In riferimento al comunicato relativo alle dimissioni del Coordinatore regionale della Liguria e di alcuni dirigenti di Democrazia Sovrana e Popolare (DSP), riteniamo necessario formulare alcune precisazioni affinché i lettori possano disporre di un'informazione completa e aderente ai fatti.
L'affermazione secondo cui «la maggior parte dei dirigenti, dei militanti e degli iscritti» della Liguria avrebbe aderito al nuovo progetto politico promosso dal sig. Marco Rizzo non corrisponde alla realtà dei fatti.
Non risulta infatti che la maggioranza dei militanti e degli iscritti liguri abbia assunto tale decisione. A titolo di esempio, la sezione del Ponente ligure è tutt'altro che confluita compatta nel nuovo progetto, risultando invece sostanzialmente divisa, mentre a Genova vi è una netta preferenza per Francesco Toscano.
Inoltre, il 26 luglio scorso si è svolta a Roma un'Assemblea Nazionale degli iscritti di Democrazia Sovrana e Popolare, alla quale ha partecipato la larga maggioranza degli iscritti, con l'obiettivo di ribadire e confermare la linea politica del movimento. In quella sede la linea approvata dal Congresso nazionale del gennaio 2026 non è stata modificata, bensì riconfermata con un consenso pressoché unanime.
È quindi inesatto affermare che le recenti vicende interne abbiano determinato un mutamento della linea politica di DSP. La scelta compiuta da alcuni dirigenti rappresenta una decisione autonoma di una parte dell'organizzazione e non la conseguenza di un cambiamento deliberato dal movimento.
È altresì opportuno ricordare che il sig. Marco Rizzo e gli altri dirigenti interessati erano stati invitati a partecipare all'Assemblea Nazionale del 26 luglio per illustrare le proprie posizioni e confrontarsi direttamente con gli iscritti. Tale occasione di confronto non è stata utilizzata.
Per queste ragioni, riteniamo improprio presentare la vicenda come l'abbandono di Democrazia Sovrana e Popolare da parte dell'intera delegazione ligure. I fatti dimostrano che si tratta della scelta di una parte dei dirigenti, mentre altri dirigenti, militanti e iscritti hanno deciso di proseguire il proprio impegno all'interno di DSP, nel rispetto della linea politica approvata dal Congresso nazionale e successivamente confermata dall'Assemblea del 26 luglio.
Infine, appare contraddittorio sostenere che sarebbe stata DSP ad allontanarsi dal progetto originario, quando la linea congressuale — fondata sull'autonomia del movimento rispetto ai tradizionali schieramenti della destra e della sinistra italiane — è stata formalmente riconfermata. Al contrario, il percorso politico intrapreso dal sig. Marco Rizzo, anche alla luce dei ripetuti contatti e delle aperture nei confronti del generale Roberto Vannacci, rappresenta una scelta diversa rispetto all'indirizzo politico definito dagli organi democratici del partito.
Un gruppo di iscritti liguri di Dsp







