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Il Cluster portuale del “Sistema Spezia” fa il punto su progetti attuali e futuri In evidenza

di Anna Mori – Incontrati dalla Redazione, tanti i progetti e i temi trattati, tra cui il rapporto tra porto e città.

La Redazione ha incontrato i rappresentati del Cluster portuale spezzino. Insieme compongono il “Sistema Spezia” recentemente rilanciato, che si è dimostrato un approccio vincente per favorire lo sviluppo di un porto dal grande Potenziale. Insieme abbiamo ripercorso i progetti attuali e quelli futuri e, non meno importante, discusso sul rapporto del porto con la città.

Federica Montaresi, Segretario Generale Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale:

L’Autorità di Sistema Portuale, nell’ultimo anno, ha impostato una serie di progettualità che saranno la cornice entro la quale si svilupperà il futuro dei Porti della Spezia e Marina di Carrara. In particolare sul Porto della Spezia sono state portate avanti importanti interlocuzioni sia con la Spezia Container Terminal che con il Terminal del Golfo sui grandi progetti di sviluppo e investimento: per LSCT l’ingrandimento del Terminal Ravano e per il Terminal del Golfo lo sviluppo del nuovo terminal, un’area importante per la parte del porto commerciale.

Dal punto di vista dei traffici, il periodo non è particolarmente ottimo: sulla Spezia nei primi mesi dell’anno ci sono stati un po' più di sofferenza rispetto ad altri contesti nazionali, ma negli ultimi mesi c’è stato un segnale di ripresa, grazie a politiche commerciali che sono state portate avanti dal principale terminalista. Da parte nostra si è lavorato molto sulla progettazione, soprattutto per quanto riguarda le procedure autorizzative che competono e riguardano l’Autorità Portuale, ma anche altri enti quali Regione, Ministero dell’Ambiente e dei Trasporti.

Un’interlocuzione molto importante è stata portata avanti sull’efficientamento energetico e la realizzazione di una nuova rete di alimentazione necessaria sia per le infrastrutture di cold ironing, sia per il fabbisogno energetico del porto e La Spezia Container Terminal. La realizzazione della nuova rete elettrica del porto è stata inserita nei progetti “Green Port” che l’Autorità Portuale aveva presentato sul bando del Ministero dell’Ambiente e che ha un impatto di circa 34 milioni di euro per un fabbisogno di potenza di circa 110 MW per soddisfare tutte le esigenze del porto.

Nel mese di dicembre il progetto definitivo da parte di TERNA, che ha la competenza su tutta la rete nazionale, perché il problema da superare è quello di andare a collegare la rete che realizzeremo, con l’alta tensione della rete nazionale e creare una stazione e poi delle sottostazioni con le diramazioni che alimenteranno sia i terminal, che le banchine con il cold-ironing.

Altri progetti avviati nei tempi previsti dal PNRR sono l’elettrificazione delle banchine, sia per la parte turistica che commerciale del Porto. Abbiamo il molo Garibaldi già predisposto per l’elettrificazione, siamo andati ad affidare con procedimento la parte dei lavori per la stazione sulla Malaspina e per quella di cold-ironoing del molto commerciale.

Il molo crociere è un altro tema di sviluppo importante, anch’esso elettrificato, nell’ottica di un efficientamento energetico. Sul molo crociere è stato firmato il contratto con l’ATI aggiudicataria nel rispetto delle tempistiche PNRR.

I dragaggi, altro argomento importante. Abbiamo approvato il progetto di spostamento degli impianti di mitilicoltura, ovvero la fase propedeutica per poter avviare anche le operazioni di dragaggio, che interesseranno sia LSCT che il Terminal del Golfo e che sono necessarie per gli sviluppi dei nuovi ampliamenti dei terminal. Procederemo con il livellamento del canale di accesso al porto per risolvere le criticità per l’ingresso delle grandi navi porta container.

Verranno potenziati i binari della Spezia Marittima in porto, riprendendo i lavori momentaneamente sospesi a seguito dell’introduzione di una nuova normativa in tema sicurezza. Abbiamo investito molto sull’efficienza ferroviaria, potenziando maggiormente il retroporto di Santo Stefano, dove abbiamo affidato il servizio di navettamento stradale notturno per il trasporto di container dal porto al retroporto, per poter utilizzare più efficacemente la piattaforma intermodale, ovvero i binari che ricadono all’interno dell’area.

