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Difesa e Prevenzione del Territorio: il workshop nel giorno del ricordo (Videointerviste e foto) In evidenza

di Gianluca Solinas – Il 25 ottobre del 2011 la nostra provincia e la Lunigiana sono state sconvolte dall’alluvione che ci ha cambiato la vita per sempre.


L’ha cambiata a coloro che sono scomparsi nei giorni della tragedia a Borghetto, alle Cinqueterre, ad Aulla, in Val di Vara, in Val di Magra, in Lunigiana e agli spezzini, l’ha cambiata a coloro i quali hanno perso la vita tentando di portare soccorso alle persone disperate ed in pericolo, l’ha cambiata a coloro (tutti noi) che da allora ad ogni nuvolone che minaccia pioggia sentiamo una paura che si insinua nei cuori e nelle menti, la paura che tutto quello che è successo allora si possa ripetere con le medesime conseguenze per le persone e un territorio che nel corso degli anni non hanno cambiato la propria fragilità.

Nel giorno del ricordo, questo 25 ottobre 2017, si è parlato di prevenzione e di dissesto idrogeologico in un auditorium colmo di gente, di tecnici, di amministratori.

Si è parlato di necessità riguardo alla prevenzione e all’educazione della popolazione nell’affrontare le calamità che purtroppo potranno ancora avvenire.
Il nostro territorio è fragile, come già detto, e da più punti di vista.

Si parla certo di rischio idrogeologico ma non si può dimenticare, visto quel che è accaduto in tempi recenti in Emilia e in Centro Italia, che anche qui esiste un rischio sismico forte, magari di “rimbalzo” per quanto riguarda la città della Spezia data la vicinanza con la Lunigiana ma, anche e sopratutto, per le aree della Val di Magra e della Val di Vara, che non possono contare su una piana alluvionale come quella spezzina che “si spera” possa quantomeno attutire eventuali scosse sismiche.

I comportamenti da tenere durante e dopo un evento catastrofico, di tipo alluvionale o sismico, sono al centro delle tematiche che si sviluppano nelle odierne riunioni e dibattiti, nelle intenzioni delle amministrazioni locali e di quelle regionali.

Ovviamente anche le misure di prevenzione legate agli investimenti su infrastrutture sicure e al mantenimento di quelle caratteristiche naturali che possano mitigare il rischio sono all’ordine del giorno ma queste, come è ovvio, sono scelte politiche condizionate dalla quantità sempre più esigua di fondi destinati agli enti locali. E allora si cominci dall’educazione civica, da ciò che consente di mettersi in sicurezza in proprio, dalle conoscenze che devono far parte di quella coscienza civica che consente alle comunità che vivono in aree fragili di poter far fronte, se non agli eventi catastroficio sempre possibili, almeno tramite comportamenti corretti, a ridurre i possibili danni, i disagi, i rischi, che in passato hanno provocato tanto dolore e tante vittime.

Oggi sul palco dell’Auditorium all’ex Fitram erano presenti in molti: da Andrea Costa, Presidente Commissione Territorio Ambiente della Regione Liguria, a Giorgio Cozzani, neo-Presidente della provincia della Spezia, a Luca Piaggi, Assessore alle Infrastrutture, Lavori Pubblici, Difesa del suolo, Protezione Civile del Comune della Spezia.

I relatori, che hanno parlato di Protezione Civile, Organizzazione e funzionamento con particolare riferimento alle funzioni del sindaco, Elvezio Galanti, già Direttore generale del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, Emilio Ardovino, titolare della cattedra di Emergenze e Protezione Civile presso l’Università di Pisa.

È stato presentato il progetto DPT Liguria e l’Assessore all’Ambiente e Sostenibilità del Comune della Spezia Kristopher Casati ha parlato delle Strategie di adattamento e mitigazione ai cabiamenti climatici nell’amministrazione locale.

Gianluca Rinaldi, Dirigente Servizi tecnici e Opere Pubbliche del Comune della Spezia e Michela Cereghino, Funzionario del Servizio Lavori Pubblici del Comune della Spezia, hanno illustrato il tema della Prevenzione e la gestione del rischio idrogeologico, la programmazione comunale e il progetto ADAPT.

Si è parlato anche dei Partenariati Urbani per l’Adattamento mentre Francesco Faccini, Ricercatore Dipertimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e della Vita (DISTAV) dell’Università di Genova ha parlato di Mitigazione del rischio alluvionale, tra cambiamento climatico ed evoluzione geomorfologica recente.

I lavori si sono conclusi con la breve cerimonia, preceduta da un toccante video didicato alla memoria “Alluvione 25 ottobre 2011” dove il Sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini ha consegnato alla famiglia, nelle mani della moglie Elena, una targa ricordo in memoria del sacrificio di Sandro Usai, il volontario sardo di Arbus, deceduto durante la sua opera di soccorso a Monterosso al Mare, travolto dal fiume di fango e detriti e ritrovato in mare.

Il progetto ADAPT, cofinanziato dal Programma Interreg Italia-Francia Marittimo 2014-2020, renderà le città italiane e francesi dell’Alto Tirreno più capaci di adattarsi alle conseguenza dei cambiamenti climatici, con particolare riferimento alle alluvioni causate da “bombe d’acqua”.

Oltre al capolfila ANCI Toscana, ADAPT coinvolge enti italiani e francesi compatenti in materia di gestione del rischio, pianificazione territoriale e ricerca scientifica del settore.

Sperando che mai più si verifichino eventi come quello del 2011, va detto che la prevenzione e l’educazione civica della popolazione, insieme alla cura del territorio e alle scelte operate dalla politica, sono gli unici accorgimenti in grado di far si che in caso di eventi malaugurati ma sempre possibili, si possa davvero cercare di avere strumenti in più per far fronte alla forza distruttiva con la quale, a volte, la natura maltrattata ci ricorda quanto siamo piccoli.

Abbiamo intervistato Michela Godani, presidente AIEF e Luca Piaggi, Assessore al Comune della Spezia.

(Foto di Emanuele Ravecca)

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