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Nella Giornata Mondiale del Malato l'OPI sottolinea l'importanza della relazione umana tra paziente e sanitari In evidenza

L'Ordine mette in evidenza anche i problemi causati dalla scarsità di infermieri e la necessità di ampliare l'impiego di infermieri di famiglia e di comunità.

Oggi ricorre la XXXII Giornata Mondiale del Malato, una occasione per ricordare la fragilità della nostra specie umana e la difficoltà a superare le malattie: un concetto generale che può diventare particolare in determinate circostanze.

In questa Giornata l'Ordine professionale degli Infermieri vuole esprimere la vicinanza di tutti i suoi professionisti alle persone che vivono l'esperienza della malattia e ai loro familiari, sottolineando il valore della relazione di cura, in piena coerenza con il tema della Giornata di quest'anno: "Curare il malato curando le relazioni".

Infatti, all'articolo 4 del nostro Codice Deontologico - ultima versione, approvata nell'aprile del 2019- possiamo leggere queste parole:

''Nell'agire professionale l'Infermiere stabilisce una relazione di cura, utilizzando anche l'ascolto e il dialogo. Si fa garante che la persona assistita non sia mai lasciata in abbandono coinvolgendo, con il consenso dell'interessato, le sue figure di riferimento, nonché le altre figure professionali e istituzionali. Il tempo di relazione è tempo di cura''.

Questi concetti oggi sono ogni giorno un pò più complessi da attuare, per le difficoltà che da tempo coinvolgono gli infermieri, presenti sicuramente in un numero inferiore al necessario sul territorio nazionale: i dati FNOPI indicano il deficit sui 70mila circa.

Non va dimenticato che in ogni realtà, pubblica e privata, dove ci sono malati un infermiere è sempre presente nell'arco delle 24 ore, festivi compresi.

Certamente, resistono ottime esperienze e, anche durante scorsa settimana, per gli infermieri ci sono state parole di ringraziamento da utenti delle degenze spezzine e sarzanesi; ma troppi anni di cattiva pianificazione e di scarsa progettualità intorno a una figura centrale nel mondo della Sanità hanno portato, oggi, ad avere queste decine di migliaia di infermieri in meno rispetto a quelli che servirebbero veramente.

Gli effetti? Per portare un esempio molto concreto, esperienze già attuate sul territorio nazionale (vedi ASST mantovana, vedi aziende sanitarie friulane) confermano che l'infermiere di famiglia e comunità (alcuni sono stati formati con master universitario, grazie al contributo economico del Comitato Perioli, anche in ASL 5) quando viene impiegato al domicilio delle persone più fragili svolge un ruolo molto prezioso, in particolare per evitare gli accessi non necessari al pronto soccorso, un luogo molto critico in questa epoca, e per più motivi.

Ma se manca un numero ''minimo'' di infermieri nelle degenze diventa poi sempre più complessa la organizzazione di rete, il rapporto ospedale-territorio, la costruzione di progetti differenti che possono rendere più facile la esistenza e la gestione della malattia al protagonista, appunto, della Giornata odierna, quel ''Malato'' che resta la conferma della nostra fragilità.

Malato che è anche, in più circostanze, la testimonianza di tutti i nostri limiti, compresi quello di capire che la Sanità ha sempre bisogno di un sostegno concreto ogni giorno, e non soltanto di essere considerata un territorio di confronto politico od economico.

Sinceri auguri a tutti coloro che oggi soffrono per una malattia e ai loro cari, in particolare i caregiver.

OPI La Spezia

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