Altra attività è quella sul settore dell’Autotrasporto dove stiamo lavorando sulla digitalizzazione di supporto con un sistema che è già in fase sperimentale: abbiamo visto che è possibile ricevere su una piattaforma informazioni di preavviso relative agli arrivi e condividere questi dati con gli operatori portuali.

Stiamo lavorando al bando del Ministero dei Trasporti per la digitalizzazione della catena logistica che dà la possibilità di poter attingere ad un finanziamento di 1 milione di euro a valere sul PNRR. In questo settore abbiamo un’ottima base di partenza, dovuta anche a investimenti importanti fatti nel passato, non solo dall’Autorità Portuale, ma anche dagli operatori, che hanno visto la potenzialità del Porto creando una piattaforma di interscambio dati e su questo poi l’Autorità Portuale ha fatto ulteriori investimenti.

A Marina di Carrara stiamo lavorando sul nuovo waterfront, sul rendere ancora più efficiente la parte ferroviaria per un porto che sta crescendo e poi c’è il tema del Piano Regolatore portuale che abbiamo adottato ad agosto 2023 e che sta ora seguendo l’iter con la previsione di poter arrivare a primavera all’autorizzazione.

Tutto quello che andiamo a realizzare è importante per lo sviluppo del porto, ma anche per la città, i due sviluppi sono concatenati. Esistono una serie di attività che riguardano il lato città e che sono collegate con i progetti di ampliamento portuale. Cito ad esempio la fascia di rispetto a Fossamastra per il Terminal del Golfo o la realizzazione del nuovo waterfront su Calata Paita, che oggi è utilizzata da LSCT. Le opportunità che potranno esserci nello sviluppo della parte commerciale, parleranno sempre di più con quello che andremo a realizzare nel restituire delle aree e nel creare quell’integrazione tra porto e città di cui abbiamo tanto parlato e che forse, oggi, siamo vicini a vedere realizzata.

Infine, abbiamo commissionato uno studio a PTS, società di professionisti sull’analisi di impatto economico occupazionale. Sul porto della Spezia, l’impatto totale sulla produzione è di 4 miliardi e 729 milioni. Per la parte occupazionale sono 27.460 le posizioni lavorative. Aggiungiamo Marina di Carrara, dove l’impatto economico è 1 miliardo e 609 milioni e quello occupazionale è 11.309. In totale, a livello di sistema portuale, l’impatto economico è di 7 miliardi circa.

Cristiano Pieragnolo, Chief Commercial Officer Contship Italia:

A mio modo di vedere la soluzione vincente è la sfida di trovare l’equilibrio tra il Porto e la città stessa. Da quando abbiamo cercato di cambiare registro, soprattutto sotto l’aspetto commerciale, abbiamo sicuramente preso atto del fatto che serve il supporto di tutti gli attori coinvolti. Stiamo proponendo il “Sistema Spezia” perché crediamo fortemente sul fatto che il terminal da solo non sia in grado di affrontare quelle che saranno le sfide del futuro. Per noi è fondamentale il supporto degli operatori locali, ma sicuramente anche della città. Poi chiaramente è un equilibrio, perché il porto può portare alla città ritorni in termini di occupazione e di aree che vengono riqualificate e restituite.

Per quanto riguarda la parte di terminal e di sviluppo commerciale, stiamo cercando di sfruttare al massimo questo nuovo approccio che stiamo portando avanti soprattutto negli ultimi mesi. Come attori principali, abbiamo ormai l’impegno e l’interesse a far sì che questo progetto si possa sviluppare come tutti ci aspettiamo. Devo dire che oggettivamente dopo questi primi mesi comincia qualche segnale positivo da parte del mercato, che dimostra interesse e vuole capire quali sviluppi futuri La Spezia potrà offrire.

Negli anni passati avevamo perso un po’ questa posizione di vantaggio rispetto a qualche altro terminal e l’idea è quella di iniziare a incuriosire il mercato. Abbiamo già ricevuto timidi segnali di reazione, chiaramente questa attività è solo all’inizio, ma sicuramente andrà avanti e continuerà durante tutti i prossimi anni. Questo ci fa ben sperare di aver per lo meno iniziato a impostare le discussioni nella maniera corretta.

