Dopo più di un mese dalla retrocessione, arriva il primo punto di svolta del nuovo Spezia, la conferenza stampa di Guido Angelozzi pone il primo mattoncino su cui poggerà la prossima stagione delle aquile. Il neo direttore rende chiaro come ci sia bisogno di un progetto sostenibile ma che guarda al futuro, tramite una squadra propositiva e un allenatore con idee. Fin da subito è tangibile l’emozione per il legame tra Angelozzi e la città di La Spezia.
Sulle considerazioni personali: “Intanto partirei dal 7 luglio 2014, mi sto emozionando, quando sono entrato poco fa sono stato male. La Spezia la reputo casa mia, tornare 3 volte in un posto non è facile, penso che rimarrò nella storia del club. Ringrazio Tom e il presidente perché mi hanno fatto una corte spietata, avevamo trovato l’accordo ma non sapevo se potevo liberarmi, allora gli ho detto di cercare un sostituto ma quando ci siamo risentiti stavo cercando di trovare una soluzione. Ringrazio anche tutta la città di Cagliari. Abbiamo poi riniziato la trattativa, avevo altre possibilità ma anche con la mia famiglia ho capito che sarei tornato volentieri. La seconda volta sono stato cacciato senza nemmeno poter salutare la città, siccome quell’anno avevo fatto male trovando la Serie A e lasciando il club con 7 milioni di attivo. Ora sono qua e spero di dare tante gioie, ma si possono ottenere solo se siamo tutti uniti. Sarà dura, io non faccio la Serie C da tanto ma con tutti i collaboratori e la città possiamo ottenere tanto. Spero che ci saranno tanti abbonamenti, perché la società se lo merita. Sono molto emozionato anche perché sono più una persona di campo.”
Sulle tre situazioni diverse al suo arrivo: “Ho trovato una proprietà forte, che mi ha dato assicurazione di poter lavorare bene e con una certa libertà. Siamo in Serie C e ci sono diverse situazioni da monitorare, ma con il tempo e il supporto di tutti posso fare bene. Se non ci fosse stata questa proprietà lo Spezia sarebbe finito, ora dietro a noi abbiamo la società e il presidente. Ripartiamo con sacrifici e cercando di dare una squadra alla città che faccia risultati. Il Picco deve diventare la nostra fortezza.”
Sulla rivoluzione: “Non so quanto tempo ci vorrà, non dobbiamo fare la rivoluzione, chiunque lavora in società è un professionista serio. Bisogna cercare di abbassare i costi per essere un club almeno del 50% sostenibile, il resto ci aiuterà il presidente. C’è tanto lavoro da fare con umiltà, chi è disposto a fare un sacrificio rimarrà con noi, questo vale sia per i dipendenti che per la squadra: abbiamo contratti importanti, ora sono tempi duri, chi capisce questo rimarrà con noi, altrimenti ognuno per la sua strada.”
Sugli obiettivi in prospettiva: “Mi hanno chiesto di fare bene e una creare società sostenibile, ho un contratto lungo perché ci vuole tempo. Il presidente vuole vincere e sa che non è facile, io non sono il mago zulù, sono un professionista che lavora con umiltà e dedizione. Ci vuole tempo e pazienza, se le avremo andremo lontano, piace a tutti vincere ma ci vuole lavoro sacrificio e dedizione tutti i giorni. Se sono qua è perché so che si può fare bel calcio e portare una società appetibile in Europa.”
Sul tipo di calcio e il nuovo mister: “Penso che nei due anni in cui sono stato qui, Marino è stato quello che ha gettato le basi per andare in Serie A con Italiano. Mi piace il calcio propositivo, non so chi sarà l’allenatore ma sicuramente ci sarà un calcio con idee. Io ho visto i conti, quest’anno è costato 3-4 volte in più rispetto alla mia gestione precedente, quasi quanto il Cagliari in Serie A. E’ stata un’annata sfortunata con degli sbagli, sappiamo di avere una società forte, grazie al sindaco che si è esposto e Corradino, anche l’avvocato Bei che si è sempre interessato della situazione. E’ il momento per salvare e onorare la città di La Spezia.”
Sulla difficoltà di ripartire dalla C: “E’ complicato ma mi reputo un professionista, mi sono portato dietro dei collaboratori e sono convinto di quello che faccio. Bisognerà usare i giovani per avere anche qualche plusvalenza che senno Tom si stanca. Penso che la mia carriera parla chiaro, dove c’è una plusvalenza c’è Angelozzi.”
Sugli obiettivi e gli allenatori emergenti: “L’allenatore dev’essere uno che ha dei concetti di organizzazione e idee, quello al 100%. Non abbiamo ancora scelto perché sotto contratto abbiamo un allenatore bravo ma che costa veramente tanto. Non è che io posso arrivare e dire al presidente di comprare chi voglio, c’è bisogno di tempo per non fare danni economici. Non aspettatevi grandi nomi perché non è possibile. Siamo una città, mi ci metto anch’io, in cui è la sofferenza che ci fa andare avanti. Se non avessi la convinzione di potercela fareIo non sarei tornato dove ho lasciato delle belle sensazioni. Essendo isolano mi piace il mare, nei posti di mare rendo bene, abbiate fiducia in me e di chi lavora con me.”
Sui contratti: “Io parlo dell’aspetto tecnico, ogni giorno se posso risolvere un problema bene. Da ieri ho già incominciato a lavorare, spero di risolvere le varie cose il prima possibile, pensiamo di andare in ritiro. Il presidente ha lavorato 20 giorni per trovare una persona, io ero a Milano e dovevo rinnovare 3 anni con il Cagliari, mi ha chiamato Charlie con un mio caro amico. Durante la cena mi diceva che dovevo tornare allo Spezia, alla fine ha avuto ragione.”
Sul settore giovanile: “Diamo il tempo, le esigenze oggi sono quelle della prima squadra, la mia è una storia a 360 gradi, ricerchiamo giocatori anche sconosciuti. Avevo portato qui Gatti e Boloca, poi mi hanno cacciato e pure loro..”
Sul ripartire dagli spezzini: “Vignali l’avevano lasciato libero e l’ho riportato io, se hanno volontà e voglia di aiutare la società di iniziare un percorso nuovo volentieri. Cassata l’ho portato io dalla Juve al Sassuolo, so che ha avuto un brutto infortunio e parlerò col dottore per sapere come sta. Sono tutte scadenze con casi particolari.”







