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Giorno della Memoria, “Medaglia d’Onore alla Memoria” a quattro spezzini, ecco le loro storie In evidenza

Le “Medaglie d’Onore” vengono conferite a cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti durante il periodo che va dall’8 settembre 1943 fino alla Liberazione nel 1945.

Con Legge n. 296 del 27 dicembre 2006, è stata disposta la concessione di una “Medaglia d’Onore” ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti durante il periodo che va dall’8 settembre 1943 fino alla Liberazione nel 1945 e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.

Con la firma dell’Armistizio l’8 settembre 1943, ai militari che non aderirono alla Repubblica Sociale Italiana e rifiutavano di collaborare con le autorità tedesche, non fu riconosciuto lo status di prigionieri di guerra, ma quello di internati militari italiani, sottratti in questo modo al trattamento previsto dalla “Convenzione di Ginevra”.

Furono raccolti in campi di concentramento e destinati al lavoro coatto, in agricoltura e soprattutto nell’industria di armamenti e sottoposti a condizioni di vita estremamente gravose.

La stessa sorte fu riservata ai cittadini italiani che non si presentarono alla chiamata alla leva nella Repubblica Sociale Italiana ed al reclutamento come lavoratori volontari.

Catturati nel corso di rastrellamenti, furono avviati al lavoro coatto in Italia e Germania, ovunque fosse ritenuto necessario dalle autorità tedesche.

La “Medaglia d’Onore” è coniata dalla Zecca dello Stato per conto della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è in bronzo e reca: sul recto al centro lo stemma della Repubblica Italiana, intorno la scritta “Medaglia d’Onore ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti 1943-1945”, racchiusa in una cornice.

Sul rovescio, un cerchio di filo spinato, spezzato nella parte superiore, racchiude il nominativo dell’insignito.

La consegna delle “Medaglie d’Onore” avviene il 27 gennaio “Giorno della Memoria”, istituito per ricordare la Shoah, sterminio del popolo Ebraico, le Leggi Raziali, la persecuzione italiana dei cittadini Ebrei, i cittadini italiani che hanno subito la deportazione la prigionia e la morte, nonché coloro che hanno, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Le “Medaglie d’Onore” alla memoria sono state consegnate ieri, nel corso della seduta straordinaria del Consiglio comunale, ai familiari di quattro spezzini che sono stati insigniti dal Prefetto S.E. Maria Luisa Inversini.

Ivo Bertoncini: nato a Castelnuovo di Garfagnana, provincia di Lucca, il 15 luglio 1912. Arruolatosi nella Regia Marina come volontario il 24 marzo 1930, ha partecipato alla Guerra di Spagna e alla Campagna di Albania. Durante la Seconda Guerra Mondiale ha partecipato alla Battaglia Navale di Punta Stilo. Il 13 settembre 1943 è stato catturato dall’esercito tedesco e internato in Germania come prigioniero di guerra nei lager di Furstenberg, Kaden, Berlin e Weisdorf. Il 23 aprile 1945 è stato liberato dalle forze sovietiche e rimpatriato. Ha continuato il suo onorevole servizio per lo Stato, trascorrendo alcuni anni imbarcato sugli incrociatori Garibaldi e Montecuccoli. Per le condizioni di salute, già pregiudicate per le condizioni della prigionia, si sono aggravate provocandone il decesso nel 1959. E’ stato insignito di tre “Croci di Guerra”, le medaglie commemorative per la Battaglia di Spagna, per la Campagna d’Albania e per la Seconda Guerra Mondiale, la Medaglia d’Oro di lunga navigazione, la Croce di Cavaliere della Repubblica Italiana. Ha ritirato l’Onorificenza la figlia Oriana Bertoncini.

Annibale Carro: nato alla Spezia il 1 gennaio 1915. Assecondando la sua passione per il mare e la meccanica, si è arruolato nella Marina Militare Italiana come macchinista. Per il servizio svolto, ha ricevuto nel 1942 una “Croce di Guerra al Valore Militare” e ne ha ottenuta un’altra nel 1943 con il grado di Secondo Capo. Dopo l’8 settembre 1943, ha rifiutato di collaborare con i tedeschi, ed è stato deportato in Germania, a Limburg, dove è stato internato nello Stalag 12/A. da qui è riuscito a fuggire prima dell’arrivo degli alleati, e a rientrare in Italia. Ha ritirato l’onorificenza il nipote Gianni Carro.

Guido Orefice: nato alla Spezia il 6 marzo 1916. E’ stato fatto prigioniero dalle forze armate tedesche a Porto Ferraio mentre prestava servizio imbarcato sulla nave Caralis e deportato a Düsseldorf. Fu internato e obbligato a svolgere il lavoro coatto per circa due anni nella locale industria del ferro. Durante la prigionia si ammalò gravemente senza ricevere nessuna cura. E’ stato liberato dalle Forze Armate Americane il 14 settembre 1945. Ha ritirato l’onorificenza la figlia Anna Maria Orefice.

Persio Oreste Donelli: nato a Follo il 10 settembre 1892. E’ stato rastrellato come civile dai nazifascisti, mentre camminava per strada nel quartiere di Migliarina il 21 novembre 1941. Rinchiuso in carcere al 2 Giugno, poi a Marassi, successivamente trasferito a Bolzano, infine internato nel capo di concentramento di Mauthausen, da cui non ha più fatto ritorno. E’ riuscito, tuttavia, a far conoscere la sua tragica sorte alla moglie e alle due giovani figlie, mediante alcuni fogli scritti di suo pugno, gettati in strada dal Carcere di Marassi, fortunatamente raccolti da un passante e recapitati alla famiglia. Su quei fogli Persio Oreste Donelli ha scritto le sue ultime volontà in previsione di una morte prematura, un vero e proprio testamento in cui raccontando le sofferenze patite, non ha esitato ad esprimere il suo amore per la “martoriata Patria”, dedicando alla moglie e alle figlie parole di incoraggiamento e conforto, chiedendo di ricordarlo sempre come marito e padre amorevole, uomo onesto, di grandi valori patriottici, pronto a comprare il cibo anche per coloro che non potevano pagare. Ha ritirato l’onorificenza la nipote Roberta Toracca.

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