Progetti futuri: sicuramente l’ampiamento della banchina ci permetterà di ragionare integrando La Spezia in un network mediterraneo con altri terminal che già gestiamo o che andremo a gestire, ad esempio Tangeri. L’idea è quella di integrare La Spezia non solo come porto Gateway, ma anche come affiancamento a servizi portando a considerare il nostro porto non più solo come punto di transito, ma anche di destinazione.

Bruno Pisano, Presidente Associazione Spedizionieri Doganali:

Perché il porto della Spezia ha un asset importante per questa città?

Va fatto un passo indietro per dare questa spiegazione. Abbiamo avuto grandi maestri all’interno di questo Porto che ci hanno stimolato e insegnato a guardare sempre avanti trovando soluzioni alternative, in un mondo che cambia alla velocità della luce. Guardare avanti e guardare oltre, cercando di prevedere quali saranno le logistiche del mondo della merce in un mercato che ha sempre più connessioni, in cui La Spezia, da porto mediterraneo, è diventato un punto focale nelle logiche globali locali.

Negli anni ha acquisito un ruolo di eccellenza, introducendo in tutti i segmenti procedure innovative, in ambito doganale, marittimo, terministico. Siamo un’eccellenza anche dal punto di vista ferroviario e le prime digitalizzazioni nascono alla Spezia. C’è sempre stata questa voglia di fare sistema fra pubblico, privato e tutto il cluster portuale. Forse si era un po’ persa questa filosofia negli ultimi tempi, ma in diverse occasioni si è ribadito come questo “Sistema-Spezia” possa essere forte e innovativo.

I rilanci che vengono fatti in questo momento, riguardano il retroporto di Santo Stefano Magra dove, dopo aver creato un centro di controllo unico per le merci, diventato un’eccellenza a livello nazionale, è stata lanciata la gara che permetterà di sviluppare ulteriormente tutto il sistema ferroviario anche nella zona del retroporto. Aggiungiamo anche gli investimenti privati che si stanno mettendo in atto per ampliare le capacità logistiche, che dopo la pandemia sono totalmente cambiate.

Alla Spezia abbiamo saputo prevedere questo cambio di direzione, e abbiamo per primi investito sull’ampiamento dei magazzini, proprio per dare risposte alle esigenze della merce. Abbiamo un retroporto dove il carico viene introdotto immediatamente a pochi chilometri dal porto, senza che debba per forza arrivare nella Pianura Padana, come un tempo. Questo è un ulteriore rilancio che vogliamo fare, nell’ottica di offrire qualcosa di più alla merce.

Per alimentare tutto questo sistema nel corso degli anni e mantenerlo nei livelli di eccellenza raggiunti, le scuole di formazione garantiscono un ricambio generazionale per tutti i lavoratori del porto, un sistema completo a 360°.

Salvatore Avena, Presidente Sezione Logistica Confindustria e Amministratore Delegato La Spezia For Services:

Credo che questo tema sia di natura culturale per la città e il porto, perché per capire come mai il porto non abbia mai avuto una funzione integrata con la città bisogna capirne la storia. La nostra città è nata con una serie di servitù, una città che dà servizi in termini di aree a tutte le strutture strategiche italiane: Aeronautica, Marina Militare, Centri di ricerca. Tutto ciò che è novità, è sempre stato visto con un po’ di diffidenza, così è stato per il porto.

Quando il porto si è sviluppato negli anni ’80, di per sé è andato avanti per la sua strada, ha trovato situazioni di criticità nel rapporto con il territorio, che ha fatto poco per integrarsi con quello che stava nascendo. Il porto negli anni successivi si è un po’ chiuso in sé stesso.  Il problema è di natura culturale, le leve sono in mano alla politica e al territorio. Prima di tutto dobbiamo far capire che cosa fa un porto, una realtà piuttosto complessa e immensamente innovativa. C’è bisogno che la città consideri il porto come ad un qualcosa di suo.

Ad esempio, il Polo universitario alla Spezia ha guardato con intelligenza a quelli che erano i settori di sviluppo, quindi la nautica, la meccanica, l’informatica. Mi chiedo quindi come mai alla Spezia non sia mai stato attivato un corso in economia dei trasporti. Qui è il problema culturale. È necessario rompere questo meccanismo. Il Porto rappresenta un’opportunità di conoscenza della nostra città nel mondo.

