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"Testa o croce? Non affidarti al caso": campagna UAAR sull'obiezione di coscienza in sanità In evidenza

Manifesti in tutta la provincia per invitare a riflettere.

 

A cura del circolo Uaar spezzino, approda anche nella provincia della Spezia la campagna nazionale dell'Uaar (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti), relativa alla massiccia presenza negli ospedali di medici obiettori di coscienza. che invita i cittadini ad informarsi in merito alla trasparenza dei medici sulle cosiddette obiezioni di coscienza in ambito sanitario.
Da lunedì 21 gennaio, in città e in alcuni comuni della provincia sono visibili manifesti con lo slogan "Testa o croce? Non affidarti al caso", due maxi manifesti in città (via Fieschi e via Lunigiana, nel parcheggio Tanca) e uno a Fosdinovo, sulla strada Aurelia verso Sarzana, oltre a decine di poster in città e provincia sui quali è leggibile un breve testo informativo.

L'Uaar si batte da sempre per l'autodeterminazione e per la libertà di scelta di ogni singolo cittadino. Ogni scelta, per essere veramente libera, deve essere effettuata a ragion veduta, consapevolmente, soprattutto quando le scelte riguardano la nostra salute ed in particolare quelle possibili situazioni di gravità e di emergenza in cui ognuno potrebbe improvvisamente trovarsi.
Non sempre accade di trovarsi in situazioni estreme, è vero, perciò diventa facile dimenticare di soffermarci su questi aspetti che spesso riguardano materie che conosciamo poco e per i cui dettagli preferiamo affidarci a chi riteniamo indubbiamente più competente di noi, senza porci troppi dubbi o domande, proprio perché ci rivolgiamo ad un medico e professionista nel settore.
Ma anche i medici sono umani e come tali hanno legittime opinioni, come tutti noi. Questo non sarebbe di per sè un problema ma lo potrebbe diventare se si dovesse scoprire improvvisamente che le loro opinioni condizionano, limitano o inibiscono le nostre scelte.
Ovviamente ciò sarebbe raro soprattutto se a monte ci fosse già una efficace, schietta e trasparente informazione da parte di medici e strutture sanitarie. Ma così non è.
Gli ospedali sono purtroppo pieni di ginecologi obiettori, spesso assunti e promossi proprio per la loro adesione alla dottrina cattolica. Non sono infrequenti i casi di pazienti ostacolate nell'intenzione di interrompere una gravidanza, o di resistenze e difficoltà incontrate da gestanti per potersi sottoporre alle diagnosi che evitino la nascita di un bimbo già condannato per tutta la vita a una malattia invalidante.
Quante donne che si affidano alle cure di un ginecologo conoscono le sue convinzioni morali e religiose? La donna che incappa in una gravidanza indesiderata o in una gravidanza a rischio, o ha bisogno di un contraccettivo d'emergenza, si porrà questa domanda?

Per non dimenticare, inoltre, come le convinzioni religiose inducano importanti limiti al medico obiettore di coscienza anche sul tema del fine vita e quindi nell'approccio con la possibile volontà del paziente di non voler subire, per esempio, un determinato trattamento terapeutico. Tema etico, questo, che in Italia ha visto finalmente una timida legge sulle disposizioni anticipate di trattamento, che ancora fatica ad essere messa in pratica proprio a causa di resistenze e ostruzionismo, anche a livello politico, basate su convinzioni religiose.
Avere un ginecologo di fiducia e un medico di fiducia del quale sono note le opinioni su questi importanti aspetti diventa fondamentale, per questo l'Uaar invita a tutelarsi informandosi il prima possibile.


Circolo UAAR La Spezia

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