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Dura sconfitta dello Spezia a Firenze, preoccupa la mancanza di gioco e idee In evidenza

di Massimo Guerra - Inevitabile un confronto tra il passato e il presente della panchina aquilotta.

Lo Spezia sconfitto al Franchi dalla tripletta di Vlahovic conferma tutti i limiti e le perplessità emerse nelle prime undici giornate di campionato.

Al di là del risultato – non era comunque facile fare punti oggi contro questa Fiorentina – lascia davvero basiti il basso livello di qualità del gioco espresso dalle Aquile, prese a pallonate nel primo tempo dove si salva il solo Provedel, impacciate nella ripresa con una mini-rivoluzione tattica di Motta che porta direttamente alla Goleada della Viola: con un posticcio Gyasi spostato terzino al posto di Bastoni (stanco?), con gli innesti di Amien al posto di Ferrer, di Colley al posto di ghost Salcedo e Sala in mediana.

Inevitabile un confronto tra il passato e il presente della panchina aquilotta: con Italiano lo Spezia poteva vincere come perdere contro chiunque, ma era sempre evidente e chiara l'idea di gioco dettata dal tecnico italo-tedesco, spesso azzardata ma comunque fruttifera di bel gioco, trame fluide e quel che più conta una salvezza guadagnata sul campo.

Con Motta la musica è del tutto diversa, con tutte le attenuanti del mondo non è possibile – restando ad oggi – non riuscire ad arrivare nemmeno una volta alla conclusione in porta, con zero occasioni da gol e un'evidente smarrimento tecnico-tattico tra i giocatori.

Da parte sua la Fiorentina ha mostrato margini di miglioramento notevoli, con un giusto mix di giovani ed esperti – su tutti il 91' Saponara autentico ispiratore delle trame offensive della Viola – non certo paragonabile a Napoli, Inter, Milan e Lazio ma sicuramente candidata per l'Europa.

Lo Spezia incassa gol ad ogni partita, con la tripletta di oggi il passivo è salito a 26 reti in 11 partite, una delle peggiori performances al livello Europeo, in compagnia del Saint- Etienne (26) e solo di un gol meglio di Metz e Greuter Furt, fanalino di coda in Bundesliga.

Per le Aquile scatta l'allarme retrocessione, nulla è ancora compromesso ma è chiaro che servono idee nuove e motivazioni adeguate per risalire la china, a partire dalla sfida di domenica dove al Picco è atteso il Toro.

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