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Premio LericiPea alla Carriera a Louise Glück, Nobel per la Letteratura nel 2020 In evidenza

"Nessuno meglio di lei ha saputo raccontare le intermittenze del cuore umano sullo spartiacque di questi due millenni".

La 68° edizione del Premio LericiPea Golfo dei Poeti 2022 chiude l’importante kermesse di eventi dedicati alla Poesia, che hanno animato l’Anno Shelleyano, il prossimo 29 novembre con l’evento di punta, l’attesissima attribuzione del Premio “alla Carriera” assegnato quest’anno a una delle voci più grandi della poesia contemporanea: l’americana Louise Glück, già Premio Nobel per la Letteratura 2020.

La cerimonia aperta al pubblico, si svolgerà dalle ore 16.00 presso la Sala Consiliare della Provincia della Spezia (Via Vittorio Veneto 2, 19124 - La Spezia) e in collegamento streaming con il Consolato Generale Italiano di Boston, in diretta sulla pagina Facebook del Premio.
Dopo i saluti istituzionali di Maria Luisa Inversini, Prefetto della Spezia, Pierluigi Peracchini, Presidente della Provincia della Spezia, Leonardo Paoletti, Sindaco del Comune di Lerici, Pier Gino Scardigli, Presidente del Premio LericiPea Golfo dei Poeti, Andrea Corradino, Presidente di Fondazione Carispezia, Cesare Perotti per Sanlorenzo Yacht, graditissimi i contributi di Anthony Deaton, Console per la stampa e la cultura del Consolato Generale USA a Milano - presente in Provincia - e di Arnaldo Minuti, Console Generale d’Italia a Boston.
A seguire l’intervento ed il dialogo con la Premiata a cura del Prof. Massimo Bacigalupo, emerito di letteratura americana all’Università di Genova, membro della Giuria del Premio e traduttore di Louise Glück. A coordinare l’evento, Lucilla Del Santo, project manager del Premio LericiPea Golfo dei Poeti.

Motivazione del Premio
Pubblicando tredici raccolte poetiche unitarie dal 1968, Louise Glück ha parlato con una voce unica ai connazionali statunitensi e ad un pubblico internazionale. Le sue poesie e sillogi sono caratterizzate da freschezza, passione, flemma, una semplicità espressiva che pure rivela una auscultazione dei minimi e complessi moti della coscienza. Infanzia, lutto, amore, natura, arte, mito sono vissuti al tempo presente ma con la consapevolezza che il contemporaneo ha radici profonde, che le nostre sensazioni e il nostro stupore nel mondo sono fenomeni di sempre, antichi come la storia umana. Con la perfezione ispirata dei suoi testi e racconti in versi, Glück ha aggiunto una nuova significativa pagina alla storia della lirica, rivelandone la capacità di rappresentare il mondo di oggi e di coglierne i segreti con l’assoluta libertà formale che è suo privilegio. Nessuno meglio di Louise Glück ha saputo raccontare le intermittenze del cuore umano sullo spartiacque di questi due millenni.

Nota biografica
Louise Glück è nata a New York il 22 aprile 1943 da una famiglia di origini ebraiche. Suo padre, immigrato dall’Ungheria, collaborò alla produzione di un trincetto inventato da suo cognato, “X-Acto”. Louise crebbe a Long Island; abbandonò gli studi superiori perché affetta da anoressia, che curò con l’analisi (“volevo essere solo anima, punendo il corpo”). Frequentò alla Columbia i corsi di scrittura poetica di Stanley Kunitz e Léonie Adams; in seguito l’insegnamento e i rapporti con poeti giovani di talento le hanno dato molte soddisfazioni. Il suo primo incarico, all’alternativo Goddard College nel Vermont, l’aiutò a superare l’impasse dopo la pubblicazione della prima raccolta, Firstborn (1968). Seguirono in rapida successione The House on Marshland (1975), The Garden (1976), Descending Figure (1980), The Triumph of Achilles (1985), Ararat (1990). Distanza, intimità e un recupero del classico caratterizzano queste opere, che trattano di relazioni, famiglia, solitudine, separazione, natura, morte. The Wild Iris (Premio Pulitzer 1992) consta di monologhi e dialoghi fra tre voci: i fiori di un giardino, colei che li accudisce, un dio che a sua volta accudisce i suoi fiori umani. Meadowlands (1996), raccolta intitolata a uno stadio del New Jersey e ispirata all’Odissea, accenna un divorzio. Seguirono Vita Nova (1999), che ottenne il prestigioso Bollingen Prize (e rimanda all'Eneide più che a Dante), The Seven Ages (2001) e Averno (2006), riflessione sul mito di Persefone e il nuovo millennio. Nel 1994 apparve un volume di saggi sulla poesia, Proofs and Theories; un secondo libro, American Originality (2017), raccoglie dieci introduzioni scritte da Glück per i vincitori da lei scelti nella storica Yale Series of Younger Poets (2003-2010). Nel 2003-2004 Glück ricoprì il ruolo di Poet Laureate degli Usa. Le raccolte successive, A Village Life (2009), Faithful and Virtuous Night (National Book Award, 2014) e Winter Recipes for the Collective (2021) hanno un andamento narrativo. Nel 2012 è uscita la raccolta complessiva Poems 1962-2012. Nel 2020 le è stato assegnato il Premio Nobel per la Letteratura. In Italia sono edite le raccolte L’iris selvatico (2002), Averno (2019), Ararat (2021), Notte fedele e virtuosa (2021), Ricette per l’inverno dal collettivo (2022). Louise Glück vive a Cambridge (Massachusetts) e insegna scrittura poetica alla Yale University.

 

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