«E' stata maldestramente sprecata una grande occasione. Gli accorpamenti di Comuni da parte mia sono sempre salutati con favore e in questo caso, quindi, sono dispiaciuto per come sono andate le cose. Ma, purtroppo, si è trattato di un disastro annunciato». Spiega Morgillo: «Più volte, durante la discussione relativa all'iter della pratica in commissione, avevo rappresentato le difficoltà che avrebbe incontrato il referendum, qualora alcuni dubbi che ancora persistevano in una buona parte della popolazione, soprattutto a Castelnuovo, non fossero stati del tutto fugati. Invece in una parte del Pd è prevalsa, a mio avviso, l'arroganza del potere, soprattutto quella di alcuni amministratori e tra questi il sindaco di Castelnuovo, Marzio Favini. Questi ultimi sono riusciti a convincere anche il presidente della Regione, Claudio Burlando, che ha così indetto il referendum in un momento non opportuno, a due mesi da un altro appuntamento elettorale, quello con le europee e le amministrative, al quale invece, a mio avviso, si sarebbe potuta unire, la consultazione referendaria». Secondo il consigliere, dunque, lo svolgimento del referendum nel giorno di amministrative ed europee, tra alcuni mesi, avrebbe concesso più tempo per fugare i dubbi dei cittadini e soprattutto, «alle urne si sarebbero recati molti più cittadini, rispetto a domenica scorsa – dice – Non dimentichiamo, infatti, che è stata modificata la legge per abbassare il quorum. Se così non fosse stato, non solo a Castelnuovo avrebbero prevalso largamente il no, come è accaduto, ma in entrambi i Comuni il referendum non sarebbe stato valido, perché non si sarebbe raggiunto il quorum previsto dalla legge, prima della modifica ». Conclude il consigliere: «I sindaci, che non sono stati neutrali nella campagna referendaria, come invece si richiederebbe ai rappresentanti delle istituzioni, mi auguro ne traggano le dovute conclusioni».