Al centro "Allende", alla Spezia, si è svolto nei giorni scorsi un incontro a cura dell'Azione cattolica su un tema di indubbia attualità, "Le religioni fanno paura? Le diverse esperienze di fede per la costruzione di una società comune".
Relatori sono stati Valentina Soncini, consigliere nazionale di Azione cattolica e docente di teologia e di storia, il monaco copto Giovanni, testimone della persecuzione e della intolleranza verso i cristiani d'Egitto, e David Virgilio, funzionario del Comune della Spezia e referente della consulta delle religioni. «L'Italia – ha detto in particolare Soncini – oggi è un Paese multireligioso, e questo aspetto si proietta lungo due traiettorie culturali: una favorevole, e cioè la tradizione laica positiva della Costituzione, aperta alla tutela delle diverse fedi; ed una sfavorevole, e cioè il diffuso "analfabetismo" religioso e la secolarizzazione della vita». La laicità ha diminuito il ruolo pubblico delle religioni, così che in Occidente si è smarrita l'identità tra etnia, cittadinanza e confessione religiosa. Gli incontri tra le grandi religioni, convocati ad Assisi da Papa Giovanni Paolo II e poi da Benedetto XVI nel 1986, 2002 e 2011, sono stati un coraggioso "azzardo", peraltro del tutto coerente con la dichiarazione "Nostra Aetate" del Concilio Vaticano II. Il dialogo svela infatti la missione universale della Chiesa e non depotenzia affatto la fede cattolica. Da ultimo, Soncini si è chiesta quale possa essere il ruolo dell'Azione cattolica in un tale contesto. Al riguardo – ha affermato – «è necessario offrire conoscenza e dialogare senza paura, gareggiare nello stimarsi a vicenda, consapevoli che si tratta di un grande arricchimento per tutti».