E' questo quello che dirà l'assessore alla salute, Claudio Montaldo questo pomeriggio ai direttori generali delle ASL e ospedalieri nel corso dell'incontro previsto in Regione per discutere i dati della mobilità sanitaria e affrontare il problema delle fughe.
Se infatti dai dati in possesso dell'assessorato le fughe sanitarie in Liguria dal 2011 al 2012 sono diminuite di quasi un milione di euro, si è ridotta pero' anche la capacità di attrazione delle strutture liguri, per oltre 6 milioni di euro, a favore di Regioni limitrofe come Lombardia, Toscana e Piemonte. In sostanza le fughe sono ancora alte nel 2012 con 38.231 liguri che sono andati a curarsi fuori regione e un saldo negativo di 62 milioni, rispetto 39.954 liguri che sono emigrati nel 2011 corrispondenti ad un saldo negativo di oltre 57 milioni. Sono soprattutto le specialità ortopediche a indurre i liguri a emigrare, rappresentando il 30% del costo totale delle fughe sanitarie e, a seguire, la cardiologia e la cardio-chirurgia. E per quest'ultima specialità nel 2012 si è registrato un aumento dei costi di 2,4 milioni di euro. Anche per l'attività specialistica e ambulatoriale si è registrato un aumento dei costi di 1 milione di euro per la mobilità sanitaria. Secondo l'assessore alla salute Montaldo alle origini del fenomeno ci sono due questioni: "una di tipo commerciale che riguarda l'ortopedia e l'urologia e un'altra rappresentata dalla caduta delle attività, come quella di cardiochirurgia dell'ospedale San Martino, solo in parte compensata dalla struttura di Villa Azzurra di Rapallo che ha determinato il forte incremento delle strutture fuori regione che non è piu' tollerabile". Per questo Montaldo oggi ai direttori generali chiederà una serie di azioni forti che producano, già nel 2013, un'inversione di tendenza. Tra le iniziative – ha enunciato Montaldo "la definizione di contratti unici regionali con il privato che, anche se fatti da una singola ASL, avranno valore per tutti i cittadini liguri, e dovranno così essere funzionali al recupero delle fughe; l'organizzazione, da parte delle aziende sanitarie, del governo diretto dei pazienti fuori regione per avere una conoscenza immediata dello stato della mobilità sanitaria". Montaldo ha definito "inaccettabile la mobilità solo commerciale, perché un conto è parlare di cardiochirurgia o trapianti, un altro di protesi o artroscopia per le quali serve che le ASL si organizzino, governando i tempi di attesa e che mettano dei filtri".