La Giunta Toti a trazione leghista, questo nostro territorio, proprio non riesce ad amarlo. Nel suo nuovo Piano Sanitario Regionale ha messo la parola fine alla prospettiva di fare del nuovo ospedale del Felettino un Dipartimento emergenza e accettazione (Dea) di secondo livello. Niente da fare, non ne vogliono sapere di realizzare l’unica operazione che permetterebbe alla nostra sanità di alzare la testa, di riqualificarsi nell’immagine e nei contenuti. Cosa significa il declassamento? Significa che anche in futuro il cittadino spezzino colpito da emorragia cerebrale, che abbia 70 o 20 anni (come successo di recente), dovrà aspettare che l’elicottero o l’ambulanza lo porti a Genova. Significa che l’infartuato spezzino o turista che ha bisogno di un intervento urgente se ne dovrà andare all’OPA di Massa... quando c’è posto. Certo, lo sappiamo che il decreto Balduzzi prevede un bacino di utenza più grande del nostro per fare un Dea di secondo livello. Ma c’era da fare pressione per una deroga giustificata dal fatto che i Dea di secondo livello più vicini sono a Genova o a Pisa, dunque troppo distanti per trattare un’emergenza. Occorreva muoversi nei ministeri per far capire che abbiamo una collocazione geografica e viabilistica molto penalizzante e che abbiamo milioni di turisti. Bisognava trovare delle alternative, magari lavorando a degli accordi con la Toscana o con il Tigullio come voleva fare Conzi. Oppure si poteva avviare un percorso di collaborazione fra le Asl liguri, invece di aggiungerne una sesta, quell’Alisa che non si sa a cosa serva, a parte le poltrone. Di tutto questo non si è fatto nulla.
Per Spezia si sarebbe potuta seguire la giusta strada del Santa Corona nel savonese. Anche perché, per il nostro territorio, il Dea di secondo livello resta una grande scommessa, l’unica in grado di farci fare un importante salto di qualità, anche a partire dall’offerta sanitaria. Questo era il disegno, che voleva superare i campanilismi miopi, che purtroppo sono tornati in auge nel Palazzo di piazza De Ferrari. Per fortuna il Consiglio Regionale si deve ancora esprimere e lì daremo battaglia con tutte le nostre energie, sperando che i consiglieri spezzini che rappresentano la nostra provincia sappiano fare davvero gli interessi di chi li ha eletti.
I consiglieri regionali del Pd Raffaella Paita e Juri Michelucci.