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Nella quiete di Cassego prende forma la diocesi del futuro In evidenza

In Val di Vara si è tenuta la tradizionale "giornata sacerdotale".

Nella quiete della casa diocesana di Cassego, in alta Val di Vara, refrigerio anche verso la calura di questo periodo, prende forma idealmente la diocesi del futuro. Non solo dal punto di vista organizzativo, ma anche e soprattutto spirituale, in linea con le discussioni collegate al cammino sinodale.

Così, venerdì mattina, alcune decine tra sacerdoti e diaconi permanenti si sono ritrovati al centro “San Pio X” insieme al vescovo Luigi Ernesto Palletti per la tradizionale “giornata sacerdotale” di fine agosto. Invitati dalla comunità del seminario vescovile, che a Cassego trascorre sempre alcuni giorni di fine estate, hanno discusso insieme, prima della concelebrazione della Messa nella radura all’aperto, sulla base di due relazioni introduttive e della sintesi effettuata poi dal vescovo.

Le due relazioni sono state tenute dal vicario generale monsignor Enrico Nuti e dal parroco di Nostra Signora della Salute alla Spezia e vicario del vicariato “Spezia 1” don Francesco Vannini. Monsignor Nuti ha presentato la sintesi del lavoro svolto in diocesi lo scorso anno sul cammino sinodale, i cosiddetti “cantieri di Betania”, soffermandosi in particolare sull’ambito della fomazione. Dalle varie occasioni di ascolto, come ha messo in evidenza, è emerso forte il desiderio di una maggiore progettualità delle proposte formative, anche del clero e dei diaconi, in modo da poter svolgere sempre meglio quello che di fatto già si fa, favorendo così un reale incontro con le questioni quotidiane e la possibilità di scambi di esperienze e di sperimentazioni tali da consentire lo sviluppo di un più forte senso di appartenenza alla comunità. Il testo della Conferenza epicopale italiana, come emerge già dal titolo, prende lo spunto dall’episodio cosiddetto dei discepoli di Emmaus, nel Vangelo di Luca. Per questo don Vannini ha offerto alcuni spunti di riflessione per una lettura eucaristica e sinodale del brano, sottolineando come il “tempo del discernimento” possa e debba essere anche tempo di preghiera e di confronto con la persona di Gesù che cammina accanto a ciascuno di noi. Così, anche in un cammino talora segnato dalla delusione, come per i due discepoli, può ritrovarsi lo slancio della condivisione e della missione.

Una volta scoperta la presenza del Risorto, è dunque necessario “partire senza indugio”, come più volte ha sottolineato il vescovo Palletti nel suo intervento di sintesi, presentando i cinque grandi temi su cui tutti sono invitati ad operare un discernimento ecclesiale. Monsignor Palletti ha inteso ancora una volta mettere in evidenza la forte continuità con le riflessioni già emerse negli anni scorsi nel convegno ecclesiale di Firenze, che vede quindi una sua applicazione proprio anche nel presente itinerario sinodale. Invitando alla concretezza, il vescovo ha raccomandato l’attenzione a non fermarsi alle buone analisi, ma ad andare oltre. Nell’ambito specifico della diocesi, il lavoro dei vicariati, che si configurano in qualche modo come una sorta di “macro parrocchie”, può rappresentare davvero una pista di sperimentazione per un senso di comunità più ampio e condiviso, a cui tutti, sacerdoti e laici, devono imprarare ad educarsi.

Dopo la concelebrazione della Messa all’aperto, nel corso del pranzo in comune sono stati ricordati i sacerdoti che nel 2023 hanno compiuto sessant’anni di ordinazione o altri anniversari significativi. Questo ricordo gioioso ed augurale è stato allietato dalla presenza e dai canti del gruppo africano Alleluiaband del Malawi, che, accompagnato dal missionario padre Mario, era ospite della casa di Cassego.

Come sempre, la giornata ha rappresentato l’occasione di un avvio iniziale del nuovo anno pastorale, che prenderà il via solenne nelle prossime settimane e, all’inizio di ottobre, con la celebrazione solenne in cattedrale alla Spezia.

(Giuseppe Savoca)

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