Lo Spezia esce dal match casalingo contro il Bari con un punto che pesa. Non solo per la classifica, ma per il morale, per l’atteggiamento, per la capacità di soffrire e reagire. In dieci uomini per oltre un’ora, con Kouda espulso dopo aver segnato il gol del pareggio, gli uomini di Donadoni — al debutto sulla panchina aquilotta — hanno mostrato carattere, compattezza e spirito di squadra.
Il Bari, reduce da due vittorie consecutive, aveva iniziato forte: il gol di Gytkjær al 7′ sembrava indirizzare la partita. Ma lo Spezia ha reagito con ordine, trovando il pari al 36′ e resistendo con grinta fino al novantesimo, sfiorando persino il colpaccio.
Anche la stampa barese, pur delusa dal risultato, riconosce il valore della prestazione spezzina.
La Gazzetta del Mezzogiorno titola: “Un punto che lascia l’amaro in bocca”, sottolineando come il Bari non sia riuscito a sfruttare la superiorità numerica. Il commento tecnico evidenzia la mancanza di lucidità nella gestione del vantaggio e la buona prova dello Spezia, capace di reagire con ordine e determinazione.
TuttoBari.com riporta la delusione dei tifosi, che si aspettavano una vittoria netta. Il pareggio è visto come uno stop nella rincorsa ai playoff, con il Bari che “non approfitta dell’uomo in più” e lascia sul campo due punti preziosi.
Baritoday, infine, scrive: “Più di qualche rimpianto per i biancorossi”, sottolineando come il gol di Kouda e la sua espulsione abbiano cambiato l’inerzia del match, ma senza che il Bari riuscisse a capitalizzare.
Se per il Bari è un’occasione mancata, per lo Spezia è un segnale di risveglio. Dopo settimane difficili, la squadra ha mostrato di avere ancora fame, orgoglio e voglia di lottare. Donadoni ha portato ordine e determinazione, e il gruppo ha risposto presente.
Il cammino è ancora lungo, ma dal Picco lo Spezia esce con qualcosa in più di un punto: una ritrovata identità.
(Foto di Andreani da www.speziacalcio.com)







