A nome dei gruppi di opposizione spezzini (PD, AVS/LeAli a Spezia, Spezia Bene Comune, Italia Viva) viene trasmessa la seguente replica al comunicato inviato dalla maggioranza avente ad oggetto la votazione sulle tariffe Taric svoltasi nel CC del 27.7 u.s.
«Sul nostro voto contrario alle tariffe Taric si è voluto costruire un caso che, francamente, non esiste. Il nostro voto non è stato un gesto di contrapposizione pregiudiziale, ma una scelta politica coerente con il giudizio che esprimiamo sull'operato dell'Amministrazione.
Non possiamo condividere una narrazione autocelebrativa che descrive un servizio ben diverso da quello che cittadini e cittadine sperimentano quotidianamente. La città non è pulita come si racconta, soprattutto nei quartieri periferici e nelle frazioni, dove il contrasto agli abbandoni continua a essere insufficiente. Si è creato il paradosso per cui, in presenza di un bidone pieno, si riesce a sanzionare chi lascia un sacchetto riconducibile alla propria tessera, mentre chi abbandona elettrodomestici, mobili o altri rifiuti ingombranti spesso resta impunito. Restano inoltre aperti i dubbi sulla qualità merceologica della raccolta differenziata e su ciò che effettivamente arriva all'impianto di smaltimento.
Per questo abbiamo votato contro una delibera che rappresenta l'indirizzo politico dell'Amministrazione su un servizio che, a nostro giudizio, presenta ancora criticità rilevanti. Sul nostro voto contrario la maggioranza arriva addirittura a scomodare il «buonsenso»: una scelta quasi commovente, considerato lo stile con cui governa questa città da quattro anni. Si è cercato di trasformare una normale prerogativa dell'opposizione – quella di votare contro atti che esprimono l'indirizzo politico della Giunta – in uno scandalo inesistente.
Che sia perché ormai si sono spalancate le porte della campagna elettorale, o per un semplice esercizio di benaltrismo volto a spostare l'attenzione della stampa dalla contemporanea entrata in funzione della barriera anti-intrusione di Marola, respingiamo con forza l'accusa di un voto meramente strumentale. Un'accusa smentita dai fatti, accuratamente taciuti dalla maggioranza: un minuto dopo abbiamo infatti votato a favore della seconda delibera sulla Taric, quella che modificava il Regolamento introducendo una misura che chiedevamo da tempo e che abbiamo, quella sì, considerato un autentico atto di buonsenso.»







