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Ndow: "Spezia, che onore far parte di questo club, al Picco darò tutto" In evidenza

di Luca Vaccaro - Dal centro sportivo di Follo arrivano le prime parole di Abdoulie Ndow, uno dei nuovi volti dello Spezia di Marco Turati.

Dal centro sportivo di Follo arrivano le prime parole di Abdoulie Ndow, uno dei nuovi volti dello Spezia di Marco Turati. Il centrocampista gambiano è arrivato in estate e ha svolto fin dall'inizio la preparazione con il gruppo, prima nel ritiro di Pontremoli e poi a Follo.

«Sono molto felice di essere qui, perché sono arrivato in un club prestigioso e organizzato. Farò il massimo per dare il mio contributo alla causa». Ndow racconta poi di conoscere già lo Spezia e di essere rimasto colpito dall'ambiente ben prima di immaginare di poterlo vivere da protagonista: «Ricordo molto bene quando venne a Frosinone due anni fa: rimasi molto impressionato. Non parlo solo della squadra, ma anche dei tifosi, molto passionali e attaccati alla squadra. Non avrei mai pensato di poter venire qui a giocare, quindi quando è arrivata la chiamata non ho dovuto pensarci nemmeno per un secondo. Per me è un grande onore indossare questa maglia e giocare al Picco».

Alle spalle di Ndow c'è un percorso iniziato molto lontano dall'Italia. «Sono arrivato dal Gambia da giovanissimo e l'inizio non è stato sicuramente facile, non solo per la lingua, ma anche perché per un ragazzo giovane lasciare la propria famiglia lontana non è mai semplice. Allo stesso tempo, però, è stato molto bello, perché ho iniziato a vedere tantissime cose a cui non ero abituato».

Un passaggio fondamentale della sua crescita è stato il rapporto con Sergio Borgo, che Ndow definisce senza esitazioni il suo «papà sportivo»: «Devo ringraziare molto la mia agente Miriam Peruzzi, che mi è sempre stata vicina, e il mio papà sportivo Sergio Borgo, che mi ha sempre parlato di questa piazza. Sono davvero orgoglioso di poter indossare la maglia che lui stesso ha indossato. Mi ha detto che conosce bene la città e i tifosi e che è sicuro che vogliano un calciatore come me, che non molla mai e cerca sempre di dare il 100%. Cercherò di fare del mio meglio anche per lui, che è un mio idolo».

Il centrocampista ricorda anche il primo impatto con il calcio italiano: «Ricordo il mio primo allenamento in Serie D: pioveva e faceva freddo, una condizione climatica che non avevo mai provato. Chiesi a un ragazzo africano che era lì con me come mai mi facessero male i piedi e lui mi spiegò che era normale, che era solo a causa del freddo e che durante l'allenamento quella sensazione sarebbe passata».

A Frosinone Ndow ha vissuto anche la soddisfazione della vittoria del campionato Primavera 2 e della Supercoppa: «All'inizio non trovavo spazio, ma anche in quell'occasione Sergio Borgo mi disse di avere pazienza e che, quando sarebbe arrivato il mio momento, avrei dovuto sfruttarlo per dimostrare il mio valore. E così è stato. È stata una bellissima esperienza, alla fine vincemmo anche la Supercoppa oltre al campionato e non posso che avere grandi ricordi di quella stagione».

Il salto tra i professionisti ha rappresentato un'altra tappa importante: «Ho fatto i conti con un calcio diverso e allenarmi con calciatori forti come quelli del Frosinone mi ha formato molto e mi ha aiutato a crescere». Poi l'incontro con Guido Angelozzi, direttore sportivo dello Spezia: «Fin dal primo momento ho capito quanto fosse bravo: con lui non serve avere dialogo, basta uno sguardo per capirlo».

Ndow si presenta anche attraverso le proprie caratteristiche: «Sono generoso, mi piace vincere sempre e cerco di aiutare la squadra a farlo. In campo cerco di mettere la mia corsa al servizio dei compagni e di recuperare tanti palloni, aspetto che credo sia il mio punto forte. Penso invece di dover migliorare relativamente alla tattica. Anche se in tre anni sono cresciuto tanto da quel punto di vista, so di dover ancora apprendere tanto e ogni giorno cerco di seguire i consigli di mister Turati».

Nel nuovo spogliatoio c'è già un compagno con cui ha stretto un rapporto particolare: Joselito. «È una bravissima persona e mi sono trovato molto bene con lui fin da subito, ma in generale è davvero un ottimo gruppo».

Adesso manca soltanto il momento più atteso: l'esordio davanti al pubblico spezzino. «Non vedo l'ora di indossare la maglia dello Spezia perché i colori mi piacciono tantissimo e sono davvero impaziente di poter giocare al Picco e conoscere i tifosi dello Spezia, che sono caldissimi». Parole che raccontano già la voglia di Ndow di entrare nel cuore della sua nuova piazza: corsa, sacrificio e 100% in campo, proprio come gli ha chiesto il suo «papà sportivo» Borgo.

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