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Insegnanti di sostegno, respinta la mozione di Manfredini In evidenza

di Elena Voltolini - Approvato invece l'ordine del giorno che manda tutto in commissione e che impegna la Giunta a proseguire il suo impegno per risolvere il problema.

 La carenza degli insegnanti di sostegno è un annoso problema che riguarda tutta la Regione, ma che si avverte con ancora maggiore incidenza nella provincia spezzina.

Ad inizio settembre il Direttore Scolastico Regionale della Liguria ha autorizzato 886 deroghe, quindi la Regione può disporre di 886 insegnanti di sostegno in più rispetto al contingente assegnato. Anche in questo caso, però, solo una minima parte, ovvero 38, sono state assegnate alla Spezia, in quanto la Direzione Scolastica Regionale ha distribuito le risorse aggiuntive tra le varie Province salvaguardando il rapporto numerico insegnante di sostegno/alunni disabili.
Parte da questo la mozione presentata ieri sera in Consiglio Comunale da Paolo Manfredini (Partito Socialista Italiano), Federica Pecunia (Partito Democratico) e Luigi Liguori (La Spezia Bella Forte Unita).
Nella loro mozione tale squilibrio con le altre realtà liguri è attribuito alla diversa applicazione della normativa che le A.S.L. della Liguria mettono in atto. La certificazione di handicap è disciplinata dalla legge 104 del 1992; norma che indica, all'art. 3, il grado di gravità della disabilità, rispetto al quale alla scuola frequentata dallo studente vengono attribuite risorse aggiuntive, sia in termini di insegnanti di sostegno, sia in termini di assistenti all'autonomia e alla comunicazione. La diversa modalità di certificazione tra le A.S.L. della Regione avrebbe determinato, secondo quel che si legge nella mozione, sperequazioni tra le province liguri in quanto “la A.S.L. della Spezia non riconosce come titolari della legge 104 categorie di studenti che nelle altre province sono stati certificati come disabili”.

Secondo Paolo Manfredini, come ha spiegato ieri sera in consiglio comunale: “Si dovrebbe armonizzare la valutazione della diverse Asl e questo dovrebbe essere compito di Alisa”.

Frija, esponente di Fratelli d'Italia, sottolinea: “Il problema esiste ed è nazionale e regionale, oltre che locale ed oltre che venire da lontano. Ricordiamo che lo scorso anno era intervenuta Fondazione Carispezia.
Non era però, allora, stata presentata una mozione come questa. Fino a che governavate voi vi siete ben guardati dall'intervenire.
Ritirate la mozione e se ne discuta in commissione senza preconcetti. Chiedo ai colleghi di discutere insieme il problema in commissione serenamente e di cercare insieme di risolverla in commissione”.

Di opposto avviso Roberto Centi (LeAli a Spezia): “Non ritengo che vada ritirata la mozione: è un problema che va affrontato ed è stato discusso in commissione. Il Presidente Frascatore ha detto che la direzione regionale e di Alisa sono disponibili a risolvere la questione. L'intervento secondo ne va fatto su Alisa”.

Frascatore (Spezia vince), chiamato in causa, afferma: “Ritengo vada ritirata la mozione perché l'iter richiede un percorso serio e più lungo, sarebbe meglio portarla avanti insieme e renderla efficace”.

Ritorna, invece, sulla sollecitazione ad Alisa e sulla validità della mozione Liguori (PD): “Dobbiamo chiedere ad Alisa e all'Assessore Ilaria Cavo che vengano modificati i criteri di valutazione”.

Prende poi la parola l'Assessore Giorgi che spiega: “Subito dopo il nostro insediamento, i sindacati hanno ribadito le difficoltà; noi abbiamo scritto al Ministro Fedeli, alla Regione e anche ad Alisa affinchè verifichi il perché della disparità di trattamento fra le province liguri. Nell'ultima commissione si è creato un clima costruttivo, pertanto prendere di petto il tema in questo modo mi sembra completamente sbagliato.
Il Comune si impegna a continuare nell'azione politica tesa alla risoluzione del problema”.

Sulla stessa linea quanto sottolineato dal sindaco Pierluigi Peracchini: “Appena insediati abbiamo incontrato sindacati, insegnanti e genitori che ci hanno segnalato il problema. E' vergognoso cercare di intervenire su Alisa e direzione scolastica per far si che alcuni medici modifichino i parametri. Non mettiamo bandierine ma proseguiamo il lavoro in commissione”.

L'ordine del giorno presentato punta proprio sul ruolo della Commissione comunale e sulla discussione al suo interno ed impegna la Giunta a continuare la propria azione sul Ministero.

Le parole del capogruppo di LeAli a Spezia GuidoMelley vanno nella direzione di trovare unità: “Leggendo le conclusioni, la mozione e l'odg sono simili. Il problema sussiste.. e va risolto. Non vedo contrapposizioni che compromettono una decisione unitaria. I consiglieri stanno lavorando in commissione, insieme, sugli stessi argomenti; l'impegno è quello di proseguire il percorso in commissione. Mi sembra che stasera si voglia più che altro rivendicare una primogenitura, ci stiamo allontanando da ciò che vuole la gente. Io avrei proseguito il lavoro in commissione, per risolvere un problema che scarichiamo sulle famiglie e che non ha colore. Vi invito a continuare il lavoro in commissione”.

Il capogruppo della lista Toti – Forza Italia, Fabio Cenerini, sinteticamente afferma: “Non capisco perché voler forzare un percorso con una votazione quando si sta facendo lavoro in commissione”.

La portavoce del Movimento Cinque Stelle Donatella Del Turco si dice favorevole sia alla mozione che all'ordine del giorno: “I ragazzi hanno bisogno ora di risposte. Non possiamo aspettare, se qualcuno fa una richiesta per sensibilizzare non vedo quale sia il problema”.
Favorevole ad entrambi anche Massimo Lombardi (Spezia Bene Comune): “Credevo si potesse essere compatti stasera, questi temi non hanno nulla di ideologico. Non c'è una critica alla Regione o al Ministro”.

Prima di passare alla votazione, la controreplica di Manfredini: “Credo sia davvero il tempo di affrontare la questione. Le audizione avranno bisogno di tempo, anche il tema di Alisa deve essere preso in considerazione. Alle scuole stanno arrivando ora le richieste di deroghe, sarà questione di una settimana”.

Si passa infine alla votazione: la mozione viene respinta con 20 voti contrari ed 11 favorevoli. Approvato, invece, l'ordine del giorno con 23 sì, 7 no e 1 astenuto.

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