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Pronto il piano per la ripresa delle "normali" attività in ospedale, si attende il via di ALISA In evidenza

di Elena Voltolini - Il punto sulla gestione dell'emergenza Covid, sulla situazione attuale degli ospedali spezzini e sulla pianificazione futura con il Dottor Ferrari e il Dottor Orlandi.

È tornata a riunirsi la IV Commissione Consiliare del Comune della Spezia per affrontare ancora una volta la questione dell'emergenza sanitaria per il Covid-19 e della sua gestione. Stavolta parola a chi è stato in prima linea, con l'audizione del Direttore del Dipartimento di Prevenzione di ASL 5 Dott. Mino Orlandi e del Direttore S.C. Otorinolaringoiatria e Coordinatore dell’area omogenea tesa all’efficientamento e al monitoraggio dell’attività operatoria Dott. Giorgio Ferrari (che ha assunto l'incarico il 17 febbraio, quindi pochi giorni prima l'inizio dell'emergenza).

 

Come prassi la seduta è iniziata con una loro breve relazione: "L'attività durante l'emergenza è stata improntata sulla regia dettata da ALISA, con una task force regionale che ha collegato tutte le ASL della regione – ha esordito il Dottor Orlandi - Poi sono state create task force aziendali composte dal Dipartimento di prevenzione, dal reparto malattie infettive e dagli altri dipartimenti di emergenza. Tutte le misure intraprese sono state legate a motivazioni scientifiche, ovvero all'evoluzione della conoscenza che si è avuta del virus”.

“Le cabine di regia sono state praticamente a cadenza giornaliera per gestire una situazione di estrema fluidità – aggiunge Ferrari – questo ha portato a cambi di comportamenti nel corso del tempo. A 3 settimane dall'inizio dell'epidemia, ad esempio, abbiamo fatto il punto sui comportamenti iniziali per valutare le modifiche ad apportare”.

Orlandi prosegue: “Sino a fine marzo, c'era un unico laboratorio, non locale, per l'analisi dei tamponi, poi è stato riconosciuto il laboratorio della Spezia, che successivamente è stato anche potenziato e questo ha permesso di agire più rapidamente. Successivamente è diventato anche interaziendale con tamponi di asl4 che sono stati analizzati alla Spezia”.

Il Dottor Ferrari fa il punto sulla situazione attuale: “Il decremento dei contagi è iniziato i primi di maggio, attualmente stiamo concentrandoci sulla rapidità di intervento e ora che sono incrementati gli spostamenti e ripresi i voli dobbiamo fare molta attenzione a nuovi cluster. Recentemente ci sono casi di positivi legati a spostamenti lavorativi e rientri dall'estero. Il leggero aumento dei casi è legato a due cluster particolari, per il resto la situazione è migliorata. Anche nelle RSA non ci sono più casi e l'area allestita nei pressi del  Falcomatà è vuota.
I numeri di oggi parlano di 5 ricoverati in ospedale, 6 positivi a casa, 32 sorveglianze attive e 58 persone in isolamento fiduciario perchè rientrate dall'estero”.

I due medici, poi, rispondendo alle domande dei Commissari, hanno approfondito alcuni specifici aspetti, in particolare inerenti la ripresa delle attività ambulatoriali e delle operazioni, il rapporto ospedale – territorio, ma anche l'organizzazione in caso di recrudescenza della pandemia.

La riprese delle “normali” attività ospedaliere a che punto è?
“In ASL 5 abbiamo avuto una caratteristica particolare in questa emergenza, diversa dalle altre ASL, ovvero non centralizzare i casi oncologici non differibili e ovviamente di fare fronte ai casi urgenti: questo ci ha permesso di lavorare su queti casi anche in fase di emergenza. Nel nostro programma inviato ad ALISA per la ripresa delle attività programmate abbiamo privilegiato, con il concetto di ridurre la permanenza in ambiente sanitario, le attività chirurgiche ambulatoriali e il day hospital.
Questo fa il 50% delle liste di attesa. Alisa ha accettato, ora attendiamo il via.
In questo frangente, pur rimanendo all'interno della chirurgia oncologica e delle urgenze, stiamo un pochino allargando le maglie.
Per quanto riguarda quali sono i ritardi nel pregresso e nelle diagnosi, li scopriremo solo in futuro, ora non possono essere calcolate, le liste erano state congelate.

