"Asl 5 si deve preoccupare di mettere in sicurezza tutti i lavoratori diretti e degli appalti fornendo loro i test sierologici", così il capogruppo in Regione di Italia Viva Juri Michelucci.
"La situazione di emergenza comporta per i lavoratori del settore sanitario un rischio specifico: oggi l'unica cosa che non può avvenire è che a rimetterci sia proprio chi lavora. Apprendiamo che gli operatori di Coopservice si devono pagare metà del costo degli esami e i lavoratori delle ditte che appaltano servizi per Asl 5 non hanno ancora ricevuto nessuna forma di controllo nonostante le molte settiamane trascorse dall'inizio dell'emergenza".
"Inoltre, da ciò che ci risulta, solo un esiguo numero di operatori sanitari, direttamente dipendenti di Asl 5, ha ricevuto un tampone o un sierologico. È il datore di lavoro a dover tutelare i propri dipendenti, mettendoli in sicurezza e garantendo loro tutti gli esami necessari per avere contezza delle loro condizioni soprattutto se questi lavoratori prestano un servizio a contatto con i pazienti".
"Se le aziende non si sono totalmente prese carico dei costi per far effettuare ai loro dipendenti tamponi o test sierologici, Asl 5 non se può lavare le mani, liquidando la vicenda in una battuta".
"Richiami queste aziende affinché garantiscano la sicurezza dei lavoratori. E fino a quando non avverrà sia Asl a fornire il servizio ai lavoratori gratuitamente. Poi sarà l'azienda sanitaria a rifarsi sui costi con le imprese titolari degli appalti, Asl dal canto suo si preoccupi dei suoi lavoratori dipendenti".