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Lo Spezia vince a Marassi con la Vecchia Guardia, ora i nuovi devono fare la loro parte In evidenza

di Massimo Guerra- Ad oggi, è evidente, il bilancio dei nuovi innesti non è del tutto positivo

La vittoria strameritata dello Spezia nel derby di Marassi fa luce su alcuni aspetti che potrebbero rivelarsi fondamentali nel prosieguo del campionato. A partire dal confermato ruolo di leader in campo di tre tra i "vecchi" di questa rosa, ovvero capitan Giulio Maggiore, Simone Bastoni e Martin Erlic.

Per Giulio prosegue il percorso di crescita iniziato ormai da qualche stagione in maglia bianca, e decisamente non ancora arrivato a compimento perché il ragazzo ha ancora margini di crescita: quando è in condizione, è in grado di fare la differenza in campo contro qualsiasi avversario, di qualsiasi blasone. Grinta, tecnica, velocità di pensiero e di esecuzione, tutte caratteristiche che lo rendono oggi un giocatore unico nel gioco dello Spezia, e un domani ormai prossimo perno del gioco in qualche "grande" italiana o straniera.

Il discorso di crescita si attaglia alla perfezione anche al fisico coriaceo di Bastoni, ieri uomo-gol ma soprattutto sempre dentro le trame del gioco aquilotto, con proiezioni offensive e opportune coperture, riuscendo anche ad andare al tiro dalla distanza creando non pochi problemi a Sirigu.

Il terzo leader, Erlic, è già del Sassuolo per le non troppo chiare logiche di mercato del responsabile dell'area tecnica Pecini, ma per fortuna rimarrà in maglia bianca il tempo necessario a far maturare i "pulcini" di reparto e ruolo, ovvero il suo coetaneo '98 Nikolau, il '99 Hristov, il 2000 Kiwior (valorizzato nel frattempo da play basso di centrocampo) e il 2003 Bertola: Martin è regista fondamentale del reparto arretrato, vicino a lui possono giocare tutti gli altri centrali a turno, ma senza di lui in campo sono stati (e sarebbero in futuro) guai seri.

Nella partita di Marassi ha fatto impressione veder giocare lo Spezia come mai in precedenza, ovvero con idee chiare, giro palla efficace in ogni zona del campo e finalmente tanti tiri in porta (contro i nessuno del Maradona) anche se sono state tante anche le occasioni-gol mancate che potevano costare caro.

Con la difesa registrata da Erlic, Nikolau e Amian (intraprendente specie nel primo tempo), i quinti di centrocampo Reca a sinistra (poco propositivo per compiti di marcatura rafforzata che hanno spesso liberato Bastoni) e Gyasi a destra, il fosforo in mezzo di Maggiore-Bastoni e la fisicità di Kiwior (per la prima volta il centrocampo ha mostrato un volto più che dignitoso) con Manaj che davanti ha lottato come un leone sfiorando un gol-capolavoro su assist del tarantolato Amian capace di servirgli un assist praticamente da sdraiato, spalleggiato da Verde che da sinistra nel primo tempo e cambiando binario con Gyasi nella ripresa ha seminato scompiglio, fornendo l'assist a Bastoni e mangiandosi almeno un paio di gol davanti a Sirigu.

Un altro dato oggettivo da sottolineare il giorno dopo la vittoria contro il Genoa è che ieri a Marassi nello Spezia erano schierati i maggiori protagonisti della salvezza targata Italiano: Provedel (lasciato fuori all'inizio per Zoet da Motta), Erlic, Maggiore, Bastoni, Verde (senza dubbio l'elemento con più tecnica dell'attacco, lasciato spesso e volentieri a scaldarsi in panchina) e, sia pure per pochi minuti, Nzola e Ferrer, in tutto sette undicesimi della "vecchia guardia" che da un lato rappresentano un'importante fattore di continuità, ma dall'altro gettano una serie di dubbi sulla qualità della consistente e dispendiosa campagna acquisti varata da Pecini all'insegna della gioventù e dell'inesperienza.

Ad oggi, è evidente, il bilancio dei nuovi innesti non è del tutto positivo: hanno dimostrato una certa valenza Nikolau (se affiancato a Erlic), Amien (a intermittenza), Bourabia (in difficoltà fisica), Manaj (in crescita), mentre almeno per il momento è lunga la lista dei giocatori che non hanno giustificato il loro investimento, da Salcedo a Strelec a Podgoreanu, da Antiste a Hristov, da Kiwior (prima di Marassi) a Colley, da Kovalenko a Sher a Nguiamba, ovviamente la speranza è che qualcuno di essi riesca a trovare condizione e convinzione per dare una mano allo Spezia, non solo nel lavoro settimanale a Follo ma soprattutto durante la gara.

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