dello Statuto regionale e nelle Linee di valore pubblico del Piano Integrato di Attività e Organizzazione dell’Assemblea legislativa”.

A queste parole fanno eco quelle della Presidente del “Premio Montale Fuori di Casa” Adriana Beverini che afferma: “La sezione IN LIMINE che assegniamo al professor László prende ispirazione dall'omonima poesia di Eugenio Montale, che apre la raccolta Ossi di Seppia, alludendo ad un vento che porterà la salvezza, spingendoci oltre la “soglia” di una vita chiusa in un cerchio immutabile, fra una rete di confine difficilmente valicabile. Anche per noi, oggi, in questo momento storico sta forse per arrivare un nuovo vento che, spezzando la «rete» dell’asfittico riduzionismo che per troppo tempo ha dominato, ci proietterà in una nuova età in cui il pensiero creativo della cultura scientifica e quello della cultura umanistica si potranno unire. In questo momento storico di velocissimi e rivoluzionari cambiamenti in campo tecnologico e scientifico è importante ribadire la centralità dell'essere umano a cui spetta di guidare il cambiamento e non esserne dominato”.

E questa nuova età Erwin László, l’ha annunciata prima di molti altri fisici e scienziati creando una perfetta sintesi tra discipline scientifiche e umanistiche. Il suo pensiero infatti segue le tendenze della fisica moderna e unisce concetti fisici, biologici, psicologici e spirituali della realtà ma ha delle implicazioni rivoluzionarie. Egli afferma l’esistenza di un assoluto campo energetico virtuale che renderebbe l’universo più simile a un organismo vivente che a una roccia muta; un tutto che evolvendosi produce le condizioni per l’emergere della vita e della coscienza, un organismo con il quale bisogna imparare a vivere in sintonia. L’universo, dunque, come un insieme dinamico, un campo di consapevolezza in cui tutte le sue componenti sono in un processo di evoluzione, di divenire. E l’umanità intera è parte di questo processo evolutivo.

“Ogni cosa è interconnessa, tutti i processi, tutti i sistemi, tutta la vita, tutto è interdipendente” – spiega László – “Oggi l’umanità è di fronte alla scelta fra lo sprofondare nel caos oppure evolvere verso una nuova moralità, verso una comunità globale, etica e sostenibile. In tutta la storia non vi è mai stato un momento più potente per compiere un cambiamento cruciale su scala mondiale”.
La nostra umanità, la nostra vera natura di esseri umani, come ci sta insegnando la fisica quantistica è quella di essere in continua relazione “entangled” con gli altri esseri e con l’ambiente che ci circonda. Solo comprendendo la natura profonda di questa relazione potremo preservare dalla distruzione il Mondo che ci ospita e costruire una società più umana, dove stare in armonia con se stessi, con gli altri e con l’ambiente fisico che ci circonda. Non dobbiamo insomma reimparare soltanto a prenderci cura dei boschi, dei fiumi, dell’atmosfera, ma anche di noi stessi e del nostro ambiente interiore. Oggi cominciamo finalmente a capire che la sfida per fronteggiare la crisi e le emergenze del nostro tempo non può prescindere dal promuovere l’evoluzione della coscienza che distinguerà sempre noi esseri umani dai robot e gli androidi di ultima generazione. E non basterà dare tempo all’ingegno umano perché possa riprodurre questa nostra complessità e persino superarla. Come ha scritto infatti il Fisico Federico Faggin, a cui è stato assegnato lo stesso Premio nel 2023, fra un essere umano e un robot la distanza è incolmabile. In una macchina “non c’è nessuna ‘pausa di riflessione’ tra i simboli e l’azione, perché il significato dei simboli, il dubbio, e il libero arbitrio esistono solo nella coscienza di un sé, ma non in un meccanismo”. Ciò che ci differenzierà per sempre dalle macchine pensanti è la Coscienza che è “irriducibile” fondamentale, ed esiste prima della materia. Per troppo tempo la dimensione interiore è rimasta indietro rispetto a quella esteriore.

Ervin László ungherese, da tempo residente in Italia, è un filosofo della scienza, teorico dei sistemi, teorico integrale (e originariamente anche pianista da concerto). Ha pubblicato più di 100 libri, tradotti in 24 lingue, e oltre 400 articoli. Sostenitore della teoria della coscienza quantistica, ha un dottorato di ricerca alla Sorbona e ha ricevuto quattro dottorati ad honorem. È fondatore e direttore del László Institute of New Paradigm Research e del Club di Budapest. Tra i suoi numerosi premi e riconoscimenti, ricordiamo il premio Goi per la pace nel 2001 e il premio Lussemburgo per la pace nel 2017. Per due volte è stato candidato al premio Nobel per la pace (2004 e 2005). Ed anche in questo campo che possiamo definire “ambientale” il professor László è stato un precursore La sua lunghissima carriera, di cui oggi in collaborazione con l'Assemblea legislativa emiliana gli rendiamo merito, evidenzia il suo ruolo di pioniere nel pensiero innovativo e di promotore attivo di un avvenire sostenibile e consapevole. Fondatore e presidente del Club di Budapest, László ha guidato per anni questa organizzazione internazionale nel suo intento di unire pensiero e azione attraverso principi etici e scientifici per affrontare sfide globali. È l’autore di molti libri e articoli che esplorano argomenti come la teoria del campo quantistico e il nuovo paradigma scientifico, contribuendo significativamente al dialogo tra scienza e spiritualità e sottolineando l’importanza di un approccio olistico nell’interpretazione dell’universo e del nostro ruolo al suo interno. Nel 2023 la sua adesione alla comunità di Atlas World segna un ulteriore passo nel suo impegno per la coscienza e la sostenibilità. Nella sua partecipazione agli Atlas Awards 2023, ha evidenziato la responsabilità unica della nostra generazione nel determinare il futuro dell’umanità.
Saranno donate, a fine evento, copie del libro di Ervin László, Il mio viaggio. Una vita alla ricerca del senso della vita (La Nave di Teseo).

 

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