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Capo Horn, ecco perchè è una leggenda In evidenza

Silvano Benedetti ci racconta il mito del promontorio vicino all'Antartide e ci spiega perchè quella della Vespucci è stata un'impresa.

Il mito di CAPO HORN risale ai tempi della marineria VELICA dei secoli passati perché collegava l’Europa all’Asia e, ancora oggi, nella vela, doppiare Capo Horn di BOLINA da Est verso Ovest equivale alla scalata dell’Everest per l’alpinismo.

La difficoltà è legata alla particolare conformazione della zona: il fondale dello Stretto di Drake risale repentinamente da 4.000 a 100 m e agisce come una specie di IMBUTO per i forti venti circumpolari, che arrivano ad oltre 220 km/h, e le correnti dei due oceani che vi scontrano.
Questo causa spesso la formazione di ONDE ANOMALE alte oltre 20 metri che, in presenza delle frequenti FOSCHIE E NEBBIE, possono diventare ancora oggi pericolosissime e spiegano perché Capo Horn sia considerato il “cimitero dei marinai” o il “Capo delle tempeste”.
I forti VENTI sono provocati dalle grandi masse d’aria che dall’Oceano Pacifico spirano verso Est, sono ostacolate dalla catena montuosa delle Ande e vengono deviate verso Sud lungo la costa del Cile.

CAPO HORN è un promontorio brullo e scuro, posizionato a 56° di latitudine Sud, a meno di 800 km dall’Antartide.
Si staglia a picco sulle acque GELIDE che delimitano a Nord il Passaggio di Drake, quel braccio di mare tra l’Antartide e la Terra del Fuoco largo 440 miglia, dove talvolta transitano anche degli ICEBERG alla deriva, dato che la temperatura dell’acqua è costantemente intorno ai 2°C e quella dell’aria tra -5° e +12°C.

CAPO HORN venne doppiato per la prima volta da due europei nel 1616, gli olandesi Willeim Schouten e Jacob Le Maire che cercavano un NUOVO PASSAGGIO verso l’Asia per la Compagnia delle Indie Orientali, per evitare il PERIPLO dell’Africa.
Rappresenta l’unica alternativa sia allo Stretto di Magellano sia al Canale di Beagle che uniscono i due oceani attraverso passaggi appena più settentrionali, STRETTI E RISCHIOSI a causa dei forti venti e della frequente scarsa visibilità.
La leggenda si consolidò nel XIX secolo con la CORSA ALL’ORO in California, frequentato dai CLIPPER che navigavano continuamente tra New York e San Francisco, ed ha avuto una valenza commerciale di primordine fino all’inaugurazione del CANALE DI PANAMA, nel 1920.
I capitani delle navi che superavano Capo Horn di BOLINA da Est verso Ovest guadagnavano il titolo di CAP HORNIERS e i marinai quello di MALLYHAWK e dava diritto ad indossare un ORECCHINO ad anello al lobo destro.
Altri orecchini spettavano, fino ad un massimo di 4, per il passaggio di Capo di BUONA SPERANZA, Capo FINISTERRE, Capo LEUWEEN.

Sono stimate in oltre 800 le navi che non sono riuscite a superare CAPO HORN e sono affondate con il loro carico e il loro equipaggio, DECINE DI MIGLIAIA di vite umane perite in queste acque.

Questo spiega perché il PASSAGGIO di Capo Horn fatto pochi giorni fa da nave VESPUCCI, di NOTTE a VELA da OVEST AD EST con MARE 5, è stato sottolineato come un’ennesima dimostrazione di ALTA MARINERIA da parte dell’equipaggio della nave scuola.
Buon vento


(Testo di Silvano Benedetti - Foto Marina Militare)

 

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