Ieri sera il Consiglio Comunale della Spezia ha approvato le tariffe della spazzatura (TARIC) le più basse di tutti i 119 capoluoghi di provincia d'Italia. Cosa ha fatto l'opposizione di sinistra? Ha votato contro la delibera TARIC 2026, che conferma tariffe invariate per i cittadini spezzini.
Un voto contrario a un risultato che pochi comuni in Italia possono vantare: La Spezia è la città con la Tassa sui Rifiuti più bassa del Paese, 180 euro medi a famiglia contro una media nazionale di circa 350 euro, secondo un recente studio della UIL. Esprimiamo soddisfazione per l'approvazione della delibera, frutto di nove anni di governo che hanno portato ad una raccolta differenziata salita all'80,18%. La delibera conferma inoltre le agevolazioni ISEE, gli sconti per il compostaggio domestico e per il conferimento in isola ecologica.
Un voto contrario che stride con la realtà del Paese. Mentre alla Spezia le bollette restano ferme, in altre città amministrate dal centrosinistra la TARI aumenta pesantemente nel 2026, come a Genova con un aumento del +5,7%, Roma (+5,19%) e Firenze (+6,71%).
Chiediamo alle opposizioni di spiegare ai cittadini spezzini perché hanno votato contro una tariffa che è la più bassa d'Italia e contro 300.000 euro destinati a chi è in difficoltà economica, mentre nelle città governate dai loro alleati politici le famiglie si trovano bollette sempre più salate. È una contraddizione che i fatti rendono evidente a tutti.
Anche perchè il risultato spezzino non è soltanto un vantaggio per le tasche delle famiglie: è anche un dato ambientale concreto. Grazie alla crescita della differenziata all'80%, il rifiuto residuo non riciclabile, la frazione più costosa e più impattante da smaltire, è crollato da 23.479 tonnellate nel 2016 a 9.315 nel 2024.
Meno rifiuto indifferenziato significa meno smaltimento in discarica e un risparmio complessivo di quasi 2,9 milioni di euro, reinvestiti a beneficio della collettività.
Un modello che dimostra come sostenibilità ambientale e sostenibilità economica non siano in conflitto, ma si rafforzino a vicenda. Chi vota contro questa delibera vota dunque contro un sistema che funziona, per l'ambiente e per il portafoglio dei cittadini spezzini.
I capigruppo di maggioranza:
Oscar Teja,
Giulia Giorgi,
Giacomo Peserico,
Domenico Zito,
Barbara Ratti,
Marco Zamponi,
Umberto Maria Costantini







