Conclusasi difatti lo scorso 17 febbraio la mostra "Il segreto dei segreti. Alchimia ed ermetismo nei tarocchi Sola-Busca", mostra a cui il Museo Lia ha contribuito con il prestito del dipinto su tavola di Nicola di Maestro Antonio raffigurante San Bartolomeo, il prossimo 20 febbraio sarà inaugurata ed aperta al pubblico la mostra "I tarocchi dei Bembo. Una bottega di pittori dal cuore del ducato di Milano alle corti padane", a cui il Museo Lia prende parte con il prestito della tavola quattrocentesca di Benedetto Bembo che raffigura la Madonna dell'Umiltà e angeli musicanti (nella foto, particolare).
Inizialmente l'opera fu attribuita da Roberto Longhi al Maccagnino, pittore attivo alla corte estense, e poi ricondotta, con maggior pertinenza, al catalogo di Benedetto Bembo, artista bresciano documentato dal 1462 al 1489. Il dipinto rappresenta la Vergine umile, seduta per terra, che regge il Bambino, entrambi enormi rispetto agli angeli che fanno loro da coro e mette bene in luce l'idea di passaggio fra Medioevo e Rinascimento.
Questa mostra di prossima inaugurazione, che rimarrà visitabile fino al 7 aprile 2013, è in dialogo con la precedente per tema e vuole essere l'occasione per presentare al grande pubblico il mazzo dei tarocchi Brambilla, opera di Bonifacio Bembo, mettendo al contempo a fuoco il ruolo che la famiglia Bembo ebbe, dagli anni quaranta agli anni settanta del XV secolo, nel delicato passaggio dalla cultura tardogotica a quella rinascimentale nel territorio padano.
Le due importanti mostre milanesi, curate dalla Soprintendente Sandrina Bandera, costituiscono una nuova opportunità per far conoscere, attraverso lo splendido patrimonio artistico conservato nelle sale del Museo Lia, la dimensione culturale della nostra città e per celebrare il genio collezionistico di Amedeo Lia che con il suo gesto munifico ha reso possibile la pubblica fruizione di tali capolavori.