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Sentenza sul Canale Lunense: Altra Dimensione precisa (e ci minaccia di querela). "Il Giudice ha travisato" In evidenza

La società Altra Dimensione, in lite da anni con il Consorzio del canale Lunense, ritiene la sentenza del Tribunale della Spezia "errata e ingiusta". E ricorrerà in appello.

 

(G.d.S.) – Quella che potete leggere qui sotto è una richiesta di rettifica dell’avvocato Walter Bissoli di Verona, che tutela la società Altra Dimensione nella causa che la vede opposta al Consorzio di irrigazione e bonifica della Val di Magra. Non aggiungiamo altro sulla lunga vicenda giudiziaria, centrata sulle acque del Canale Lunense e sul loro utilizzo, vicenda che si è recentemente conclusa, in primo grado, con una sentenza del Tribunale della Spezia favorevole al Consorzio.

Abbiamo pubblicato un comunicato del Consorzio a commento della sentenza.

Ora, l’avvocato Bissoli ci chiede una rettifica, dandoci anche qualche consiglio giornalistico: lo ringraziamo, ma continuiamo a pensare che nel comunicato del Consorzio che abbiamo pubblicato non c’erano notizie da verificare. Si trattava di un commento che riportava la sentenza del Tribunale della Spezia ed esprimeva la loro soddisfazione per la decisione.
Apprendiamo la notizia che Altra Dimensione ricorrerà, come suo diritto, in appello.

Ci permettiamo però di fare un piccolo rilievo all’avvocato Bissoli, pur non volendo assolutamente entrare nel merito della vertenza che è di pertinenza del Tribunale: si può non condividere i motivi e la sostanza di una sentenza (succede regolarmente per la parte che soccombe) ma affermare che il Giudice Maria Grazia Barbuto ”ha travisato i fatti e gli atti” e che pertanto la sua decisione viene definita “errata e ingiusta” ... beh, ci sembra un po’ eccessivo!
E comunque lei e la società che rappresenta avrete modo di discuterne in appello, come ci preannuncia e di rimettervi a una nuova sentenza. E per quello che riguarda la sua visione della vicenda, crediamo che nella sua lettera di diffida al nostro giornale, che qui pubblichiamo integralmente, avrà trovato piena soddisfazione per illustrare la sua posizione.


“Nell’interesse, a tutela dell’onore, della dignità e del buon nome di Altra Dimensione Srl, che produce energia rinnovabile conferita alla rete nazione, nella mia qualità di difensore della stessa nel giudizio di primo grado, chiedo l’immediata RETTIFICA, ai sensi di legge, delle notizie non corrispondenti al vero contenuto nell’articolo in oggetto pubblicato dalla vostra testata giornalistica il 24/02/2021.
Anzitutto, sono a contestare le modalità con le quali questo giornale ha pubblicato le notizie, ascoltando unicamente la versione di una delle due parti in causa, in una vicenda complessa e così lunga.
Inoltre, contrariamente a quanto falsamente indicato nell’articolo da voi pubblicato e da quanto subdolamente indotto nel pensiero del lettore, secondo le affermazioni imputabili al Consorzio, secondo le quali la società Altra Dimensione srl pretenderebbe di utilizzare a fini idroelettrici l’acqua destinata all’utilizzo irriguo:
1. Altra Dimensione srl non ha mai chiesto nel giudizio e neppure prima che il Consorzio destini alla centrale Tognoni l’acqua prelevata ai fini irrigui a favore dei consorziati.
2. Altra Dimensione ha chiesto che il Consorzio adduca alla centrale Tognoni le portate d’acqua che, in base alla concessione rilasciata a suo favore dalla Provincia di Massa Carrara nel 2008, la società ha diritto di prelevare dal fiume Magra ai fini idroelettrici al fuori della stagione irrigua, una volta salvaguardata anche la quantità minima che deve rimanere nel fiume Magra.
3. Nel periodo di couso (irriguo/idroelettrico dal 14/4 al 14/6 di ogni anno), Altra Dimensione ha sostenuto la prevalenza della destinazione irrigua, ma anche l’obbligo del Consorzio di prelevare dal fiume le superiori quantità consentite anche a fini idroelettrici, sempre nel rispetto della quantità minima da lasciare nel fiume.
4. La convenzione sottoscritta nel 2007 tra Altra Dimensione e il Consorzio, che è stata una condizione imposta dalla Provincia di Massa Carrara per il rilascio alla società della concessione di derivazione a scopo idroelettrico a beneficio della centrale Tognoni, prevede che il Consorzio derivi a favore di questa centrale l’acqua prevista dalla concessione stessa, al di fuori della stagione irrigua e fatte salve le esigenze irrigue.
5. A fronte dell’utilizzo del canale a fini idroelettrici, fuori dalla stagione irrigua, e con l’irrinunciabile intervento del Consorzio, unico ad avere il potere di derivare l’acqua dal fiume in quanto proprietario dell’opera di presa e gestore del canale, Altra Dimensione si era obbligata corrispondere euro 50.000,00 annui per la manutenzione e l’esercizio del canale a ciò finalizzato, ma, senza fondate ragioni, il Consorzio non ha mai vettoriato alla centrale Tognoni (fuori dal periodo irriguo) le portate di concessione consentite dall’acqua presente nel fiume.
6. Il contenzioso non era in atto prima che fosse nominato a Direttore del Consorzio il Dott. Corrado Cozzani, che di fatto ha sempre rifiutato qualsiasi possibilità conciliativa con la Società.
7. A fronte del giudizio avviato dal Consorzio per ottenere il pagamento del compenso per la manutenzione del canale, Altra Dimensione ha preteso il risarcimento dei danni sofferti per la mancata produzione dell’energia elettrica a causa del ridotto apporto di acqua rispetto alle disponibilità nel fiume e ha chiesto la sospensione del pagamento della somma di €50.000,00 annui dovuti per la manutenzione e l’esercizio del canale che, di fatto, il Consorzio non ha mai utilizzato per vettoriare la quantità di acqua fissata dalla concessione a scopo idroelettrico rilasciata a favore della società (sempre fuori dal periodo irriguo o salvaguardate le esigenze irrigue).

La sentenza del Giudice del Tribunale della Spezia, che è provvisoria, ha travisato i fatti e gli atti di causa, e dunque è errata ed ingiusta perché ha dichiarato che Altra Dimensione deve pagare la somma di €50.000,00 annui al Consorzio per la manutenzione, ma anche che (neppure fuori dalla stagione irrigua) il Consorzio non è obbligato a fornire alcuna quantità minima di acqua alla centrale Tognoni: ossia che Altra Dimensione riceva o meno l’acqua di concessione, secondo l’arbitrio del Consorzio, la società è tenuta a pagare euro 50.000,00 all’anno.
La società comunica che farà immediato appello alla sentenza del Tribunale della Spezia, confidando nella sua integrale riforma.

In mancanza di RETTIFICA nei termini di termini di legge, con le stesse modalità e con il risalto dell’articolo qui censurato, su incarico della Società, procederò alla querela per diffamazione e alla domanda di risarcimento del danno.

Distinti saluti.
Studio dell’Avv. Barbara Bissoli
Avv. Walter Bissoli (Verona)

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