Militari delle Stazioni Carabinieri Forestale di Carrodano e Varese Ligure sono intervenuti in località Lovara di Sesta Godano dove la titolare di un’azienda agricola aveva segnalato il ferimento di un proprio capretto ad opera di un lupo, o presunto tale, che si era introdotto all’interno del recinto dell’azienda.
Del lupo, naturalmente, non vi era più traccia né l’animale aveva lasciato segni del proprio passaggio, segni che sarebbero stati utili anche per monitorare la presenza della specie.
Il lupo, infatti, che è animale molto intelligente e con una grande capacità di adattamento e spostamento, è specie particolarmente protetta che ha rischiato l’estinzione e che ha una grande importanza ecologica, riequilibrando la consistenza di altre specie (tra le quali, i cinghiali) ed eliminando le carcasse di animali morti per cause naturali.
Come noto, in Liguria la percentuale di superficie boscata supera il 70%, rendendo il territorio ambiente favorevole alla presenza di ungulati selvatici, i quali, come detto, sono prede naturali del lupo. Detti elementi, uniti all’abbandono delle coltivazioni nell’entroterra, hanno favorito la ricomparsa, da circa trent’anni, del lupo anche in Liguria e nel territorio spezzino.
Tuttavia, sin dalla ricomparsa, il lupo è stato vittima di episodi di bracconaggio, mediante lacci, esche avvelenate ed armi da fuoco. Nel 2016, a Maissana, venne rinvenuta una carcassa di lupo con un vistoso segno d’arma da fuoco alla mandibola.
Tali episodi di bracconaggio, oltre ad essere ovviamente illegali, mettono a rischio la stessa sopravvivenza della specie, in quanto ogni animale del branco ha una sua funzione specifica e, in taluni casi, l’uccisione di uno di essi mette a rischio l’intero branco, con negative ricadute sull’equilibrio ambientale.