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Intervento sul sistema fognario a Monesteroli: per ora solo studio di fattibilità In evidenza

di Anna Mori- Donatella Bianchi: "Qualsiasi intervento approvato dovrà rispettare l’ambiente"


La conferenza stampa che si è tenuta ieri sui progetti in corso e previsti nella zona di Monesteroli, è stata l’occasione per dibattere anche altri importanti temi che riguardano quest’area.


Abbiamo sentito a più riprese parlare di un progetto di rete fognaria nella zona di Monesteroli. Su questo punto Donatella Bianchi, Presidente del Parco delle Cinque Terre, ha voluto far chiarezza. “Non esiste un progetto esecutivo di rete fognaria a Monesteroli, ma solo una serie di studi di fattibilità che i tecnici hanno sviluppato perché per me è impensabile che un Parco Nazionale non abbia un sistema di depurazione. Cosi anche Monesteroli dovrebbe avere un sistema che non scarichi a mare, ma che convogli i rifiuti in un sistema organizzato. Parliamo di impianti molto evoluti e organizzati, di tecnologia innovativa, che non possono rappresentare una minaccia per l’ambiente perché in quel caso il Parco non consentirebbe mai la realizzazione. Quindi in primis ho chiesto al Sindaco Peracchini di convocare un tavolo istituzionale per valutare tutti gli scenari possibili. Va fatto perché si tratta di una priorità”.


Anche il Sindaco Peracchini ha commentato: “Nelle scorse settimane il tema delle fognature delle Cinque Terre è stato più volte dibattuto. Anche se non è un tema prettamente dell’Amministrazione comunale della Spezia, tuttavia è sempre una priorità del nostro territorio e i problemi vanno affrontati insieme. Stiamo studiando per trovare delle soluzioni per migliorare la qualità delle nostre acque in modo definitivo e questo significa avere una sensibilità diversa rispetto al passato. Lo abbiamo dimostrato collegando Portovenere agli Stagnoni, trovando finanziamenti. Questo significa che se lavoriamo insieme per tutelare il nostro mare, i nostri borghi, l’ambiente, sicuramente avremo una ricchezza da offrire a livello mondiale, una ricchezza che parte da noi stessi”.


Nella zona di Monesteroli è anche presente una galleria dove sembra ci sia una risorsa idrica importante, che l’Assessore Piaggi ha spiegato avere una portata di diverse decine se non centinaia di metri cubi al secondo. “Nel 2018 come Amministrazione abbiamo assegnato ad un’azienda specializzata lo svolgimento di uno studio della galleria di Monesteroli grazie anche al Gruppo Speleologico Lunense e dopo aver realizzato diversi sopralluoghi – commenta l’Assessore - siamo giunti alla stazione di pompaggio che serviva un tempo per portare fuori le acque. Lo scopo dello studio è stato anche quello di capire la situazione del tunnel che dagli anni ’50 non è mai stato studiato in maniera scientifica. Abbiamo voluto anche verificare se le venute d’acqua potessero essere una risorsa idrica sfruttabile per la città e Monesteroli. La galleria è un ambiente complicato lungo 3,6 Km, in alcuni punti ci sono crolli. E’ necessario quindi mettere il sito in sicurezza prima di poter utilizzare effettivamente le risorse idriche”.


Il Sindaco Peracchini su questo punto aggiunge: “C’è anche un problema di torbidità delle acque. Abbiamo messo a disposizione lo studio di fattibilità all’autorità idrica con tutte le potenzialità e le criticità. Si tratta di 2,5 milioni di metri cubi l’anno pari al 10-15% dell’acqua distribuita nella nostra città. L’acqua è potabile, la torbidità è data dai terreni argillosi in cui si trova la fonte. Vanno fatti dei lavori, va analizzata la fonte da cui l’acqua viene. E’ anche una questione di costi, ci vorranno alcuni milioni di euro”.


In quest’area è molto sentito anche il tema della sicurezza, soprattutto per tutti quegli escursionisti che percorrono quotidianamente i sentieri. Su questo punto l’Assessore Piaggi ha spiegato che è attiva una convenzione tra Parco delle cinque Terre e Soccorso Alpino che prevede un presidio fisso con operatori e sanitari durante tutti i week end da marzo a ottobre. Per facilitare i soccorso, inoltre, sono state installate delle targhe con le coordinate dei sentieri in maniera tale da permettere la localizzazione immediata di chi chiama i soccorsi.


Sempre in tema di sicurezza, nei prossimi mesi sarà avviato il cantiere di ripristino della ‘Scala Grande’ di Monesteroli. Su questo punto interviene Giovanni Paxia in rappresentanza delle Associazioni Locali: “C’è un tratto di scalinata prima dell’insediamento di Monesteroli che da molti anni è collassata. Il progetto finanziato prevede lo smontaggio della scala, la ricostruzione e il consolidamento. Questo comporterà in alcune fasi la chiusura della scala per eseguire i lavori in sicurezza. Saranno ovviamente garantiti momenti di passaggio per le persone che devono raggiungere le loro cantine. Ci sarà un periodo di disagio, ma questo in vista di poter fruire nuovamente della scala in tutta sicurezza”.


La sicurezza passa anche dalla segnaletica. Su questo argomento Donatella Bianchi ha commentato: “Recentemente abbiamo aggiornato tutta la segnaletica della rete escursionistica. C’è un’esigenza di uniformazione e armonizzazione delle informazioni. Per quanto mi riguarda la cartellonistica relativa alla rete escursionistica dovrebbe partire al centro della città della Spezia e arrivare fino a Levanto. Non ha senso fare interventi individuali, ma dobbiamo riuscire a lavorare ad una lettura unica. Per quanto riguarda le informazioni più di dettaglio, ad esempio riguardo la difficoltà dei sentieri, dovrà essere fatto un lavoro aggiuntivo.

Qui si muovono i primi passi di quello che è un modello di gestione che dovrà portare a regolamentare i flussi e capire quante persone potranno accedere contemporaneamente, quale è la capacità d carico dei sentieri. Bisognerà mettere in campo studi, monitorare, raccogliere numeri e informazioni e poi arrivare a fare scelte. Il programma di digitalizzazione che stiamo applicando potrà essere molto utile nel monitorare gli arrivi e i flussi. Andranno anche sviluppate azioni di gestione e manutenzione quotidiana. Lo stiamo facendo con i manutentori, un gruppo di persone che oggi rappresentano forse la forma più evoluta di ‘green job’ nel territorio del Parco, fanno parte di un albo, è un nuovo mestiere che è stato riconosciuto dalla Regione Liguria”.

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