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"Si intitoli la rotonda di Bagnara a Mahsa Amini" In evidenza

La mozione di "Per Lerici e i suoi borghi".

Trasmettere all’Ambasciata iraniana un messaggio diretto agli organi di governo della Repubblica islamica dell'Iran affinché le autorità riconoscano i diritti fondamentali della persona, senza distinzione di genere, per garantire il pieno sviluppo della persona, cessando ogni azione repressiva in una prospettiva di pace e reciproca comprensione; intitolare la rotonda di Bagnara, a San Terenzo, a Mahsa Amini e a tutti gli uomini e le donne che hanno dato la loro vita per la difesa della propria libertà di autodeterminazione e per l’affermazione di diritti civili.

Sono queste le due richieste avanzate dalla mozione presentata dal gruppo consiliare "Per Lerici e i suoi borghi’".

Nel testo della mozione si fa riferimento alla vicenda di Mahsa Amini e alle conseguenze che ha comportato in Iran.
“La storia dell’umanità - si legge - è stata caratterizzata da grandi rivoluzioni per il riconoscimento dei diritti fondamentali e spesso hanno avuto in una donna la loro matrice e ispirazione. Oggi si è aggiunta al lungo elenco dei martiri per l’affermazione dei diritti civili la giovane Mahsa Amini, ragazza curdo-iraniana di 22 anni, arrestata il 13 settembre dalla ‘Polizia per la Morale’ iraniana perché indossava l’Hijab in modo non adeguato. A seguito dell’arresto la ragazza è stata trasferita al commissariato locale mentre, secondo la testimonianza dei suoi parenti, veniva insultata e torturata. Amini è stata quindi trasportata in ospedale dove è giunta già morta. La barbara e inumana violenza ha provocato una reazione di massa della popolazione locale che viene tuttora repressa con cecchini che sparano sulla folla provocando altre vittime. La protesta  rappresenta un nuovo fondamentale momento di espressione popolare della volontà di affermazione dei diritti della persona contro realtà autoritarie e repressive. Mahsa Amini rappresenta oggi il simbolo più attuale delle vittime della discriminazione sociale e della negazione dei diritti fondamentali della persona, simbolo che è nostro dovere esaltare e rendere visibile quale strumento di riflessione sul tema della libertà della persona”.

 

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