Legambiente denuncia il comportamento dell'Amministrazione comunale in merito al taglio del Cedro del Libano centenario di Pegazzano, per tutta una serie di motivazioni.
La decisione infatti non pare essere passata per il Tavolo del Verde (organismo comunale cui partecipano le associazioni) e la giustificazione addotta dall'assessore Casati ("essendo in Classe D - NdR: elevata probabilità di cedimento - non era necessario") in questo caso è del tutto insoddisfacente, in quanto trattasi di un albero particolare, di età e dimensioni monumentali, che insieme agli altri cedri caratterizzava quell'antico angolo di periferia.
Cosa ancora più grave: non è stato rispettato il Regolamento che il Comune si è dato in merito al Verde Urbano, laddove dice che i cittadini devono essere adeguatamente informati delle iniziative prese in merito; e quale occasione più indicata per un tale approccio di quella che vede un albero avere assunto un significato identitario per una grande parte del quartiere, con più generazioni che sono cresciute con quella rassicurante presenza?
E che dire della modalità prescelta, di intervenire la mattina presto, senza nessun preavviso, nemmeno a coloro che si sono visti impossibilitati per tutta la mattina di lunedì a salire per la strada di Costa di Murlo? Per ben due volte, la seconda accompagnati da un nutrito gruppo di vigili urbani, ma senza la presenza di alcun amministratore o dirigente comunale a spiegare direttamente ai cittadini l'improvvisa fretta intervenuta.
Legambiente è fautore di un ambientalismo scientifico, per cui crediamo che certe decisioni vadano prese sulla base di adeguate analisi tecniche e strumentali. Ma proprio per questo, in un caso delicato come quello del Cedro di Pegazzano, crediamo che sarebbe occorso dapprima un incontro con la cittadinanza, anche per escludere o meno la possibilità di realizzare un approfondimento di indagine ed eventualmente studiare altre modalità di messa in sicurezza. Non si fa così per i monumenti? E non era un monumento quello spettacolare cedro del Libano?
Infine: è questo che meritano i cittadini che sviluppano un senso identitario, di rispetto e amore nei confronti degli elementi notevoli del loro quartiere di appartenenza?
Non è certo il primo caso in città, ma certe modalità possono tranquillamente essere etichettate come "violente".
Legambiente La Spezia