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One day art exhibition, un'esperienza attiva di allestimento di una mostra In evidenza

Al Castello di Varese Ligure, su idea di Paola Zan.

Il Castello di Varese Ligure, restaurato dalla famiglia Rossignotti nel 1961 e donato alla comunità nel 2016, ha, nella sua sala polivalente al piano terra (aperta sul corso principale con un possente portone ornato di grosse borchie), una nuova struttura per appendere le opere degli artisti che si avvicendano, in un programma fittissimo.
Circa un anno fa, un gruppetto di volontari del luogo si è prodigato per realizzarla, con tubolare di ferro e fili di acciaio, che ben si prestano a sostenere ed esporre pitture, disegni, ceramiche, fotografie...

Oggi, 24 novembre, sono in visita al Castello alcuni membri dell'Associazione Mosaico di Chiavari, per ammirare la mostra fotografica intitolata RESPIRO, con opere di Mario Chieffo.
L'Associazione Mosaico è già stata nel Borgo Rotondo, in occasione della mostra di xilografie di loro produzione, realizzata nella primavera del 2021, a cura di Paola Zan, che questa volta propone un'iniziativa di allestimento partecipato.

Con quali obiettivi?
"Mi son detta: di solito i fruitori di una mostra trovano già tutto pronto il giorno dell'inaugurazione e non sanno il lavoro che ci sta dietro - spiega Paola Zan - Mi interessava stimolare la curiosità del pubblico sulle fasi di preparazione, sul backstage, sul progetto in sé, sulle modalità e i criteri di esposizione: la logica che governa una mostra si comprende solo se personalmente ci si cimenta nell'allestimento, a partire dagli oggetti scelti e che meritano di essere esposti, di qualunque natura essi siano. Possiamo fare innumerevoli esempi: dalle opere di artigianato locale e gli attrezzi contadini, per un museo etnografico... ai saggi realizzati alla fine di un corso di disegno o di scultura; dai libri antichi... ai reperti naturalistici raccolti nel territorio circostante. Tutti possono, prima o poi nella vita, trovarsi nelle condizioni di allestire una piccola mostra, per il piacere di esibire cose belle e pregiate, magnificando le tecniche artistiche, le abilità artigiane, o per suscitare l'interesse e focalizzare tematiche di rilevanza sociale, fino a utilizzare i linguaggi dell'arte per attirare l'attenzione su diverse emergenze, tra cui, non ultime, quelle ambientali".

"Ci accorgiamo subito - prosegue Paola Zan - se gli oggetti esposti in una sala sono 'ben distribuiti' nello spazio, se ricevono la luce giusta per essere apprezzati, e se si possono 'leggere' facilmente, lasciando il visitatore sorpreso, affascinato, incantato, stimolato a porsi domande, ad interagire. Possiamo credere infine che ne uscirà arricchito, che la visione di quelle opere non sarà stata inutile! Perché avrà elaborato dentro di sé un pensiero legato all'esperienza della percezione visiva, a un'emozione nuova, con il plusvalore, in questo particolare caso, inedito, del coinvolgimento personale, in squadra, in gruppo, in compagnia, un po' 'per gioco' ma poi, in fondo, seriamente e per davvero, con la responsabilità, sulla base di criteri precisi (forma, colore, soggetto, cronologia...), di aver scelto come disporre le opere nello spazio accessibile al pubblico, per dare concretezza, con buon gusto, alla volontà di comunicare un messaggio di necessità e bellezza al tempo stesso".

Due parole su Mario Chieffo, fotografo di grande sensibilità ed esperienza, che vive e lavora a Prato, da decenni presente sulla scena dell'associazionismo e del volontariato in Toscana, ha messo a disposizione il materiale proveniente dal suo archivio personale con l'intenzione di dare visibilità a una realtà difficile vissuta da tante persone come lui, affette da una malattia poco conosciuta: la bronchiettasie.
Le sue foto raccontano di paesaggi e di matrimoni, di persone, oggetti minuti, edifici, strade... di sole, nubi, pioggia, campagna e città. Ci siamo dentro tutti in questa vita precaria come le cose che deperiscono, si logorano e si sbriciolano, e la salute è, come spesso usiamo dire, sempre appesa a un filo...
Ecco che si intrecciano le motivazioni: dare corpo a una mostra con immagini di vita quotidiana talvolta gioiose o sospese e misteriose, per sensibilizzare su un tema nuovo, dare vita a un'esperienza possibile di incontro con l'arte il più possibile partecipata, con la più ampia possibilità di fruizione e lettura.

Paola Zan guida l'allestimento con i gruppi che lo richiedano.
Info e prenotazioni: 393 3129149

 

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