La ripresa delle attività riguarda anche le vaccinazioni, le commissioni invalidi e lo sportello patenti. La difficoltà deriva sempre dalle misure di prevenzione da adottare, quindi abbiamo dovuto riconsiderare gli spazi e cercare nuove sale. Le commissioni mediche ripartiranno per fine luglio / inizio agosto. Per le vaccinazioni si stanno cercando locali idonei perchè quest'anno ci sarà addirittura un aumento dell'offerta vaccinale: questo comporta una riorganizzazione gestionale e dei percorsi. Dovremo avvalerci anche dell'apporto dei medici di famiglia e fare un lavoro di squadra".

Per la prenotazione dei servizi sanitari si pensa a qualcosa da affiancare ai cup?
"
Il problema legato al CUP è duplice: da un lato c'è chi deve prenotare, dall'altro chi era già in nota.
Attualmente medici di famiglia e farmacie possono prenotare le prestazioni.
La ripresa delle attività ambulatorali ci ha messo di fronte a difficoltà logistiche che dobbiamo risolvere. Si parte, pertanto, con la riapertura delle Case della salute e delle attività di screening. I tempi per recuperare il pregresso non li possiamo sapere".

Le squadre GSAT (Gruppi strutturati di assistenza territoriale) continuano ad operare?
"Le squadre GSAT sono state ridotte, ma continuano ad operare, mantenuto anche il drive di via XXIV maggio. Inoltre è stato creato un portale, a cui accederanno oltre alle GSAT anche i medici di famiglia e le forze dell'ordine, dove confluiranno tutte le richieste di intervento sul territorio".

Quale è la situazione nelle RSA?
"Nelle RSA non ci sono più casi di positività. Sono stati individuati dei percorsi per l'ingresso degli ospiti in sicurezza, ovvero zone buffer per la permanenza in modo tale da escludere il rischio eventuale di contagio degli altri presenti in struttura".

In precedenti Commissioni dedicate alla gestione dell'emergenza è stato riferito che c'è stata mancanza di comunicazione da parte della direzione. E' così?
Le linee guida di ALISA sono state a misura del territorio?
"La comunicazione in una situazione di emergenza è un elemento critico. Sicuramente Alisa ha dato un imput preciso perchè la comunicazione avvenisse tramite il canale di Alisa stessa.

Ci sono state lacune nella collaborazione tra vertici e reparti operativi?
"Il Dipartimento di prevenzione è abituato ad un “governo” centrale, che sappia però accettare gli spunti che arrivano dal territorio. La gestione unitaria garantisce affidabilità, perchè è il frutto di una elaborazione, che può essere un protocollo o una linea guida. Sicurmente questa esperienza modificherà il rapporto tra Alisa e ASL


Ci potrebbero essere altre epidemie? E in tal caso siamo preparati?
“E' nell'ordine della biologia, ci saranno altre casistiche simili al Coronavirus. Questa pandemia ha avuto alta infettività e bassa letalità, per fortuna non abbiamo avuto la SARS. Dobbiamo prepararci per epidemie che potrebbero essere più aggressive”.

Cosa manca alla sanità spezzina?
"Ci manca l'ospedale e un po' di personale. La pandemia ha messo a nudo alcune criticità. Se funziona male la sanità sul territorio, le conseguenze ricadono sull'ospedale; se funziona male l'ospedale poi il territorio ne risente. Deve esserci non contrapposizione ma connessione.
Non servono stravolgimenti ma miglioramenti.

Usando una immagine che rende l'idea, eravamo a stendere i binari con il treno in arrivo, almeno qui li avevamo i binari, in altri posti invece li avevano fusi per altri fini".


Non corso della Commissione non è mancato il battibecco sulla questione nuovo Felettino.

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