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L'ictus cerebrale è la terza causa di morte in Italia In evidenza

Alla Spezia un importante convegno sulla cura e la prevenzione, con alcuni dei principali neurologi italiani.

“Conoscere, educare, prevenire... l’ictus: la parola ai protagonisti”. L’ictus, dunque, a 360 gradi è stato al centro del convegno, tenutosi alla Spezia domenica 25 marzo, nella splendida cornice di Porto Lotti, perfettamente organizzato da ALICe La Spezia, che ha visto tra i relatori alcuni dei principali neurologi italiani e che ha riscosso un grande successo in termini di partecipazione del pubblico.

Dopo l’iniziale saluto da parte delle Autorità locali, il Dottor Giandomenico Medusei (Assessore alla Sanità) e la Dottoressa Giulia Giorgi (Assessore alle Politiche Giovanili) ha preso il via la parte scientifica della giornata con l’illustrazione della situazione (epidemiologia, numero Centri Ictus, stato della riabilitazione) nella Regione Liguria.
L’ictus cerebrale è una patologia grave e disabilitante che, nel nostro Paese, rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie. In Italia, le persone che hanno avuto un ictus e sono sopravvissute, con esiti più o meno invalidanti, sono oggi circa 940.000, ma il fenomeno è in crescita sia perché si registra un invecchiamento progressivo della popolazione, sia perché tra i giovani è in aumento l’abuso di alcool e droghe.

Qui di seguito alcuni dei principali temi affrontati.


Le differenze di genere
Il 43% degli ictus colpisce le donne, ma ben il 61% delle morti per ictus è appannaggio del genere femminile. Nelle donne, inoltre, questa patologia uccide il doppio del tumore mammario e si calcola che 1 donna su 5 avrà un ictus nell'arco della sua vita (per gli uomini 1 su 6): considerando che le donne vivono più a lungo degli uomini aumenta la probabilità di avere un ictus. Notizie non positive anche sul fronte dei fattori di rischio: il fumo e il diabete sono più pericolosi per le donne che per gli uomini. Il danno prodotto da una sigaretta in una donna equivale a quello prodotto da 5 sigarette nell'uomo, mentre il diabete moltiplica il rischio di malattie vascolari da 3 a 5 volte nella donna.

Ictus giovanile e pediatrico
L’ictus cerebrale è un problema emergente anche in età pediatrica (sotto i 15 anni): l’incidenza annua è fino a 13 casi su 100.000 bambini ed è paragonabile a quella dei tumori cerebrali infantili. Adulti e bambini possono mostrare gli stessi sintomi (debolezza, difficoltà motoria laterale, cecità, mal di testa, difficoltà ad articolare parole) ma, mentre nell’adulto questi sintomi sono abbastanza individuabili, in un bambino, e ancora di più in un neonato, questi segnali sono spesso più sfumati o aspecifici e quindi più difficili da cogliere.
Per quanto riguarda il recupero, dipende ovviamente sia dalla gravità dell’attacco sia dalla tempestività dell’intervento: una percentuale di bambini supera la crisi senza problemi, ma la maggior parte accusa danni neurologici che possono portare all’emiparesi, una diminuzione della motilità volontaria di una parte del corpo, un ritardo cognitivo, deficit visivi, epilessia.

Il ruolo del Medico di Medicina Generale
Grande rilevanza ha il ruolo del Medico di Medicina Generale, se non nella fase acuta della patologia, sia nella prevenzione primaria (a livello educazionale, per quanto riguarda il controllo dei fattori di rischio, le modifiche dello stile di vita e il trattamento farmacologico) sia soprattutto in quella secondaria, cioè nella fase post-acuta e ancor di più in quella dell’assistenza al domicilio. Il Medico di Medicina Generale ha un ruolo fondamentale nel sostenere non solo la diffusione di stili di vita sani, ma soprattutto nell’individuare i più importanti fattori di rischio nelle fasce di età più esposte, attraverso regolari controlli della pressione arteriosa, anche per l’individuazione della fibrillazione atriale, e dei valori di glicemia e colesterolo.

L’alternanza scuola lavoro
Grande risalto alle attività di educazione sanitaria veicolate in due Istituti professionali della Spezia: l’Alberghiero “Casini” e le sezioni di grafica e comunicazione del “Fossati da Passano”, impegnati nel Progetto “I giovani educano i giovani” sostenuto da ALICe La Spezia e dalla SIMG giovani. L’educazione alla salute e la propensione alla prevenzione sono strumenti formidabili per raggiungere l’obiettivo di aumentare nella popolazione il numero di anni liberi da malattie croniche, quali le patologie cardio-cerebrovascolari e dismetaboliche, in gran parte determinate da un errato stile di vita che le comunità dei paesi industrializzati hanno adottato. Ogni anno le classi coinvolte seguono un percorso didattico, concordato con gli insegnanti dei due Istituti, su tematiche attinenti allo stile di vita, sulla base di dati rilevati con specifici questionari somministrati agli studenti. I formatori degli studenti sono medici che seguono il Corso Regionale triennale per Medici di Medicina Generale con i loro tutor, alla fine della formazione gli studenti sono chiamati a produrre, così come previsto nelle attività di alternanza scuola lavoro, a seconda dei diversi indirizzi professionali, degli elaborati incentrati su quanto appreso negli incontri di formazione che, per i ragazzi del Fossati, si traducono in manifesti e video e, per i ragazzi dell’Alberghiero Casini, in ricette della salute. In particolare il manifesto utilizzato per il convegno, in origine era stato prodotto per evidenziare la sinergia dei due istituti nei confronti dell’educazione alla salute ed alla prevenzione ed è stato presentato dall’autrice Sara Del Bene.


Da segnalare la presenza in sala della neo senatrice Stefania Pucciarelli che ha portato, ancora in qualità di consigliera regionale, i saluti dell’assessore regionale alla Sanità Sonia Viale sottolineando l’attenzione della Giunta Regionale alle tematiche dell’assistenza domiciliare verso i pazienti bisognosi di cure, riabilitazione ed assistenza domiciliare.
Sono seguite altre interessanti relazioni fino alla conclusione dei lavori in tarda mattinata.

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