Altra questione: c’è tutt’ora una trattativa su quello che è il futuro dell’area Enel, un’area immensa. Nessuno ha mai pensato di trovare aree dentro l’Enel non già destinante a progetti di energia rinnovabile, in cui fare strumenti utili alla digitalizzazione, alla logistica portuale e avanzata, a tutto quello che è il porto 5.0. Ecco mi chiedo perché la città su questo non si interroghi, valutando come si possa fare sistema complessivamente e rilanciare anche l’area portuale.

Giorgia Bucchioni, Presidente degli Agenti Marittimi della Spezia:

Perché un porto è importante per una città e qual è l’importanza di un Porto per la città?

Una città che ha un Porto è una città che si affaccia sul mondo, lo è perché ha la possibilità di essere una città al centro di quelli che sono i processi economici e industriali, e lo è perché in un Porto avvengono scambi di merci e persone, tutto ciò che possiamo immaginare come un’economia pulsante fatta di molti aspetti.

Ricordo nel 2005 l’inizio dell’avventura delle crociere alla Spezia, che oggi rappresenta un anello fondamentale di un percorso turistico che si sta sviluppando sempre di più.

Soprattutto ci tengo a rimarcare il concetto di un “Sistema Spezia” che si è sviluppato principalmente grazie ad un modello di terminal negli anni 70, che era un esempio diverso dalle altre città e dagli altri sistemi portuali, che ha saputo portare avanti un modello di eccellenza e un laboratorio di innovazione.

Intorno al terminal e con un’Autorità Portale che ha sempre avuto un dialogo serrato con le categorie portuali e i terminalisti che operano sul nostro territorio, abbiamo potuto portare avanti tutto questo. I progetti che ha in cantiere l’Autorità Portuale e quello che il privato ha sviluppato negli ultimi anni, principalmente nel retroporto di Santo Stefano, ma anche delle banchine portuali, è un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato. Un modello che ha consentito alla Spezia di avere un Porto di eccellenza, che dopo un momento di difficoltà, ha riserrato i ranghi proponendosi come modello innovativo.

Il Porto è assolutamente in grado di accogliere anche tutti i cambiamenti che ci vengono chiesti. Il Porto e le categorie portuali danno opportunità di lavoro, anche per le nuove generazioni che si formano grazie alle scuole e i corsi di formazione. Il Porto è di per sé qualcosa di ben tangibile, che un giovane oggi può approcciare con una facilità maggiore, in quanto si tratta di un settore moderno e al passo con i tempi.

Mario Gerini, Presidente Confindustria La Spezia:

La posizione del Porto rispetto alla città: io la vedo in termini più positivi, colgo perfettamente l’appello a che siano fatti dei corsi di formazione agli studenti che vogliano conseguire una laurea nel settore della logistica. Questo forse dipende da noi, non possiamo aspettare che sia la città a chiederlo, Promostudi ha come soci fondatori Confindustria, l’Autorità di Sistema Portuale, il Comune della Spezia, e un suo organismo. Si tratta di fare arrivare questa esigenza tutti insieme.

Sull’area Enel c’è ancora poca chiarezza, su tutto il resto è chiaro che si dovrà lavorare. Oggi non vedo questo disturbo del Porto nei confronti della città. Penso che il Porto crei ricchezza e che vada distinto nelle sue divisioni: nautica da diporto, il Porto, le crociere. Tutto questo come si sposa con la città? Chiaramente ci sono dei disagi. Il transito dei mezzi commerciali ad esempio avviene attraverso la galleria subalvea, con raccordo La Spezia – Santo Stefano, e anche con l’implementazione dei servizi ferroviari che oggi sono al 34%. Ci sono iniziative portate avanti da ADSP con un servizio di navetta, azioni che cercano di ridurre il disagio al minimo possibile.

Tutto questo cosa sta portando alla città? L’Autorità di Sistema Portuale ha fatto e sta facendo nel corso degli anni diverse opere come largo Fiorillo e il Terminal Crociere. Pensiamo ai raccordi autostradali per arrivare alle Pianazze, agli interventi di sistemazione delle banchine a Cadimare, tutte opere realizzate grazie all’Autorità Portuale, grazie anche ai successi che ha il Porto della Spezia. Chi le avrebbe realizzate altrimenti?

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