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Un anno dall'invasione dell'Ucraina, alla Spezia fiaccolata dei pacifisti In evidenza

di Ginevra Masciullo - Erano circa trecento le persone in strada alla Spezia per dare un segnale di pace e chiedere che le armi tacciano una volta per tutte.

Una pace che sembra sempre più lontana dopo un anno di guerra e un conflitto che si inasprisce ogni giorno che passa. Persone di ogni età hanno scelto in questa giornata di partecipare alla fiaccolata, durante il tragitto sono state cantate e suonate canzoni dal forte significato come La Guerra di Piero e We Shall Overcome, le fiaccole hanno illuminato le numerose bandiere arcobaleno.

I promotori sono stati: ACLI, AIDEA, Ambientalmente, ANPI, ARCI, Archivi della Resistenza, Associazione Culturale Mediterraneo, Associazione Amici di Padre Damarco, Associazione Mondo Nuovo Caritas, Associazione partigiana Mario Fontana - FIAP, Associazione di solidarietà al popolo Saharawi LaborPace, Betania SERMIG, Chiesa Battista, Chiesa Metodista, CGIL, Circolo Pertini, Emergency, Collettivo 8 marzo, GIT Genova–La Spezia di Banca Etica, Gruppo di Azione Nonviolenta, Glass Bell edizioni, Informazione Sostenibile, Legambiente, Leo Club Ceparana, Libera, Magazzini del mondo, Non una di meno, Opal Brescia, Posidonia Porto Venere.

La manifestazione ha avuto lo scopo di ribadire le richieste: Cessare il fuoco, fermare l’escalation del conflitto, solidarietà a chi si oppone al conflitto, lo stop all’aumento delle spese militari, mettere a bando le armi nucleari.

La fiaccolata di ieri sera è stata organizzata per la ricorrenza di un anno dall’attacco russo dell’Ucraina, ma ogni lunedì alcuni attivisti si sono dati appuntamento in piazza Mentana e continueranno a farlo nelle prossime settimane. Giorgio Beretta, della Rete Pace e Disarmo La Spezia, è intervenuto pubblicamente sul tema in una delle tappe: “Questa giornata non è l'anniversario del conflitto armato tra gruppi e battaglioni ucraini e russi sul territorio ucraino, conflitto che i paesi europei hanno colpevolmente lasciato incancrenire dall'aprile del 2014. Oggi è il triste anniversario della scellerata e criminale invasione russa dell'Ucraina, che abbiamo fermamente condannato fin dall'inizio -sottolinea Beretta- fin dal febbraio 2022, insieme Rete italiana pace e disarmo abbiamo chiesto all'Italia di mantenere una posizione di “neutralità attiva” per promuovere una immediata de-escalation militare e soprattutto di avviare la ricerca di un accordo politico negoziato nel rispetto della sicurezza e dei diritti di tutte le popolazioni coinvolte, chiedendo al governo e alle forze politiche di astenersi dall'invio di forniture di armamenti” Secondo i presenti la grande assente nella gestione del conflitto è stata la diplomazia, che ha ceduto il passo al pronto invio di armi che hanno portato morte da entrambi i lati.

Anche Giancarlo Saccani, Gruppo Azione Non Violenta, è intervenuto sulla questione: “Purtroppo la guerra ha avuto una continua escalation, le armi presenti sul territorio ucraino sono sempre di più e sempre più sofisticate, i danni e i morti sono ormai incalcolabili e la pace sembra sempre più lontana, però -precisa Saccani- i produttori e commercianti di armi si sono ingrassati. Chi ha prodotto le condizioni per cui questa guerra, come tutte le altre guerre del mondo, non fa nulla per risolvere il conflitto con la trattativa anziché con la violenza. È mancata un’azione decisa e concreta per il cessate il fuoco da parte dei paesi europei che avrebbero dovuto fare da mediatori.”

Hanno partecipato alla fiaccolata anche forze politiche, sindacati e organizzazioni religiose. Don Luca Palei, direttore della Caritas diocesana, ha espresso parole di speranza per la risoluzione del conflitto: “È bello vedere questa luce che dà speranza, dobbiamo mettere in campo quello che siamo e possiamo per far sì che questo disarmo avvenga davvero, non possiamo sentir parlare di combattere per la pace, non ha senso. Ci siamo messi in gioco per quest’emergenza, noi vogliamo dare una risposta concreta di solidarietà, se riusciremo fare in modo che il bene generi bene potremo rispondere in maniera vera ad un continuo alimentare guerra su guerra.”

Alla manifestazione era presente anche una corposa delegazione del Partito Democratico. Davide Natale, consigliere regionale dem, ha ribadito la necessità di mettere in campo una mediazione: “E’ l’ora della pace, bisogna che le diplomazie entrino in campo in maniera preponderante e che l’Unione Europea insieme agli altri paesi intraprendano un percorso di pacificazione, non possiamo soltanto inviare armi perché si continua ad alimentare il conflitto, le armi servono per difendersi, ma è necessario che parallelamente si costruisca un dialogo.”

Anche la Cgil era presente alla fiaccolata, dal sindacato anche un commento sulle ricadute di questa guerra su ogni persona: “Il mondo del lavoro sta pagando un prezzo altissimo all’instabilità internazionale: l’inflazione ha raggiunto livelli insostenibili con conseguenze drammatiche sulle fasce sociali più povere. Interi settori economici rischiano il collasso per mancanza di materie prime e per il caro energia, le crisi alimentari mondiali mettono a rischio Paesi già instabili -spiega il segretario generale Luca Comiti-Chiediamo l’immediato cessate il fuoco in Ucraina e l’apertura di un reale negoziato.

La diplomazia, con il pieno coinvolgimento delle Nazioni Unite, deve condurre ad una rapida soluzione politica del conflitto. La Cgil ripudia la guerra e continuerà a richiedere con convinzione una Conferenza Internazionale per la pace che impegni tutti gli Stati al rispetto del diritto internazionale, all’eliminazione delle armi nucleari a favore di investimenti per combattere le povertà, per favorire la transizione ecologica e per garantire un lavoro dignitoso, facendo proprio l’appello di Papa Francesco che ha definito in più occasioni la guerra come una scelta scellerata.

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